{"id":602,"date":"2013-09-13T13:20:59","date_gmt":"2013-09-13T12:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/iow.no-ip.com\/?p=602"},"modified":"2013-09-13T13:20:59","modified_gmt":"2013-09-13T12:20:59","slug":"diviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=602","title":{"rendered":"Diviso."},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cCosa succede? Cosa posso fare?\u201d<br \/>\n\u201cNon puoi farci niente\u2026 \u00e8 la vita.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Cosi chiudevo l&#8217;ultimo, e unico, post di giugno. Poi mesi di silenzio.<br \/>\nMesi talmente densi di eventi che a sintetizzarli verrebbe fuori un qualcosa di incomprensibile. Ma partiamo dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Esame di stato: fatto, passato, e abilitato. Per alcuni versi proprio come me lo immaginavo, per altri inaspettato. E&#8217; stata l&#8217;occasione per mettermi alla prova, per conoscere molte persone, per riaffermare anche a me stesso l&#8217;amore per la psicologia. Riaprire alcuni libri, in particolare alcuni paragrafi, e tornare con la mente ai momenti in cui affrontavo quegli argomenti per la prima volta. Sentirsi nuovamente uno studente alle prime armi.<br \/>\nAffrontare i casi clinici, cercare di decifrare situazioni ingarbugliate. Sulla carta, certo, ma con l&#8217;esperienza maturata durante il tirocinio, e i ricordi di quel periodo che affioravano dai miei occhi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. Il tirocinio in comunit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;esperienza pi\u00f9 piena e pi\u00f9 viva mai fatta. Cos\u00ec diversa da quella in cui sono ora, ma anche cos\u00ec simile.<br \/>\nTorno infatti dopo l&#8217;esame al lavoro, quel lavoro accettato a febbraio pi\u00f9 per necessit\u00e0 e per comodo che per interesse genuino. E trovo una situazione paradossale.<br \/>\nL&#8217;esplosione, scontata, attesa, e per certi versi auspicata, dell&#8217;azienda nella quale lavoravo. E la necessit\u00e0 di ripartire, praticamente da zero, rendendosi conto delle difficolt\u00e0 legate agli inizi, e quelle relative ai trascorsi.<br \/>\nE contemporaneamente, immergersi a fondo nel mondo della nevrosi e dei disturbi di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poco da fare, \u00e8 una mia deformazione ormai. Non c&#8217;\u00e8 scampo, quando mi relaziono con qualcuno viene praticamente automatico cercare di capire cosa ci sia dietro ogni affermazione. Se \u00e8 autentica, se c&#8217;\u00e8 del falso. E, sempre, se \u00e8 una difesa.<br \/>\nCos\u00ec mi son reso conto che la situazione lasciata ai primi di giugno era molto pi\u00f9 intricata di quanto riuscissi, o volessi, vedere. Perch\u00e9 avevo accettato il lavoro per una mera questione economica, non perch\u00e9 il mio interesse maggiore fosse tornato a essere l&#8217;informatica. Non avrei mai pensato di dover contribuire a rimettere in moto un&#8217;attivit\u00e0.<br \/>\nCerto, tecnicamente non sarei tenuto a farlo. In realt\u00e0, il problema \u00e8 che non posso farne a meno. Per indole, ovviamente. Il che non gioca certamente a mio favore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"wp-content\/uploads\/2013\/09\/quadroserena.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia, questa situazione mi sta portando a dover affrontare, controvoglia, un paio di questioni che avevo deciso di accantonare, di ignorare. In primis, i problemi psicologici al di fuori delle strutture. E in secondo luogo, e non per importanza, i miei di problemi.<\/p>\n<p>Non riesco a tollerare una cosa: la calunnia. E pi\u00f9 che questa, l&#8217;approfittarsi di chi non \u00e8 capace, o non riesce, a difendersi. E anche stavolta avrei voluto reagire, come nell&#8217;altro trascorso che mi ha toccato nel vivo: con una castagna sul naso. Non so se ci sia stato qualcosa che mi ha trattenuto, o forse non vi \u00e8 stata l&#8217;occasione. Ma per me \u00e8 pi\u00f9 forte il rancore per un danno fatto a un amico ingenuo, che se il danno fosse stato fatto a me direttamente.<br \/>\nE di l\u00ec torno poi a chiedermi &#8220;perch\u00e8?&#8221;. Cosa pu\u00f2 spingere qualcuno ad agire cos\u00ec, manipolando gli altri e svalutandoli di continuo solo per sentirsi superiore? Come mai certe parole, certi atteggiamenti, richiesti pi\u00f9 per sentirsi al sicuro che per esigenza oggettiva&#8230; come mai aveva cos\u00ec bisogno di sentirsi superiore&#8230;<br \/>\nAncora una volta, faccia a faccia con un narcisismo ipertrofico. Che tutto distrugge, annienta, e nessuno salva. In particolare chi lo ostenta, e viene schiacciato da s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Il sentirsi diviso \u00e8 invece ci\u00f2 che caratterizza me. Da un lato, la mia parte samaritana vorrebbe soccorrere anche chi non sta bene e ne \u00e8 inconsapevole, presa dalla sindrome del salvatore. Dall&#8217;altro, il mio istinto di autoconservazione, che vorrebbe massacrare senza piet\u00e0. Due parti apparentemente inconciliabil, e nessuna delle due che vuole accettare mezze misure. E l&#8217;unica consapevolezza che questo bianco o nero probabilmente non \u00e8 mio, ma \u00e8 una difesa che origina proprio dalla persona che mi sono trovato davanti.<br \/>\nAl contempo, il voler insegnare a qualcuno a ricoprire come si deve il suo ruolo, e contemporaneamente la certezza sia di non ricoprire la posizione per poterlo fare, tantomeno di poter insegnare alcunch\u00e8. Perch\u00e9 l&#8217;esperienza mi ha insegnato che finch\u00e9 qualcuno non sbatte contro il muro non si sveglia. E spesso non basta neanche quello: apoteosi della nevrosi, della coazione a ripetere. Senza contare che, se mi metto sempre di mezzo, pi\u00f9 che aiutare, rendo l&#8217;altro pi\u00f9 disabile di quanto non sia, colludendo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi ritrovo qui, in un ufficio a scrivere durante la pausa pranzo, poich\u00e9 non ho pi\u00f9 neanche il tempo di accendere il computer a casa. E una casa nuova che aspetta solo che le ultime vicende burocratiche siano concluse per essere abitata.<\/p>\n<p>Cambiamenti, auspicati e temuti. Come tre mesi fa. Su questo, poco \u00e8 cambiato.<br \/>\nNe auspico altri, dentro di me. Perch\u00e9 non posso continuare a voler aggiustare, sistemare, riparare tutto. Mi condanno da solo all&#8217;ergastolo. E tuttavia non ho ancora trovato la forza di rinunciare a questa parte di me.<br \/>\nQuindi \u00e8 anche per questo che non ho aggiornato finora. Ci\u00f2 che voglio di pi\u00f9 ancora non son riuscito a realizzarlo.<br \/>\nAncora non ho cambiato me stesso. E nemmeno il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>\u201cCosa succede? Cosa posso fare?\u201d<br \/>\n\u201cNon puoi farci niente\u2026 \u00e8 la vita.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Cosi chiudevo l&#8217;ultimo, e unico, post di giugno. Poi mesi di silenzio.<br \/>\nMesi talmente densi di eventi che a sintetizzarli verrebbe fuori un qualcosa di incomprensibile. Ma partiamo dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Esame di stato: fatto, passato, e abilitato. Per alcuni versi proprio come me lo immaginavo, per altri inaspettato. E&#8217; stata l&#8217;occasione per mettermi alla prova, per conoscere molte persone, per riaffermare anche a me stesso l&#8217;amore per la psicologia. Riaprire alcuni libri, in particolare alcuni paragrafi, e tornare con la mente ai momenti in cui affrontavo quegli argomenti per la prima volta. Sentirsi nuovamente uno studente alle prime armi.<br \/>\nAffrontare i casi clinici, cercare di decifrare situazioni ingarbugliate. Sulla carta, certo, ma con l&#8217;esperienza maturata durante il tirocinio, e i ricordi di quel periodo che affioravano dai miei occhi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. Il tirocinio in comunit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;esperienza pi\u00f9 piena e pi\u00f9 viva mai fatta. Cos\u00ec diversa da quella in cui sono ora, ma anche cos\u00ec simile.<br \/>\nTorno infatti dopo l&#8217;esame al lavoro, quel lavoro accettato a febbraio pi\u00f9 per necessit\u00e0 e per comodo che per interesse genuino. E trovo una situazione paradossale.<br \/>\nL&#8217;esplosione, scontata, attesa, e per certi versi auspicata, dell&#8217;azienda nella quale lavoravo. E la necessit\u00e0 di ripartire, praticamente da zero, rendendosi conto delle difficolt\u00e0 legate agli inizi, e quelle relative ai trascorsi.<br \/>\nE contemporaneamente, immergersi a fondo nel mondo della nevrosi e dei disturbi di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poco da fare, \u00e8 una mia deformazione ormai. Non c&#8217;\u00e8 scampo, quando mi relaziono con qualcuno viene praticamente automatico cercare di capire cosa ci sia dietro ogni affermazione. Se \u00e8 autentica, se c&#8217;\u00e8 del falso. E, sempre, se \u00e8 una difesa.<br \/>\nCos\u00ec mi son reso conto che la situazione lasciata ai primi di giugno era molto pi\u00f9 intricata di quanto riuscissi, o volessi, vedere. Perch\u00e9 avevo accettato il lavoro per una mera questione economica, non perch\u00e9 il mio interesse maggiore fosse tornato a essere l&#8217;informatica. Non avrei mai pensato di dover contribuire a rimettere in moto un&#8217;attivit\u00e0.<br \/>\nCerto, tecnicamente non sarei tenuto a farlo. In realt\u00e0, il problema \u00e8 che non posso farne a meno. Per indole, ovviamente. Il che non gioca certamente a mio favore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"wp-content\/uploads\/2013\/09\/quadroserena.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia, questa situazione mi sta portando a dover affrontare, controvoglia, un paio di questioni che avevo deciso di accantonare, di ignorare. In primis, i problemi psicologici al di fuori delle strutture. E in secondo luogo, e non per importanza, i miei di problemi.<\/p>\n<p>Non riesco a tollerare una cosa: la calunnia. E pi\u00f9 che questa, l&#8217;approfittarsi di chi non \u00e8 capace, o non riesce, a difendersi. E anche stavolta avrei voluto reagire, come nell&#8217;altro trascorso che mi ha toccato nel vivo: con una castagna sul naso. Non so se ci sia stato qualcosa che mi ha trattenuto, o forse non vi \u00e8 stata l&#8217;occasione. Ma per me \u00e8 pi\u00f9 forte il rancore per un danno fatto a un amico ingenuo, che se il danno fosse stato fatto a me direttamente.<br \/>\nE di l\u00ec torno poi a chiedermi &#8220;perch\u00e8?&#8221;. Cosa pu\u00f2 spingere qualcuno ad agire cos\u00ec, manipolando gli altri e svalutandoli di continuo solo per sentirsi superiore? Come mai certe parole, certi atteggiamenti, richiesti pi\u00f9 per sentirsi al sicuro che per esigenza oggettiva&#8230; come mai aveva cos\u00ec bisogno di sentirsi superiore&#8230;<br \/>\nAncora una volta, faccia a faccia con un narcisismo ipertrofico. Che tutto distrugge, annienta, e nessuno salva. In particolare chi lo ostenta, e viene schiacciato da s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Il sentirsi diviso \u00e8 invece ci\u00f2 che caratterizza me. Da un lato, la mia parte samaritana vorrebbe soccorrere anche chi non sta bene e ne \u00e8 inconsapevole, presa dalla sindrome del salvatore. Dall&#8217;altro, il mio istinto di autoconservazione, che vorrebbe massacrare senza piet\u00e0. Due parti apparentemente inconciliabil, e nessuna delle due che vuole accettare mezze misure. E l&#8217;unica consapevolezza che questo bianco o nero probabilmente non \u00e8 mio, ma \u00e8 una difesa che origina proprio dalla persona che mi sono trovato davanti.<br \/>\nAl contempo, il voler insegnare a qualcuno a ricoprire come si deve il suo ruolo, e contemporaneamente la certezza sia di non ricoprire la posizione per poterlo fare, tantomeno di poter insegnare alcunch\u00e8. Perch\u00e9 l&#8217;esperienza mi ha insegnato che finch\u00e9 qualcuno non sbatte contro il muro non si sveglia. E spesso non basta neanche quello: apoteosi della nevrosi, della coazione a ripetere. Senza contare che, se mi metto sempre di mezzo, pi\u00f9 che aiutare, rendo l&#8217;altro pi\u00f9 disabile di quanto non sia, colludendo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi ritrovo qui, in un ufficio a scrivere durante la pausa pranzo, poich\u00e9 non ho pi\u00f9 neanche il tempo di accendere il computer a casa. E una casa nuova che aspetta solo che le ultime vicende burocratiche siano concluse per essere abitata.<\/p>\n<p>Cambiamenti, auspicati e temuti. Come tre mesi fa. Su questo, poco \u00e8 cambiato.<br \/>\nNe auspico altri, dentro di me. Perch\u00e9 non posso continuare a voler aggiustare, sistemare, riparare tutto. Mi condanno da solo all&#8217;ergastolo. E tuttavia non ho ancora trovato la forza di rinunciare a questa parte di me.<br \/>\nQuindi \u00e8 anche per questo che non ho aggiornato finora. Ci\u00f2 che voglio di pi\u00f9 ancora non son riuscito a realizzarlo.<br \/>\nAncora non ho cambiato me stesso. 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