{"id":586,"date":"2013-06-09T15:17:04","date_gmt":"2013-06-09T14:17:04","guid":{"rendered":"http:\/\/iow.no-ip.com\/?p=586"},"modified":"2013-06-09T15:25:16","modified_gmt":"2013-06-09T14:25:16","slug":"corri-ragazzo-e-ricorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=586","title":{"rendered":"Corri, ragazzo. E ricorda."},"content":{"rendered":"<p>Manca poco, anzi pochissimo.<br \/>\nGiugno \u00e8 arrivato, implacabile. Con il suo carico di impegni, di situazioni nuove da affrontare. Di ansie, di nodi alla gola.<br \/>\nMomenti di svolta. Che anche se attesi con impazienza, spaventano. Che anche se desiderati, mettono angoscia.<\/p>\n<p>Situazioni nuove. Per certi versi, sconosciute. Per altri, conosciute fin troppo.<br \/>\nCome la mia reazione di fronte a loro. Spesso, troppo spesso, la fuga. Il desiderio di evitarle, anche se la sfida di per s\u00e8 \u00e8 entusiasmante. Voglia di stabilit\u00e0, di normalit\u00e0, di non dover correre ogni istante.<br \/>\nMa \u00e8 la mia vita. Me la son cercata, me la son costruita cos\u00ec. Ho iniziato a correre, e non mi sono pi\u00f9 fermato. Spaventato, forse. Forse dal tempo, forse da me.<\/p>\n<p>Ancora dieci giorni, e me la star\u00f2 facendo sotto pi\u00f9 di adesso. Ma non \u00e8 questo l&#8217;appuntamento che mi spaventa di pi\u00f9. Chi mi conosce, sa di che parlo.<br \/>\nUna nuova casa, una nuova sfida. Come cambiare pianeta, per certi versi.<br \/>\nQuello che difficilmente cambia, sono io. Ne parlo spesso, il luned\u00ec mattina.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una costante che ha caratterizzato la mia vita. Sia la prima, che la seconda.<br \/>\nL&#8217;aggiustare. Il riparare. Il tentare di sistemare le cose anche dove non \u00e8 possibile fare nulla, fino a rompersi le ossa, fino a che il cuore ti sanguina. Remare controcorrente, salvare anche chi insiste a buttarsi gi\u00f9 dal precipizio.<br \/>\nMi \u00e8 venuto automatico, stamane. Rileggere il diario, le pagine scritte quattro anni fa, quando tu barcollavi sotto i colpi di chi non riusciva a vedere che s\u00e8 stesso.<br \/>\nRicordo bene, mi veniva spontaneo sorreggerti, aiutarti a risollevarti, io, che mi sento l&#8217;esatto opposto di quella persona che ti aveva fatto cos\u00ec tanto male, io che al contempo la temo come la mia nemesi.<br \/>\nCosa \u00e8 cambiato in quattro anni? Ti ho vista barcollare molte altre volte, e ancora non riesco a capire perch\u00e9. Perch\u00e9 finisci sempre in quelle situazioni, come fai a spingerti sempre sull&#8217;orlo del burrone. E perch\u00e9 mi ostino a esserci, a sorreggerti in quei momenti. Ad ascoltarti, ad asciugarti le lacrime. Ogni volta, come fosse la prima volta.<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 una risposta&#8230; una risposta che forse ho paura di comprendere. Di accettare.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"wp-content\/uploads\/2013\/06\/doctor_run.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" \/><br \/>\nTutto \u00e8 collegato. La paura dell&#8217;ignoto, di affrontare situazioni nuove, ambigue, il desiderio di stabilit\u00e0, la paura della normalit\u00e0.<br \/>\nEcco perch\u00e9 reagisco correndo. A occhi chiusi, mani a pugno e braccia sul torace e sulla faccia, quasi a proteggermi durante un bombardamento. Quando forse smettere di correre, e guardarsi in viso, risolverebbe tutto.<\/p>\n<p>Corro, si. E non dimentico. Questa memoria \u00e8 per certi versi una maledizione. Centinaia di cose che vorrei scordare, che vorrei cancellare. Sarebbe tutto molto pi\u00f9 facile, e riuscirei a respirare molto meglio, in quella che pare una corsa in apnea.<\/p>\n<p><em>&#8220;Cosa succede? Cosa posso fare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non puoi farci niente&#8230; \u00e8 la vita.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>In certi momenti sono riuscito a chiudere la porta. A voltarmi. Forse, se in altri non ci riesco, \u00e8 perch\u00e9 non lo voglio. La risposta pi\u00f9 semplice che si possa immaginare, spesso \u00e8 quella giusta. E quella al contempo temuta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manca poco, anzi pochissimo.<br \/>\nGiugno \u00e8 arrivato, implacabile. Con il suo carico di impegni, di situazioni nuove da affrontare. Di ansie, di nodi alla gola.<br \/>\nMomenti di svolta. Che anche se attesi con impazienza, spaventano. Che anche se desiderati, mettono angoscia.<\/p>\n<p>Situazioni nuove. Per certi versi, sconosciute. Per altri, conosciute fin troppo.<br \/>\nCome la mia reazione di fronte a loro. Spesso, troppo spesso, la fuga. Il desiderio di evitarle, anche se la sfida di per s\u00e8 \u00e8 entusiasmante. Voglia di stabilit\u00e0, di normalit\u00e0, di non dover correre ogni istante.<br \/>\nMa \u00e8 la mia vita. Me la son cercata, me la son costruita cos\u00ec. Ho iniziato a correre, e non mi sono pi\u00f9 fermato. Spaventato, forse. Forse dal tempo, forse da me.<\/p>\n<p>Ancora dieci giorni, e me la star\u00f2 facendo sotto pi\u00f9 di adesso. Ma non \u00e8 questo l&#8217;appuntamento che mi spaventa di pi\u00f9. Chi mi conosce, sa di che parlo.<br \/>\nUna nuova casa, una nuova sfida. Come cambiare pianeta, per certi versi.<br \/>\nQuello che difficilmente cambia, sono io. Ne parlo spesso, il luned\u00ec mattina.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una costante che ha caratterizzato la mia vita. Sia la prima, che la seconda.<br \/>\nL&#8217;aggiustare. Il riparare. Il tentare di sistemare le cose anche dove non \u00e8 possibile fare nulla, fino a rompersi le ossa, fino a che il cuore ti sanguina. Remare controcorrente, salvare anche chi insiste a buttarsi gi\u00f9 dal precipizio.<br \/>\nMi \u00e8 venuto automatico, stamane. 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