{"id":460,"date":"2012-09-17T22:55:16","date_gmt":"2012-09-17T21:55:16","guid":{"rendered":"http:\/\/iow.no-ip.com\/?p=460"},"modified":"2012-09-17T22:59:42","modified_gmt":"2012-09-17T21:59:42","slug":"reti-sociali-collusive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=460","title":{"rendered":"Reti sociali collusive"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, non passa giorno che non ci pensi. Sar\u00e0 perch\u00e8 vedo ogni giorno orde di persone che stanno male, sar\u00e0 perch\u00e8 l&#8217;esigenza di essere attivamente di aiuto diventa ogni giorno pi\u00f9 pressante, o forse anche solo per l&#8217;affetto che provo.<br \/>\nQuello che succede \u00e8 che inevitabilmente, quasi ogni sera, il discorso cade l\u00ec. Tanto che a volte mi domando se sia un problema che vedo solamente io, amplificandolo al di l\u00e0 di quanto sia realmente grave.<br \/>\nSe la sensazione che ci sia qualcosa che non va \u00e8 soggettiva, credo che sia tuttavia l&#8217;unico punto di partenza che si possa avere.<br \/>\nI manuali, la teoria, i criteri, vengono tutti dopo.<br \/>\nE quando tale sensazione \u00e8 pervasiva, non si riesce, io non riesco, a far finta di niente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando penso a lei, non posso non pensare a quanto siano instabili e al contempo intense le sue relazioni, e quanto velocemente possa passare dall&#8217;adorare l&#8217;amico o l&#8217;amica all&#8217;odiarla quasi fosse il demonio.<br \/>\nAlla sua convinzione continua di essere sovrappeso, al limite dell&#8217;obesit\u00e0, di non poter piacere<br \/>\ndavvero a qualcuno, convinzioni queste che si eclissano totalmente per poi tornare dirompenti, con l&#8217;intensit\u00e0 di un incendio. All&#8217;impulsivit\u00e0 insita in ogni sua azione o pensiero, anche in quelli autodistruttivi che alcune volte ho dovuto ascoltare. Impulsive come le emozioni: rabbia e amore si mostrano abbracciati indissolubilmente. Fusi.<br \/>\nE poi, come non pensare a come viene vista dalle persone che la circondano: dall&#8217;uno come il male assoluto, dall&#8217;altro, e al contempo, come vittima della cattiveria altrui.<\/p>\n<p>Scissione, idealizzazione e svalutazione, diniego, identificazione proiettiva&#8230; paroloni, buttati l\u00e0 dalla mente mezza malata di qualche esperto della mente. Perch\u00e8 chi fa &#8216;sto lavoro, un p\u00f2 fuori di testa lo deve essere per forza. Per\u00f2, se non ti soffermi troppo sulle parole e cerchi piuttosto di leggere il mondo, lasciando la teoria sullo sfondo, allora forse un ragno dal buco lo riesci anche a levare.<\/p>\n<p>E quando penso a lui, beh&#8230; comportamenti al limite del delirante, ai quali vengono date spiegazioni ben oltre il limite dell&#8217;inverosimile&#8230; discorsi che sembrano non avere un filo logico, che se fino a qualche tempo fa erano solamente eccentrici, ora trasmettono un&#8217;angoscia esplosiva. Angoscia che circonda quel senso di disinteresse, lontananza e assenza, quasi fosse un mondo svuotato dalle emozioni, che trasmette quando \u00e8 accanto a me. Sfuggente, saltellante qui e l\u00ec, anche nelle occupazioni, come in fuga dal mondo, dai pensieri. Un movimento forsennato come per uccidere il pensiero, per seppellirlo sotto il vuoto. Come se il mondo non esistesse pi\u00f9.<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"wp-content\/uploads\/2012\/09\/mazzochiavi.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"295\" \/><br \/>\nUn quadro sintomatologico che se a uno specialista terzo pu\u00f2 far pensare direttamente a una diagnosi infausta, a me fa solamente rabbrividire.<br \/>\nPerch\u00e9 il legame affettivo mi fa disperare, e arrabbiare come una bestia al contempo. Talmente arrabbiato che mi domando quando mi manchi per andarci di nuovo io, in analisi.<\/p>\n<p>E quello che mi fa incazzare senza sosta \u00e8 la mancanza totale di una rete sociale di supporto efficace.<br \/>\nPerch\u00e8 non ha alcun senso gestire senza un pensiero, senza un progetto, difficolt\u00e0 di questo genere.<br \/>\nNon uso il termine malattia perch\u00e9 non ce la faccio. E&#8217; troppo doloroso.<br \/>\nMa non riesco a rimanere immobile ad assistere all&#8217;autodistruzione di persone a cui sono cos\u00ec fortemente legato. A cui voglio cos\u00ec bene. In particolare se vedo che gli astanti stanno cercando di spegnere le fiamme utilizzando benzina.<br \/>\nUna rete sociale totalmente collusiva. Che, pur nella convinzione di aiutare, non fa altro che colludere col problema, riproponendo le condizioni e le risposte a cui sono abituati, portandoli infine a ripetere all&#8217;infinito i medesimi clich\u00e9.<br \/>\nIl mondo ruota, ma se facciamo cos\u00ec siamo tutti fermi sempre allo stesso punto. O meglio, la storia si ripete, come se il tempo si fosse fermato. Come congelato alle 5:02 del 22 aprile.<br \/>\nE coloro che non hanno ancora capito che cavolo stanno combinando in buona fede, nonostante glielo abbia ripetuto in turco e aramaico, li prenderei a mazzate con il mio fido randello in ghisa.<\/p>\n<p>Sono arrabbiato. Perch\u00e9 mi sento totalmente impotente.<br \/>\nDa solo non posso fare nulla, e ho l&#8217;impressione di essere l&#8217;unico pazzo che ode grida di aiuto, deriso da chi non tende l&#8217;orecchio perch\u00e9 ha la musica o la partita del sabato sera a palla sulle orecchie. O perch\u00e9 semplicemente si fa i cazzi suoi.<br \/>\nVa a finire che, a forza di farsi i propri cazzi in ogni dove, il resto del mondo schiatta e si resta da soli. Tanto poi schiattate pure voi. E da soli.<br \/>\nMi domando quando ancora dovr\u00f2 ascoltare questo silenzio assordante, con le urla di chi amo in sottofondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, non passa giorno che non ci pensi. 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Tanto che a volte mi domando se sia un problema che vedo solamente io, amplificandolo al di l\u00e0 di quanto sia realmente grave.<br \/>\nSe la sensazione che ci sia qualcosa che non va \u00e8 soggettiva, credo che sia tuttavia l&#8217;unico punto di partenza che si possa avere.<br \/>\nI manuali, la teoria, i criteri, vengono tutti dopo.<br \/>\nE quando tale sensazione \u00e8 pervasiva, non si riesce, io non riesco, a far finta di niente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando penso a lei, non posso non pensare a quanto siano instabili e al contempo intense le sue relazioni, e quanto velocemente possa passare dall&#8217;adorare l&#8217;amico o l&#8217;amica all&#8217;odiarla quasi fosse il demonio.<br \/>\nAlla sua convinzione continua di essere sovrappeso, al limite dell&#8217;obesit\u00e0, di non poter piacere<br \/>\ndavvero a qualcuno, convinzioni queste che si eclissano totalmente per poi tornare dirompenti, con l&#8217;intensit\u00e0 di un incendio. All&#8217;impulsivit\u00e0 insita in ogni sua azione o pensiero, anche in quelli autodistruttivi che alcune volte ho dovuto ascoltare. Impulsive come le emozioni: rabbia e amore si mostrano abbracciati indissolubilmente. Fusi.<br \/>\nE poi, come non pensare a come viene vista dalle persone che la circondano: dall&#8217;uno come il male assoluto, dall&#8217;altro, e al contempo, come vittima della cattiveria altrui.<\/p>\n<p>Scissione, idealizzazione e svalutazione, diniego, identificazione proiettiva&#8230; paroloni, buttati l\u00e0 dalla mente mezza malata di qualche esperto della mente. Perch\u00e8 chi fa &#8216;sto lavoro, un p\u00f2 fuori di testa lo deve essere per forza. Per\u00f2, se non ti soffermi troppo sulle parole e cerchi piuttosto di leggere il mondo, lasciando la teoria sullo sfondo, allora forse un ragno dal buco lo riesci anche a levare.<\/p>\n<p>E quando penso a lui, beh&#8230; comportamenti al limite del delirante, ai quali vengono date spiegazioni ben oltre il limite dell&#8217;inverosimile&#8230; discorsi che sembrano non avere un filo logico, che se fino a qualche tempo fa erano solamente eccentrici, ora trasmettono un&#8217;angoscia esplosiva. Angoscia che circonda quel senso di disinteresse, lontananza e assenza, quasi fosse un mondo svuotato dalle emozioni, che trasmette quando \u00e8 accanto a me. Sfuggente, saltellante qui e l\u00ec, anche nelle occupazioni, come in fuga dal mondo, dai pensieri. Un movimento forsennato come per uccidere il pensiero, per seppellirlo sotto il vuoto. 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