{"id":269,"date":"2011-12-31T15:05:45","date_gmt":"2011-12-31T15:05:45","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=269"},"modified":"2011-12-31T15:05:45","modified_gmt":"2011-12-31T15:05:45","slug":"2012.-meno-sereno-di-un-tempo.-ma-non-per-questo-stanco.","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=269","title":{"rendered":"2012. Meno sereno di un tempo. Ma non per questo stanco."},"content":{"rendered":"<p>E siamo all&#039;ultimo giorno di questo strambo 2011. Un anno sicuramente per me migliore del 2010, che nemmeno l&#039;avevo sentito, che mi era scivolato via senza che nemmeno me ne rendessi conto.<br \/>\nUn anno che gi\u00e0 sapevo sarebbe stato pi\u00f9 interessante. Ci voleva poco, del resto. Sarebbe stato l&#039;anno della fine degli studi universitari, del ritorno a casa da Padova, dell&#039;inizio del tirocinio. Gi\u00e0 questo sarebbe stato sufficiente. E invece \u00e8 stato ancora pi\u00f9 denso. E di riflessioni e progetti ne ho messi molti in cantiere.<br \/>\nQuest&#039;anno lo ricorder\u00f2 in particolare per l&#039;aver incontrato tre parole sul mio cammino: individualismo, indifferenza, ipocrisia.<br \/>\nE cos\u00ec, mentre qualche anno fa un governo si insediava al suono delle sue &quot;tre I&quot;, si facevano strada questi altri tre termini che, nonostante ne condividessero le iniziali, incarnano significati terribili.<br \/>\nNon ritengo che una mentalit\u00e0 centrata su queste parole sia diventata dominante a causa del Berlusca e del suo scellerato modo di distruggere la societ\u00e0 e la Politica. Piuttosto, una certa mentalit\u00e0 strisciante vi si \u00e8 incarnata ed \u00e8 stata sia madre che figlia della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>Accendiamo la televisione ogni giorno, e si vedono sedicenti &quot;io-so-tutto&quot; che proclamano il verbo unico, che danno giudizi su tutto e tutti, senza considerare il parere altrui, rifiutato invece in toto. L&#039;altro non vive, se esiste \u00e8 solo un&#039;appendice narcisistica di chi alza di pi\u00f9 la voce. Esiste solo l&#039;individuo, non la collettivit\u00e0, non il &quot;popolo&quot;. E chi parla di popolo, lo fa solo per dare peso ai propri pensieri, attribuendogli le stesse proprie idee proprie, in una diffusione di pensiero che sfiora la psicosi. Qui sto pensando alla maggioranza dei &quot;leader&quot; politici, che si sono creati un seguito solo per essere riusciti a plagiare un certo numero di individui talmente passivi da poter essere considerati sterili.<\/p>\n<p>L&#039;individualismo \u00e8 diventato la mentalit\u00e0 dominante, o lo \u00e8 sempre stato? Eppure ripenso a qualche anno fa, o meglio, a qualche decina di anni fa. Ricordo bene, il bene comune era ancora ricercato, sebbene si avvertisse gi\u00e0 un certo declino in termini di individualismo. Ricordo che, anche senza cellulari e senza essere connessi alla rete ogni istante, ci si cercava, ci si confrontava, si cercava di trovare un punto di accordo comune, senza arrendersi al pensiero unico, e che i problemi degli altri erano tuoi e che quelli tuoi erano condivisi con gli altri. Ci si aiutava di pi\u00f9, ci si stava pi\u00f9 vicini. Ci si amava di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Forse me lo sono solo sognato&#8230;<br \/>\nO forse ho visto quello che volevo vedere, e ora vedo pi\u00f9 nero di quanto sia..?<br \/>\nCerto che la mia cerchia di coetanei non fa che confermare che queste &quot;tre I&quot; sono dominanti. L&#039;ipocrisia finora l&#039;ho solo accennata, ma \u00e8 proprio nel mio cerchio pi\u00f9 stretto di conoscenze che vedo pi\u00f9 splendente questo sole nero.<br \/>\n&quot;Fare finta di&quot;, lasciare tutto al &quot;quieto vivere&quot;, non affrontare i problemi, o meglio, fare finta di nulla e insistere a credere che sia tutto a posto solo per non turbare un equilibrio che in realt\u00e0 non esiste. Mentire spudoratamente, imbrogliare, solo per nascondere meglio le proprie debolezze e i propri errori, sbattersene della sofferenza altrui perch\u00e8 non \u00e8 propria, e perch\u00e8 dal confronto con la sofferenza altrui se ne esce sollevati. Usare gli altri solo per proprio tornaconto, e al contempo demonizzare i propri stessi comportamenti.<\/p>\n<p>&quot;Tutto intorno a te&quot;, insomma. Tutto riferito a s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>I manuali dicono che quando si riferisce tutto a s\u00e9 stessi si \u00e8 in presenza almeno di un disturbo di personalit\u00e0, seppur lieve.<br \/>\nE pi\u00f9 ci penso, pi\u00f9 l&#039;impressione di essere inserito in un ambiente altamente disfunzionale \u00e8 decisamente forte.<\/p>\n<p>Forse tutto questo \u00e8 solo un mio delirio. O forse no&#8230;<br \/>\nMa confrontare questa societ\u00e0, nella quale mi sento inserito ora, con l&#039;isola felice che avevo con fatica costruito con degli amici in quell&#039;appartamento, non d\u00e0 spazio ad altre interpretazioni. Certo, sapevo che era una cosa temporanea, ma almeno ho la soddisfazione di aver contribuito a lasciare dei ricordi piacevoli, sia in me che in loro.<br \/>\nE so che tutto questo pu\u00f2 non essere solo un sogno, ma che un progetto di questo tipo pu\u00f2 essere realizzato. Forse anche in modo duraturo.<br \/>\n<img src=images\/ipazzisonofuori.jpg popup=false\/><br \/>\nAl contempo sto confrontando il contesto nel quale sono inserito con un altro nel quale sto appena iniziando a farmi strada.<br \/>\nHo iniziato il tirocinio. Sono tirocinante psicologo in una comunit\u00e0 psichiatrica.<br \/>\nE il contatto sia con i pazienti, sia con gli operatori, sia con gli psicologi, si sta gi\u00e0 rivelando una palestra forse migliore di quella che ho lasciato a Padova.<br \/>\nGi\u00e0 mi sto facendo l&#039;idea che la &quot;comunit\u00e0 terapeutica protetta&quot; non sia a protezione della societ\u00e0 dai folli, ma a protezione dei folli dalle ingerenze e dalle intolleranze della societ\u00e0. Che, in gran parte, non riesce a tollerare la differenza, a tollerare l&#039;altro. Affogata com&#039;\u00e8 nell&#039;indifferenza, nell&#039;individualismo. E nell&#039;ipocrisia di considerare ogni matto uguale all&#039;altro, riducendoli a una razza &quot;altra&quot; da se, perdendo di vista la creativit\u00e0, la vitalit\u00e0, l&#039;originalit\u00e0 e il cuore di ogni folle, dando a tale termine una valenza estremamente negativa, atta a emarginarli. <\/p>\n<p>Paradossalmente una volta compresi i folli si rivelano invece molto pi\u00f9 umani di molti &quot;sani&quot;.<br \/>\nCi\u00f2 dovrebbe far riflettere&#8230;<\/p>\n<p>Sul fatto che tale ambiente lo sto percependo come un ambiente a tratti pi\u00f9 salubre del resto del mondo.<br \/>\nQualcuno dir\u00e0 che \u00e8 proprio perch\u00e8 sono matto da legare. Fosse anche, non mi cambierei con nessun altro &quot;sano&quot; di mente. Se ritenere che l&#039;individualismo, l&#039;ipocrisia e l&#039;indifferenza sono i disvalori peggiori della societ\u00e0 odierna vuol dire essere matti, allora io sono proprio matto da legare, da EKT, da terapie farmacologiche da cavallo.<br \/>\nSe essere sensibile alle sofferenze dell&#039;altro, se non riuscire a ignorare il dolore esterno, vuol dire essere incapace di &quot;farse i cassi propri&quot; vivendo tranquillamente la propria esistenza ed essere un deficente, sono contento di essere deficente e di essere rimbambito.<\/p>\n<p>Questi aspetti di me, me li voglio tener stretti, non voglio lasciarli andare con l&#039;et\u00e0. Forse mi renderanno la vita pi\u00f9 dura rispetto a chi ignora l&#039;altro nel suo delirio narcisistico e nell&#039;ipocrisia.<br \/>\nMa voglio continuare a guardarmi allo specchio al mattino e alla sera senza sputarmi in faccia. Sapendo che questa vita non \u00e8 inutile, non \u00e8 una passiva esistenza trascorsa su un pianeta morto.<\/p>\n<p>Ecco l&#039;augurio che voglio fare a tutti, me compreso.<br \/>\nNel prossimo anno ci aspetteranno nuove sfide. Il 2012 sar\u00e0 un&#039;anno di difficolt\u00e0, economiche e sociali, probabilmente senza precedenti per i giovani della mia generazione. Dovremo tirare la cinghia, tirarci su le maniche, lavorare come mai. Romperci la schiena.<br \/>\nCredo che se lo faremo senza rinchiuderci in noi stessi, senza pensare solo a noi stessi, senza essere falsi verso gli altri e verso di noi, riusciremo a venire a capo di qualsiasi situazione critica. E a trasformarla in opportunit\u00e0 di crescita e di miglioramento, per noi e per tutti.<br \/>\nNon voglio dire che sia facile. Ma non \u00e8 nemmeno impossibile. E soprattutto, sono fermamente convinto che ne valga la pena. Possiamo fare la differenza per il nostro domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E siamo all&#039;ultimo giorno di questo strambo 2011. Un anno sicuramente per me migliore del 2010, che nemmeno l&#039;avevo sentito, che mi era scivolato via senza che nemmeno me ne rendessi conto.<br \/>\nUn anno che gi\u00e0 sapevo sarebbe stato pi\u00f9 interessante. Ci voleva poco, del resto. Sarebbe stato l&#039;anno della fine degli studi universitari, del ritorno a casa da Padova, dell&#039;inizio del tirocinio. Gi\u00e0 questo sarebbe stato sufficiente. E invece \u00e8 stato ancora pi\u00f9 denso. E di riflessioni e progetti ne ho messi molti in cantiere.<br \/>\nQuest&#039;anno lo ricorder\u00f2 in particolare per l&#039;aver incontrato tre parole sul mio cammino: individualismo, indifferenza, ipocrisia.<br \/>\nE cos\u00ec, mentre qualche anno fa un governo si insediava al suono delle sue &quot;tre I&quot;, si facevano strada questi altri tre termini che, nonostante ne condividessero le iniziali, incarnano significati terribili.<br \/>\nNon ritengo che una mentalit\u00e0 centrata su queste parole sia diventata dominante a causa del Berlusca e del suo scellerato modo di distruggere la societ\u00e0 e la Politica. Piuttosto, una certa mentalit\u00e0 strisciante vi si \u00e8 incarnata ed \u00e8 stata sia madre che figlia della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>Accendiamo la televisione ogni giorno, e si vedono sedicenti &quot;io-so-tutto&quot; che proclamano il verbo unico, che danno giudizi su tutto e tutti, senza considerare il parere altrui, rifiutato invece in toto. L&#039;altro non vive, se esiste \u00e8 solo un&#039;appendice narcisistica di chi alza di pi\u00f9 la voce. Esiste solo l&#039;individuo, non la collettivit\u00e0, non il &quot;popolo&quot;. E chi parla di popolo, lo fa solo per dare peso ai propri pensieri, attribuendogli le stesse proprie idee proprie, in una diffusione di pensiero che sfiora la psicosi. Qui sto pensando alla maggioranza dei &quot;leader&quot; politici, che si sono creati un seguito solo per essere riusciti a plagiare un certo numero di individui talmente passivi da poter essere considerati sterili.<\/p>\n<p>L&#039;individualismo \u00e8 diventato la mentalit\u00e0 dominante, o lo \u00e8 sempre stato? Eppure ripenso a qualche anno fa, o meglio, a qualche decina di anni fa. Ricordo bene, il bene comune era ancora ricercato, sebbene si avvertisse gi\u00e0 un certo declino in termini di individualismo. Ricordo che, anche senza cellulari e senza essere connessi alla rete ogni istante, ci si cercava, ci si confrontava, si cercava di trovare un punto di accordo comune, senza arrendersi al pensiero unico, e che i problemi degli altri erano tuoi e che quelli tuoi erano condivisi con gli altri. Ci si aiutava di pi\u00f9, ci si stava pi\u00f9 vicini. Ci si amava di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Forse me lo sono solo sognato&#8230;<br \/>\nO forse ho visto quello che volevo vedere, e ora vedo pi\u00f9 nero di quanto sia..?<br \/>\nCerto che la mia cerchia di coetanei non fa che confermare che queste &quot;tre I&quot; sono dominanti. L&#039;ipocrisia finora l&#039;ho solo accennata, ma \u00e8 proprio nel mio cerchio pi\u00f9 stretto di conoscenze che vedo pi\u00f9 splendente questo sole nero.<br \/>\n&quot;Fare finta di&quot;, lasciare tutto al &quot;quieto vivere&quot;, non affrontare i problemi, o meglio, fare finta di nulla e insistere a credere che sia tutto a posto solo per non turbare un equilibrio che in realt\u00e0 non esiste. Mentire spudoratamente, imbrogliare, solo per nascondere meglio le proprie debolezze e i propri errori, sbattersene della sofferenza altrui perch\u00e8 non \u00e8 propria, e perch\u00e8 dal confronto con la sofferenza altrui se ne esce sollevati. Usare gli altri solo per proprio tornaconto, e al contempo demonizzare i propri stessi comportamenti.<\/p>\n<p>&quot;Tutto intorno a te&quot;, insomma. Tutto riferito a s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>I manuali dicono che quando si riferisce tutto a s\u00e9 stessi si \u00e8 in presenza almeno di un disturbo di personalit\u00e0, seppur lieve.<br \/>\nE pi\u00f9 ci penso, pi\u00f9 l&#039;impressione di essere inserito in un ambiente altamente disfunzionale \u00e8 decisamente forte.<\/p>\n<p>Forse tutto questo \u00e8 solo un mio delirio. O forse no&#8230;<br \/>\nMa confrontare questa societ\u00e0, nella quale mi sento inserito ora, con l&#039;isola felice che avevo con fatica costruito con degli amici in quell&#039;appartamento, non d\u00e0 spazio ad altre interpretazioni. Certo, sapevo che era una cosa temporanea, ma almeno ho la soddisfazione di aver contribuito a lasciare dei ricordi piacevoli, sia in me che in loro.<br \/>\nE so che tutto questo pu\u00f2 non essere solo un sogno, ma che un progetto di questo tipo pu\u00f2 essere realizzato. Forse anche in modo duraturo.<br \/>\n<img src=images\/ipazzisonofuori.jpg popup=false\/><br \/>\nAl contempo sto confrontando il contesto nel quale sono inserito con un altro nel quale sto appena iniziando a farmi strada.<br \/>\nHo iniziato il tirocinio. Sono tirocinante psicologo in una comunit\u00e0 psichiatrica.<br \/>\nE il contatto sia con i pazienti, sia con gli operatori, sia con gli psicologi, si sta gi\u00e0 rivelando una palestra forse migliore di quella che ho lasciato a Padova.<br \/>\nGi\u00e0 mi sto facendo l&#039;idea che la &quot;comunit\u00e0 terapeutica protetta&quot; non sia a protezione della societ\u00e0 dai folli, ma a protezione dei folli dalle ingerenze e dalle intolleranze della societ\u00e0. Che, in gran parte, non riesce a tollerare la differenza, a tollerare l&#039;altro. Affogata com&#039;\u00e8 nell&#039;indifferenza, nell&#039;individualismo. E nell&#039;ipocrisia di considerare ogni matto uguale all&#039;altro, riducendoli a una razza &quot;altra&quot; da se, perdendo di vista la creativit\u00e0, la vitalit\u00e0, l&#039;originalit\u00e0 e il cuore di ogni folle, dando a tale termine una valenza estremamente negativa, atta a emarginarli. <\/p>\n<p>Paradossalmente una volta compresi i folli si rivelano invece molto pi\u00f9 umani di molti &quot;sani&quot;.<br \/>\nCi\u00f2 dovrebbe far riflettere&#8230;<\/p>\n<p>Sul fatto che tale ambiente lo sto percependo come un ambiente a tratti pi\u00f9 salubre del resto del mondo.<br \/>\nQualcuno dir\u00e0 che \u00e8 proprio perch\u00e8 sono matto da legare. Fosse anche, non mi cambierei con nessun altro &quot;sano&quot; di mente. Se ritenere che l&#039;individualismo, l&#039;ipocrisia e l&#039;indifferenza sono i disvalori peggiori della societ\u00e0 odierna vuol dire essere matti, allora io sono proprio matto da legare, da EKT, da terapie farmacologiche da cavallo.<br \/>\nSe essere sensibile alle sofferenze dell&#039;altro, se non riuscire a ignorare il dolore esterno, vuol dire essere incapace di &quot;farse i cassi propri&quot; vivendo tranquillamente la propria esistenza ed essere un deficente, sono contento di essere deficente e di essere rimbambito.<\/p>\n<p>Questi aspetti di me, me li voglio tener stretti, non voglio lasciarli andare con l&#039;et\u00e0. Forse mi renderanno la vita pi\u00f9 dura rispetto a chi ignora l&#039;altro nel suo delirio narcisistico e nell&#039;ipocrisia.<br \/>\nMa voglio continuare a guardarmi allo specchio al mattino e alla sera senza sputarmi in faccia. Sapendo che questa vita non \u00e8 inutile, non \u00e8 una passiva esistenza trascorsa su un pianeta morto.<\/p>\n<p>Ecco l&#039;augurio che voglio fare a tutti, me compreso.<br \/>\nNel prossimo anno ci aspetteranno nuove sfide. Il 2012 sar\u00e0 un&#039;anno di difficolt\u00e0, economiche e sociali, probabilmente senza precedenti per i giovani della mia generazione. Dovremo tirare la cinghia, tirarci su le maniche, lavorare come mai. Romperci la schiena.<br \/>\nCredo che se lo faremo senza rinchiuderci in noi stessi, senza pensare solo a noi stessi, senza essere falsi verso gli altri e verso di noi, riusciremo a venire a capo di qualsiasi situazione critica. E a trasformarla in opportunit\u00e0 di crescita e di miglioramento, per noi e per tutti.<br \/>\nNon voglio dire che sia facile. Ma non \u00e8 nemmeno impossibile. E soprattutto, sono fermamente convinto che ne valga la pena. 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