{"id":266,"date":"2011-10-02T13:34:35","date_gmt":"2011-10-02T13:34:35","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=266"},"modified":"2011-10-02T13:34:35","modified_gmt":"2011-10-02T13:34:35","slug":"nuovi-equilibri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=266","title":{"rendered":"Nuovi equilibri"},"content":{"rendered":"<p>Ogni momento della vita implica una certa stabilit\u00e0, seppur momentanea. Non sono equilibri importanti, ma sono costituiti da un qualcosa che d\u00e0 sicurezza, che permette di navigare avendo un punto di riferimento al quale fare affidamento. Pu\u00f2 essere un certo lavoro, un certo ruolo che ricopri, una persona che hai a fianco, sia essa una amico che un compagno di vita. Senza tale punto cardinale ti ritrovi a navigare a vista, senza sapere nemmeno da dove sei partito, posto che comunque dove arriverai sar\u00e0 comunque una incognita.<\/p>\n<p>Questi equilibri cambiano di continuo. Si pu\u00f2 perdere il lavoro, si pu\u00f2 cambiare casa, quartiere, citt\u00e0, si pu\u00f2 perdere la persona amata, si pu\u00f2 perdere una amicizia, si pu\u00f2 smarrire la fiducia in s\u00e8 stessi. Per alcuni si pu\u00f2 trattare anche della collocazione di un mobile in casa, avvicinandosi pericolosamente a una personalit\u00e0 ossessivo compulsiva, propria probabilmente di chi altri punti di riferimento non riesce a trovarne.<\/p>\n<p>Ora&#8230; intorno a me, tutto sta cambiando di nuovo pericolosamente.<\/p>\n<p>E dico pericolosamente non perch\u00e8 questa cosa mi faccia paura, ma perch\u00e8 \u00e8 un ennesimo traballare di un equilibrio costruito con fatica. Al quale ero affezionato, e che sicuramente mi mancher\u00e0.<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta, e non sar\u00e0 l&#039;ultima di certo, son troppo giovane per sperare nella totale routine. Probabilmente mi stancherebbe e finirei per romperla io pur di poter ripartire a navigare in libert\u00e0.<br \/>\nMa \u00e8 un&#039;esigenza che con gli anni inizio a sentire. Quella di mettere alcuni punti fermi nella mia vita, e il fatto di star terminando l&#039;universit\u00e0 solo ora, e di sapere che prima di poter contare su uno stipendio fisso saranno necessari ancora molti mesi, non aiuta di certo.<\/p>\n<p>Ma qui traballa tutto, non solo dal lato professionale. Tre anni fa il cambiamento lo volevo con tutte le mie forze, volevo rompere un equilibrio disfunzionale, che faceva star male me e altri. E una soluzione fu quella di trasferirmi, di fare un esperimento, andare a vivere in un contesto che, sia dal punto di vista dei rapporti che formativo, nulla aveva a che vedere con quello attuale.<br \/>\nCercavo amicizie vere, nelle quali tutto si poteva dire e condividere. Che quando uno stava male non servivano nemmeno le parole. Si percepiva gi\u00e0 da come entrava in casa, da qualche accenno durante un discorso. E si sapeva che l&#039;altro era l\u00ec, che si poteva contare per qualsiasi necessit\u00e0 sul resto della &quot;famiglia&quot;.<br \/>\nCi si confidava, ci si raccontava, si passavano le ore a chiaccherare nella penombra della camera da letto prima di addormentarsi, non solo per condividere, ma quasi per esorcizzare il timore di svegliarsi il mattino successivo e scoprire che era stato tutto un sogno.<\/p>\n<p>Mi ritrovo ora a pensare che se non \u00e8 stato tutto frutto della mia immaginazione, poco ci manca.<br \/>\nL&#039;universit\u00e0 sta per finire. Per certi versi \u00e8 la fine di un incubo, visto come sono andati gli ultimi mesi nei quali ho perso anni di vita sulla tesi di laurea, ma \u00e8 una fase che si conclude inesorabile, che decreta la fine di un ruolo che non ricoprir\u00f2 pi\u00f9, e al contempo chiede che ne rivesta un altro con la maggior celerit\u00e0 possibile.<br \/>\nSon tornato a Cittadella. L&#039;ho detto, \u00e8 stato un trauma, pi\u00f9 di un mese per metabolizzarlo, e a tratti mi sveglio ancora al mattino immaginando di ascoltare l&#039;Inno e sentire l&#039;esercito rombante degli scooteristi che vanno a scuola in citt\u00e0.<br \/>\nMa mi manca pi\u00f9 di tutto il contesto, quella rete di relazioni costruita con fatica ma che gi\u00e0 sapevo sarebbe stata effimera, temporanea. Che si sarebbe allentata negli anni fino a dissolversi.<br \/>\n<img src=images\/Coppia_equilibrio.jpg popup=false\/><br \/>\nAnche perch\u00e8, qui, \u00e8 tutto diverso.<br \/>\nC&#039;\u00e8 una mentalit\u00e0 pi\u00f9 individualista, ci si cerca nella maggior parte dei casi solamente per necessit\u00e0 materiali, e non per bisogni pi\u00f9 profondi. Si guarda al proprio tornaconto, e il benessere altrui sta in secondo piano al proprio, non allo stesso livello di importanza.<br \/>\nQuando c&#039;\u00e8 una festa, non si guarda all&#039;occasione o al festeggiato, ma nella maggioranza dei casi si pensa a divertirsi e far casino, senza dare importanza al vero motivo di tale reunion. Poi ovviamente ci sono le eccezioni, ma queste altro non fanno che confermare la regola, regola che mi brucia dentro come fiamma.<br \/>\nE basti vedere gli ultimi mesi, ci si trovava a organizzare principalmente per iniziativa di una-due persone, in una serata che a parte negli ultimi due casi degenerava in un chiacchericcio inconsistente che spaziava dal campionato di calcio a quello di seghe raccontando delle ultime avventure amorose. Che anche qui, \u00e8 meglio se sto zitto altrimenti innesco il crollo di non so quante dighe&#8230;<br \/>\nPer me senza un avvenimento da festeggiare, senza uno o pi\u00f9 persone da festeggiare, non ha senso far festa. Non mi diverto se non si divertono gli altri, se non riesco a provare la soddisfazione di vedere la gioia negli occhi delle persone a cui tengo che stanno bene grazie anche agli sforzi di chi si \u00e8 rotto la schiena per organizzare.<br \/>\nSe si vuole fare festa tanto per fare, far casino e demolirsi, c&#039;\u00e8 sempre la discoteca. Oppure ci si pu\u00f2 imbucare a qualche party come si vede fare in Wedding Crushers.<br \/>\nE tutto questo mi fa soffrire. Mi accorgo che vedo il mondo in modo diverso dalla stragrande maggioranza della gente. Che pensa perennemente a s\u00e8 stessa, in un delirio narcisistico nel quale l&#039;obiettivo \u00e8 aumentare il proprio prestigio ai propri occhi, e magari a quelli degli altri, senza dare la bench\u00e8 minima importanza al benessere collettivo. E visto che la collettivit\u00e0 sono anche loro, rimangono costantemente insoddisfatti dei loro sforzi, ma non imparano da questo errore, anzi vi perseverano, in una cecit\u00e0 mentale che ha dell&#039;inverosimile.<br \/>\nPer non parlare di chi ti cerca solo quando non ha meglio da fare, quando non trova le sue prime scelte a disposizione, e che ti volta le spalle non appena queste si fanno vive, senza un cenno di spiegazione o di cortesia. Si passa dal sentirsi regolarmente al quasi nemmeno salutarsi quando ci si incontra. Senza dare nemmeno giustificazioni, che si \u00e8 costretti a trovare da s\u00e8, avviluppandosi il cervello in mille seghe mentali.<\/p>\n<p>C&#039;\u00e8 chi ha trovato un equilibrio ancora pi\u00f9 stabile, o meglio, che si \u00e8 arrischiato a rompere quello precedente avendo la certezza che il successivo punto di arrivo sarebbe stato ancora pi\u00f9 solido.<br \/>\nPerch\u00e8 sapevano di non essere pi\u00f9 soli.<br \/>\nSapevano di aver incontrato nel loro cammino la persona con la quale condividere qualsiasi cosa, dalle esperienze di tutti i giorni ai momenti indimenticabili, fino all&#039;aria che respirano.<br \/>\nSapevano che il viaggio va condiviso, e hanno trovato la persona con cui camminare. Navigare a vista per loro non \u00e8 pi\u00f9 un problema. Non importa sapere con precisione dove si va, nemmeno far continuamente riferimento all&#039;ultimo scalo. Se si \u00e8 insieme, nulla pu\u00f2 spaventare. E il matrimonio non \u00e8 stata una pura formalit\u00e0 come ho visto in altri casi, ma una tappa che si voleva fare. Sulla quale non vi era alcun dubbio.<br \/>\nPare ieri, che in quella serata di festa nella solita taverna si annunciava che si, i primi due del gruppo convolavano a nozze. Tempo trascorso nell&#039;attesa di un momento magnifico per loro e per tutti gli amici accorsi.<br \/>\nE la gioia pi\u00f9 grande \u00e8 stata vedere la loro felicit\u00e0, e la loro riconoscenza per chi aveva contribuito, sia con la semplice presenza che con scherzi e giochi, al giorno pi\u00f9 bello della loro vita.<br \/>\nForse \u00e8 questa la parola di questi giorni: gratuit\u00e0. Essere grati, senza che nulla sia dovuto n\u00e8 scontato.<br \/>\nStare insieme \u00e8 qualcosa di gratuito. Prescinde da tutto il resto, non si chiede nulla in cambio, si d\u00e0 e basta, e si ha la certezza che solo nel proprio dare si ottiene la gioia pi\u00f9 grande. Senza bisogno di ricevere espressamente qualcosa come controvalore. C&#039;\u00e8 gi\u00e0 quello che vale di pi\u00f9 al mondo.<br \/>\n<em><strong>Buon viaggio, ragazzi.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni momento della vita implica una certa stabilit\u00e0, seppur momentanea. Non sono equilibri importanti, ma sono costituiti da un qualcosa che d\u00e0 sicurezza, che permette di navigare avendo un punto di riferimento al quale fare affidamento. Pu\u00f2 essere un certo lavoro, un certo ruolo che ricopri, una persona che hai a fianco, sia essa una amico che un compagno di vita. Senza tale punto cardinale ti ritrovi a navigare a vista, senza sapere nemmeno da dove sei partito, posto che comunque dove arriverai sar\u00e0 comunque una incognita.<\/p>\n<p>Questi equilibri cambiano di continuo. Si pu\u00f2 perdere il lavoro, si pu\u00f2 cambiare casa, quartiere, citt\u00e0, si pu\u00f2 perdere la persona amata, si pu\u00f2 perdere una amicizia, si pu\u00f2 smarrire la fiducia in s\u00e8 stessi. Per alcuni si pu\u00f2 trattare anche della collocazione di un mobile in casa, avvicinandosi pericolosamente a una personalit\u00e0 ossessivo compulsiva, propria probabilmente di chi altri punti di riferimento non riesce a trovarne.<\/p>\n<p>Ora&#8230; intorno a me, tutto sta cambiando di nuovo pericolosamente.<\/p>\n<p>E dico pericolosamente non perch\u00e8 questa cosa mi faccia paura, ma perch\u00e8 \u00e8 un ennesimo traballare di un equilibrio costruito con fatica. Al quale ero affezionato, e che sicuramente mi mancher\u00e0.<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta, e non sar\u00e0 l&#039;ultima di certo, son troppo giovane per sperare nella totale routine. Probabilmente mi stancherebbe e finirei per romperla io pur di poter ripartire a navigare in libert\u00e0.<br \/>\nMa \u00e8 un&#039;esigenza che con gli anni inizio a sentire. Quella di mettere alcuni punti fermi nella mia vita, e il fatto di star terminando l&#039;universit\u00e0 solo ora, e di sapere che prima di poter contare su uno stipendio fisso saranno necessari ancora molti mesi, non aiuta di certo.<\/p>\n<p>Ma qui traballa tutto, non solo dal lato professionale. Tre anni fa il cambiamento lo volevo con tutte le mie forze, volevo rompere un equilibrio disfunzionale, che faceva star male me e altri. E una soluzione fu quella di trasferirmi, di fare un esperimento, andare a vivere in un contesto che, sia dal punto di vista dei rapporti che formativo, nulla aveva a che vedere con quello attuale.<br \/>\nCercavo amicizie vere, nelle quali tutto si poteva dire e condividere. Che quando uno stava male non servivano nemmeno le parole. Si percepiva gi\u00e0 da come entrava in casa, da qualche accenno durante un discorso. E si sapeva che l&#039;altro era l\u00ec, che si poteva contare per qualsiasi necessit\u00e0 sul resto della &quot;famiglia&quot;.<br \/>\nCi si confidava, ci si raccontava, si passavano le ore a chiaccherare nella penombra della camera da letto prima di addormentarsi, non solo per condividere, ma quasi per esorcizzare il timore di svegliarsi il mattino successivo e scoprire che era stato tutto un sogno.<\/p>\n<p>Mi ritrovo ora a pensare che se non \u00e8 stato tutto frutto della mia immaginazione, poco ci manca.<br \/>\nL&#039;universit\u00e0 sta per finire. Per certi versi \u00e8 la fine di un incubo, visto come sono andati gli ultimi mesi nei quali ho perso anni di vita sulla tesi di laurea, ma \u00e8 una fase che si conclude inesorabile, che decreta la fine di un ruolo che non ricoprir\u00f2 pi\u00f9, e al contempo chiede che ne rivesta un altro con la maggior celerit\u00e0 possibile.<br \/>\nSon tornato a Cittadella. L&#039;ho detto, \u00e8 stato un trauma, pi\u00f9 di un mese per metabolizzarlo, e a tratti mi sveglio ancora al mattino immaginando di ascoltare l&#039;Inno e sentire l&#039;esercito rombante degli scooteristi che vanno a scuola in citt\u00e0.<br \/>\nMa mi manca pi\u00f9 di tutto il contesto, quella rete di relazioni costruita con fatica ma che gi\u00e0 sapevo sarebbe stata effimera, temporanea. Che si sarebbe allentata negli anni fino a dissolversi.<br \/>\n<img src=images\/Coppia_equilibrio.jpg popup=false\/><br \/>\nAnche perch\u00e8, qui, \u00e8 tutto diverso.<br \/>\nC&#039;\u00e8 una mentalit\u00e0 pi\u00f9 individualista, ci si cerca nella maggior parte dei casi solamente per necessit\u00e0 materiali, e non per bisogni pi\u00f9 profondi. Si guarda al proprio tornaconto, e il benessere altrui sta in secondo piano al proprio, non allo stesso livello di importanza.<br \/>\nQuando c&#039;\u00e8 una festa, non si guarda all&#039;occasione o al festeggiato, ma nella maggioranza dei casi si pensa a divertirsi e far casino, senza dare importanza al vero motivo di tale reunion. Poi ovviamente ci sono le eccezioni, ma queste altro non fanno che confermare la regola, regola che mi brucia dentro come fiamma.<br \/>\nE basti vedere gli ultimi mesi, ci si trovava a organizzare principalmente per iniziativa di una-due persone, in una serata che a parte negli ultimi due casi degenerava in un chiacchericcio inconsistente che spaziava dal campionato di calcio a quello di seghe raccontando delle ultime avventure amorose. Che anche qui, \u00e8 meglio se sto zitto altrimenti innesco il crollo di non so quante dighe&#8230;<br \/>\nPer me senza un avvenimento da festeggiare, senza uno o pi\u00f9 persone da festeggiare, non ha senso far festa. Non mi diverto se non si divertono gli altri, se non riesco a provare la soddisfazione di vedere la gioia negli occhi delle persone a cui tengo che stanno bene grazie anche agli sforzi di chi si \u00e8 rotto la schiena per organizzare.<br \/>\nSe si vuole fare festa tanto per fare, far casino e demolirsi, c&#039;\u00e8 sempre la discoteca. Oppure ci si pu\u00f2 imbucare a qualche party come si vede fare in Wedding Crushers.<br \/>\nE tutto questo mi fa soffrire. Mi accorgo che vedo il mondo in modo diverso dalla stragrande maggioranza della gente. Che pensa perennemente a s\u00e8 stessa, in un delirio narcisistico nel quale l&#039;obiettivo \u00e8 aumentare il proprio prestigio ai propri occhi, e magari a quelli degli altri, senza dare la bench\u00e8 minima importanza al benessere collettivo. E visto che la collettivit\u00e0 sono anche loro, rimangono costantemente insoddisfatti dei loro sforzi, ma non imparano da questo errore, anzi vi perseverano, in una cecit\u00e0 mentale che ha dell&#039;inverosimile.<br \/>\nPer non parlare di chi ti cerca solo quando non ha meglio da fare, quando non trova le sue prime scelte a disposizione, e che ti volta le spalle non appena queste si fanno vive, senza un cenno di spiegazione o di cortesia. Si passa dal sentirsi regolarmente al quasi nemmeno salutarsi quando ci si incontra. Senza dare nemmeno giustificazioni, che si \u00e8 costretti a trovare da s\u00e8, avviluppandosi il cervello in mille seghe mentali.<\/p>\n<p>C&#039;\u00e8 chi ha trovato un equilibrio ancora pi\u00f9 stabile, o meglio, che si \u00e8 arrischiato a rompere quello precedente avendo la certezza che il successivo punto di arrivo sarebbe stato ancora pi\u00f9 solido.<br \/>\nPerch\u00e8 sapevano di non essere pi\u00f9 soli.<br \/>\nSapevano di aver incontrato nel loro cammino la persona con la quale condividere qualsiasi cosa, dalle esperienze di tutti i giorni ai momenti indimenticabili, fino all&#039;aria che respirano.<br \/>\nSapevano che il viaggio va condiviso, e hanno trovato la persona con cui camminare. Navigare a vista per loro non \u00e8 pi\u00f9 un problema. Non importa sapere con precisione dove si va, nemmeno far continuamente riferimento all&#039;ultimo scalo. Se si \u00e8 insieme, nulla pu\u00f2 spaventare. E il matrimonio non \u00e8 stata una pura formalit\u00e0 come ho visto in altri casi, ma una tappa che si voleva fare. Sulla quale non vi era alcun dubbio.<br \/>\nPare ieri, che in quella serata di festa nella solita taverna si annunciava che si, i primi due del gruppo convolavano a nozze. Tempo trascorso nell&#039;attesa di un momento magnifico per loro e per tutti gli amici accorsi.<br \/>\nE la gioia pi\u00f9 grande \u00e8 stata vedere la loro felicit\u00e0, e la loro riconoscenza per chi aveva contribuito, sia con la semplice presenza che con scherzi e giochi, al giorno pi\u00f9 bello della loro vita.<br \/>\nForse \u00e8 questa la parola di questi giorni: gratuit\u00e0. Essere grati, senza che nulla sia dovuto n\u00e8 scontato.<br \/>\nStare insieme \u00e8 qualcosa di gratuito. Prescinde da tutto il resto, non si chiede nulla in cambio, si d\u00e0 e basta, e si ha la certezza che solo nel proprio dare si ottiene la gioia pi\u00f9 grande. 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