{"id":264,"date":"2011-06-15T17:36:00","date_gmt":"2011-06-15T17:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=264"},"modified":"2011-06-15T17:36:00","modified_gmt":"2011-06-15T17:36:00","slug":"ministero-dell&#039;individualismo-e-della-semplificazione-(cognitiva)","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=264","title":{"rendered":"Ministero dell&#039;Individualismo e della Semplificazione (cognitiva)"},"content":{"rendered":"<p>Nello scorso fine settimana ho rifatto l&#039;esperienza di essere scrutatore ai seggi.<br \/>\nRicordo bene, la volta scorsa ne sono uscito con l&#039;amaro in bocca, dopo aver visto una partecipazione decisamente bassa rispetto alle aspettative, un discreto numero di schede nulle con disegnati sopra cazzi giganti o con sopra scritte parolacce, e una rissa finale per un voto da assegnare a due candidati della medesima lista. Si, due rappresentanti di lista erano passati alle mani pur essendo nello stesso schieramento.<br \/>\nAbbastanza disarmante.<br \/>\nRicordo bene che se l&#039;esperienza in s\u00e8 mi aveva fatto apprezzare il valore della democrazia, la fase dello scrutinio mi aveva fatto venire il voltastomaco.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 cambiato, stavolta?<br \/>\nQualcosa di certo, ma non mi \u00e8 sembrato si sia verificato un mutamento davvero sostanziale.<br \/>\nErano referendum abrogativi. Non prevedono si faccia una legge, nemmeno di proporla, ma servono solo a cancellarne una.<br \/>\nCerto, sono soddisfatto del risultato. Lo volevo, e vado orgoglioso dell&#039;aver fatto anche io la mia parte, cercando di sensibilizzare amici e conoscenti su alcune questioni di vitale importanza per la vita collettiva. Ma ancora sento che non ci siamo.<br \/>\nNon si \u00e8 proposto un cambiamento. Si sono cancellate delle leggi ad personam, che con l&#039;interesse collettivo nulla avevano da spartire, ma coi referendum non si \u00e8 proposta un&#039;alternativa.<br \/>\nPerch\u00e8?<\/p>\n<p>Siamo figli del berlusconismo. Volenti o nolenti, ce ne hanno imposta la natura, e questa \u00e8 stata da noi interiorizzata acriticamente.<br \/>\nIl berlusconismo non \u00e8 solo l&#039;essere a favore di quel ducetto che stavolta invece di aggirarsi tra Predappio e Sal\u00f2 ha le sue basi ad Arcore e Palazzo Grazioli. E&#039; tutta la mentalit\u00e0, dualistica, che ci gira attorno.<br \/>\nOggi non ha nemmeno pi\u00f9 senso parlare di sinistra o destra.<br \/>\nO sei berlusconiano, o sei antiberlusconiano.<br \/>\nMa mettiamo che, finalmente, il Partito per la Demolizione del Silvio riesca ad averla vinta. La domanda \u00e8: E POI?<br \/>\nCosa ci sar\u00e0 dopo di lui?<br \/>\nProposte?<br \/>\nNon vorrei risposte dalla politica, che spesso ci infarcisce con risposte purchessia. Vorrei le risposte della gente. La stessa gente che ho attorno, che quando parla di politica parla o a favore o contro berlusconi, ma che non azzarda mai nemmeno iniziare a delineare il futuro.<\/p>\n<p>Non c&#039;\u00e8 futuro.<br \/>\nNon ci pu\u00f2 essere futuro, finch\u00e8 non ci liberiamo di una mentalit\u00e0 simile.<br \/>\nDualistica. Semplice. Frutto di una semplificazione cognitiva spinta ai massimi livelli.<br \/>\nC&#039;\u00e8 crisi. Le difficolt\u00e0 sono sempre di pi\u00f9. O meglio, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile prendersi carico di una questione e lavorare per risolverla.<br \/>\nE&#039; fatica.<br \/>\nE cento questioni oggi, cento domani, non riesci nemmeno pi\u00f9 a contarle, cosicch\u00e8 si appesantisce la mente, e l&#039;unica soluzione \u00e8 SEMPLIFICARE.<br \/>\nRidurre tutto a un dualismo. Matematico. Frutto della fisica classica.<br \/>\nUno, Zero. Silvio si, silvio no. Destra, sinistra.<\/p>\n<p><em>Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.<\/em><br \/>\nSono passate migliaia di anni, ma in questa frase c&#039;era gi\u00e0 tutta la saggezza sulla natura umana.<br \/>\nNoi riusciamo a gestire benissimo la convivenza di stati opposti. Ma ovviamente il dispendio di energie per tale lavoro mentale \u00e8 molto pi\u00f9 elevato rispetto al pensare in binario come le macchine.<br \/>\nDi conseguenza quando le difficolt\u00e0 percepite si assommano alla pigrizia acquisita, il risultato \u00e8 drammatico.<br \/>\nRegrediamo. Torniamo a funzionare in binario. Diventiamo delle macchine.<br \/>\n<img src=images\/amici_referendum.jpg popup=false\/><br \/>\nL&#039;individualismo \u00e8 figlio di questa semplificazione.<br \/>\nE&#039; pi\u00f9 semplice pensare per s\u00e8, rispetto al lavorare assieme per un progetto.<br \/>\nE&#039; pi\u00f9 semplice cercare di raggiungere l&#039;interesse privato e individualistico, invece di mediare affinch\u00e8 il benessere sia collettivo.<br \/>\nSiamo immersi in una cultura di senso comune, nella quale chi fa da s\u00e8 fa per tre.<br \/>\nE gli altri? Dove li abbiamo lasciati?<br \/>\nPresi dalla nostra vita personale, dalle nostre priorit\u00e0 individuali&#8230; l&#039;altro dove \u00e8 finito?<br \/>\nEppure anche i film ci ricordano ogni giorno che <em>&quot;l&#039;interesse dei molti vale pi\u00f9 di quello di pochi&#8230; o di uno&quot;<\/em>.<br \/>\nGi\u00e0&#8230; una frase diventata davvero <em>fantascienza<\/em>.<\/p>\n<p>Una serata.<br \/>\nVenti e passa persone sedute a un tavolo. Si brinda, si fa festa. Ci sono un paio di festeggiati, ma l&#039;interesse non \u00e8 centrato su di loro. L&#039;interesse \u00e8 centrato sul gruppo, con ognuno cerca di fare la propria parte perch\u00e8 tutti si divertano, tutti si sentano a proprio agio. Ognuno con il suo ruolo conferma l&#039;appartenenza sia propria che degli altri alla collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Altra situazione.<br \/>\nVenti e passa persone sedute a un tavolo, si brinda e si festeggia, ma una nota stonata prende lentamente piede. Qualcuno, desideroso e bisognoso di attenzioni, calamita su di s\u00e8 ogni attivit\u00e0, si intromette in tutti i discorsi a sproposito, fa battutacce allo scopo di elevare l&#039;interesse per la Sua presenza a discapito di ogni persona non si presti a questo suo gioco. Arrivando infine a desiderare ad alta voce che questi se ne vadano a casa il prima possibile.<\/p>\n<p>Dov&#039;\u00e8 qui l&#039;interesse per i molti? Quanto pesano qui gli interessi individuali rispetto a quelli collettivi?<br \/>\nPerch\u00e8 ci si \u00e8 ridotti a pensare in una logica di <em>&quot;odi aut amo&quot;<\/em>, nella quale o si \u00e8 a favore o contro di questi? Perch\u00e8 non si riesce pi\u00f9 a condividere?<\/p>\n<p>La contagiosit\u00e0 dell&#039;individualismo \u00e8 spaventosa. Figlia della semplificazione estrema, nutre questa a sua volta. Cos\u00ec dualismo e narcisismo patologico si alimentano a vicenda.<\/p>\n<p>Eppure la storia dovrebbe averci insegnato che proprio il rompere questo circolo vizioso, e far ripartire un processo di crescita collettiva, \u00e8 l&#039;unica maniera per impedire che questi mali possano trionfare.<br \/>\nE&#039; gi\u00e0 successo. Ma avremmo dovuto imparare qualcosa dai nostri errori.<br \/>\nQuella volta ne siamo usciti. Ma perch\u00e8 dobbiamo ritrovarci ogni volta a combattere una lotta identica alla precedente, senza nemmeno ricordare come avevamo fatto?<\/p>\n<p>Non c&#039;\u00e8 futuro.<br \/>\nNon ci pu\u00f2 essere futuro, finch\u00e8 non ci liberiamo di una mentalit\u00e0 simile.<br \/>\nFinch\u00e8 non impariamo a ricordare una volta per tutte che &quot;l&#039;interesse dei molti vale di pi\u00f9 di quello dei pochi o di uno.&quot;<br \/>\nFinch\u00e8 non riscopriamo il piacere della complessit\u00e0, dell&#039;odiare e amare allo stesso tempo, del pensare agli altri e contemporaneamente a noi stessi.<br \/>\nSi, \u00e8 un casino. Ma la nostra mente PUO&#039; farlo. E&#039; questo che distingue noi uomini dalle macchine. Che ci rende unici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scorso fine settimana ho rifatto l&#039;esperienza di essere scrutatore ai seggi.<br \/>\nRicordo bene, la volta scorsa ne sono uscito con l&#039;amaro in bocca, dopo aver visto una partecipazione decisamente bassa rispetto alle aspettative, un discreto numero di schede nulle con disegnati sopra cazzi giganti o con sopra scritte parolacce, e una rissa finale per un voto da assegnare a due candidati della medesima lista. Si, due rappresentanti di lista erano passati alle mani pur essendo nello stesso schieramento.<br \/>\nAbbastanza disarmante.<br \/>\nRicordo bene che se l&#039;esperienza in s\u00e8 mi aveva fatto apprezzare il valore della democrazia, la fase dello scrutinio mi aveva fatto venire il voltastomaco.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 cambiato, stavolta?<br \/>\nQualcosa di certo, ma non mi \u00e8 sembrato si sia verificato un mutamento davvero sostanziale.<br \/>\nErano referendum abrogativi. Non prevedono si faccia una legge, nemmeno di proporla, ma servono solo a cancellarne una.<br \/>\nCerto, sono soddisfatto del risultato. Lo volevo, e vado orgoglioso dell&#039;aver fatto anche io la mia parte, cercando di sensibilizzare amici e conoscenti su alcune questioni di vitale importanza per la vita collettiva. Ma ancora sento che non ci siamo.<br \/>\nNon si \u00e8 proposto un cambiamento. Si sono cancellate delle leggi ad personam, che con l&#039;interesse collettivo nulla avevano da spartire, ma coi referendum non si \u00e8 proposta un&#039;alternativa.<br \/>\nPerch\u00e8?<\/p>\n<p>Siamo figli del berlusconismo. Volenti o nolenti, ce ne hanno imposta la natura, e questa \u00e8 stata da noi interiorizzata acriticamente.<br \/>\nIl berlusconismo non \u00e8 solo l&#039;essere a favore di quel ducetto che stavolta invece di aggirarsi tra Predappio e Sal\u00f2 ha le sue basi ad Arcore e Palazzo Grazioli. E&#039; tutta la mentalit\u00e0, dualistica, che ci gira attorno.<br \/>\nOggi non ha nemmeno pi\u00f9 senso parlare di sinistra o destra.<br \/>\nO sei berlusconiano, o sei antiberlusconiano.<br \/>\nMa mettiamo che, finalmente, il Partito per la Demolizione del Silvio riesca ad averla vinta. La domanda \u00e8: E POI?<br \/>\nCosa ci sar\u00e0 dopo di lui?<br \/>\nProposte?<br \/>\nNon vorrei risposte dalla politica, che spesso ci infarcisce con risposte purchessia. Vorrei le risposte della gente. La stessa gente che ho attorno, che quando parla di politica parla o a favore o contro berlusconi, ma che non azzarda mai nemmeno iniziare a delineare il futuro.<\/p>\n<p>Non c&#039;\u00e8 futuro.<br \/>\nNon ci pu\u00f2 essere futuro, finch\u00e8 non ci liberiamo di una mentalit\u00e0 simile.<br \/>\nDualistica. Semplice. Frutto di una semplificazione cognitiva spinta ai massimi livelli.<br \/>\nC&#039;\u00e8 crisi. Le difficolt\u00e0 sono sempre di pi\u00f9. O meglio, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile prendersi carico di una questione e lavorare per risolverla.<br \/>\nE&#039; fatica.<br \/>\nE cento questioni oggi, cento domani, non riesci nemmeno pi\u00f9 a contarle, cosicch\u00e8 si appesantisce la mente, e l&#039;unica soluzione \u00e8 SEMPLIFICARE.<br \/>\nRidurre tutto a un dualismo. Matematico. Frutto della fisica classica.<br \/>\nUno, Zero. Silvio si, silvio no. Destra, sinistra.<\/p>\n<p><em>Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.<\/em><br \/>\nSono passate migliaia di anni, ma in questa frase c&#039;era gi\u00e0 tutta la saggezza sulla natura umana.<br \/>\nNoi riusciamo a gestire benissimo la convivenza di stati opposti. Ma ovviamente il dispendio di energie per tale lavoro mentale \u00e8 molto pi\u00f9 elevato rispetto al pensare in binario come le macchine.<br \/>\nDi conseguenza quando le difficolt\u00e0 percepite si assommano alla pigrizia acquisita, il risultato \u00e8 drammatico.<br \/>\nRegrediamo. Torniamo a funzionare in binario. Diventiamo delle macchine.<br \/>\n<img src=images\/amici_referendum.jpg popup=false\/><br \/>\nL&#039;individualismo \u00e8 figlio di questa semplificazione.<br \/>\nE&#039; pi\u00f9 semplice pensare per s\u00e8, rispetto al lavorare assieme per un progetto.<br \/>\nE&#039; pi\u00f9 semplice cercare di raggiungere l&#039;interesse privato e individualistico, invece di mediare affinch\u00e8 il benessere sia collettivo.<br \/>\nSiamo immersi in una cultura di senso comune, nella quale chi fa da s\u00e8 fa per tre.<br \/>\nE gli altri? Dove li abbiamo lasciati?<br \/>\nPresi dalla nostra vita personale, dalle nostre priorit\u00e0 individuali&#8230; l&#039;altro dove \u00e8 finito?<br \/>\nEppure anche i film ci ricordano ogni giorno che <em>&quot;l&#039;interesse dei molti vale pi\u00f9 di quello di pochi&#8230; o di uno&quot;<\/em>.<br \/>\nGi\u00e0&#8230; una frase diventata davvero <em>fantascienza<\/em>.<\/p>\n<p>Una serata.<br \/>\nVenti e passa persone sedute a un tavolo. Si brinda, si fa festa. Ci sono un paio di festeggiati, ma l&#039;interesse non \u00e8 centrato su di loro. L&#039;interesse \u00e8 centrato sul gruppo, con ognuno cerca di fare la propria parte perch\u00e8 tutti si divertano, tutti si sentano a proprio agio. Ognuno con il suo ruolo conferma l&#039;appartenenza sia propria che degli altri alla collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Altra situazione.<br \/>\nVenti e passa persone sedute a un tavolo, si brinda e si festeggia, ma una nota stonata prende lentamente piede. Qualcuno, desideroso e bisognoso di attenzioni, calamita su di s\u00e8 ogni attivit\u00e0, si intromette in tutti i discorsi a sproposito, fa battutacce allo scopo di elevare l&#039;interesse per la Sua presenza a discapito di ogni persona non si presti a questo suo gioco. Arrivando infine a desiderare ad alta voce che questi se ne vadano a casa il prima possibile.<\/p>\n<p>Dov&#039;\u00e8 qui l&#039;interesse per i molti? Quanto pesano qui gli interessi individuali rispetto a quelli collettivi?<br \/>\nPerch\u00e8 ci si \u00e8 ridotti a pensare in una logica di <em>&quot;odi aut amo&quot;<\/em>, nella quale o si \u00e8 a favore o contro di questi? Perch\u00e8 non si riesce pi\u00f9 a condividere?<\/p>\n<p>La contagiosit\u00e0 dell&#039;individualismo \u00e8 spaventosa. Figlia della semplificazione estrema, nutre questa a sua volta. Cos\u00ec dualismo e narcisismo patologico si alimentano a vicenda.<\/p>\n<p>Eppure la storia dovrebbe averci insegnato che proprio il rompere questo circolo vizioso, e far ripartire un processo di crescita collettiva, \u00e8 l&#039;unica maniera per impedire che questi mali possano trionfare.<br \/>\nE&#039; gi\u00e0 successo. Ma avremmo dovuto imparare qualcosa dai nostri errori.<br \/>\nQuella volta ne siamo usciti. Ma perch\u00e8 dobbiamo ritrovarci ogni volta a combattere una lotta identica alla precedente, senza nemmeno ricordare come avevamo fatto?<\/p>\n<p>Non c&#039;\u00e8 futuro.<br \/>\nNon ci pu\u00f2 essere futuro, finch\u00e8 non ci liberiamo di una mentalit\u00e0 simile.<br \/>\nFinch\u00e8 non impariamo a ricordare una volta per tutte che &quot;l&#039;interesse dei molti vale di pi\u00f9 di quello dei pochi o di uno.&quot;<br \/>\nFinch\u00e8 non riscopriamo il piacere della complessit\u00e0, dell&#039;odiare e amare allo stesso tempo, del pensare agli altri e contemporaneamente a noi stessi.<br \/>\nSi, \u00e8 un casino. Ma la nostra mente PUO&#039; farlo. E&#039; questo che distingue noi uomini dalle macchine. 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