{"id":263,"date":"2011-05-23T16:46:04","date_gmt":"2011-05-23T16:46:04","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=263"},"modified":"2011-05-23T16:46:04","modified_gmt":"2011-05-23T16:46:04","slug":"decisioni-difficili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=263","title":{"rendered":"Decisioni difficili"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Attenzione: questo post \u00e8 un p\u00f2 differente dai soliti. In effetti, \u00e8 una sorta di sfogo post-rinvio della laurea.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come spiegare il mio stato d&#039;animo?<br \/>\nDato che la sensazione a pelle non \u00e8 molto differente da quella provata alcuni anni fa, quando ho mandato a cagare il mio precedente lavoro e il mio capo, non ho trovato di meglio che parafrasare le parole del buon Davide Bianchi:<\/p>\n<p><em>&quot;Dopo la riforma dell&#039;Universit\u00e0, riforma che in realta&#039; fu una semplice demolizione (la Gelmini non ha alcun interesse a far progredire teste pensanti, altrimenti alle prossime elezioni col cavolo che il suo Padrone resta al governo), il corpo docente decise che il sistema migliore per mandare avanti la facolt\u00e0 con poco tempo e poche risorse a disposizione fosse quello di dimenticarsi dei propri studenti in tutte le cose quotidiane, scelta che in realt\u00e0 non cambia molto le cose, dato che il corpo docente non sembra avere la pi\u00f9 pallida idea di quanti e quali siano i problemi quotidiani che i loro &quot;discepoli&quot; si trovano costretti ad affrontare.<\/p>\n<p>Il tempo dedicato di conseguenza a noi poveri babbioni, incluso quello necessario al seguire i laureandi durante la tesi, \u00e8 andato diminuendo progressivamente, e le richieste di correzione degli elaborati e di colloquio con i docenti sono state, con queste motivazioni, continuamente disattese.<\/p>\n<p>Il che ha portato i miei livelli di stress a quote mai viste prima d&#039;ora, nel tentativo di proseguire il lavoro senza interruzioni e in autonomia, lavorando &quot;attorno&quot; ai blocchi stradali disseminati a piene mani da coloro che avrebbero dovuto invece aiutarti a rimuoverli.<\/p>\n<p>Dato che pensavo, e penso tutt&#039;ora, che questa facolt\u00e0 abbia ancora una possibilita&#039; di combinare qualche cosa di buono, sono rimasto buono buono, consumando progressivamente piu&#039; pastiglie per l&#039;acidita&#039; di stomaco. Ma quando il conto della farmacia raggiunge il 50% delle spese mensili e&#039; il momento di decidere se lo stomaco e&#039; meglio del discutere la propria laurea a giugno o viceversa.<\/p>\n<p>Di sessioni di laurea ne trovo altre, di stomaci no. Quindi la decisione e&#039; presto presa.&quot;<\/em><\/p>\n<p><img src=images\/pc_finestra.jpg popup=false\/><br \/>\nEbbene si, \u00e8 successo.<br \/>\nO meglio, mi sono fermato a un passo dal farlo avvenire di nuovo.<\/p>\n<p>La situazione che si \u00e8 venuta a creare negli ultimi mesi ha rischiato infatti di avvelenarmi. Avvelenare me e il rapporto con il mio relatore, nonch\u00e8 con la facolt\u00e0, e con l&#039;intero mondo della psicologia.<br \/>\nSebbene la responsabilit\u00e0 non sia certo di quest&#039;ultimo elemento, \u00e8 abbastanza facile, quando si \u00e8 in preda all&#039;ira, allargare il raggio d&#039;azione e prendersela con l&#039;intero universo senza motivo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi sono fermato un istante e ho ripercorso mentalmente le tappe dell&#039;ultima decade.<br \/>\nDa quando ho lasciato ingegneria nel 2003, a quando ho iniziato a lavorare come tecnico, fino a quando ho mandato tutto al diavolo rendendomi conto che la mia strada era un&#039;altra.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e8 ora come mai son convinto che il mio futuro sia come psicologo, e non come tecnico, sebbene la passione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnologico e per la scienza in generale rimanga un hobby e un interesse che non intendo mettere da parte tantomeno rifiutare in blocco.<br \/>\nNon sono un &quot;bianco e nero&quot;. Mi considero ancora poliedrico.<\/p>\n<p>Quindi, di fronte a un casino di proporzioni bibliche, con le scadenze improrogabili da un lato, e la tesi, non ancora approvata, dall&#039;altro, ho dovuto scendere a patti con un limite, che \u00e8 sia mio che dell&#039;intero sistema.<br \/>\nHo dovuto rinviare a ottobre la laurea.<\/p>\n<p>E&#039; stato un p\u00f2 disarmante. Lo ammetto, non sapevo se piangere o lanciare tutto ci\u00f2 che c&#039;\u00e8 in cucina dalla finestra.<\/p>\n<p>Quel che mi ha dato pi\u00f9 fastidio \u00e8 che, se da un lato ho anche io le mie responsabilit\u00e0 (ho sovrastimato le mie capacit\u00e0, e sottostimato il tempo di restituzione dei questionari), c&#039;\u00e8 anche chi, a mio avviso, non ha svolto il lavoro di correzione in tempi &quot;umani&quot;, dove per umani intendo &lt;2 settimane. Dando poi la colpa &quot;ai genitori degli studenti che votano per la Gelmini&quot;, e specificando che qualcuno deve pur pagare per questo.<\/p>\n<p>Banali scuse. Dette poi a un &quot;rosso&quot;, queste parole lo fanno incazzare come un toro alla vista della muleta.<\/p>\n<p>Sbollita la rabbia, ho analizzato la situazione.<br \/>\nCosa comporta sobbarcarsi in un&#039;impresa impossibile, quella cio\u00e8 di rivedere tutto il lavoro in 3 giorni?<br \/>\nComporta lavorare 18 ore al giorno, mettere da parte (ancora una volta) ogni mio altro impegno, i miei hobby, la mia vita affettiva, con il rischio poi che comunque il malloppo non sia approvato in tempo, cosa che aumenterebbe ancor pi\u00f9 il fastidio e il disagio nel rapporto studente-docente.<\/p>\n<p>Dato che non volevo arrivare a quel livello, la mia era una scelta obbligata. Una non-scelta.<\/p>\n<p>Stimo ancora il mio relatore, anche perch\u00e8 oggi l&#039;ho visto consapevole che la sua incapacit\u00e0 di dire &quot;no&quot; \u00e8 forse la pi\u00f9 grande causa di casini. Credo che si sia reso conto di quanto mi dispiaccia dover rinviare di 4 mesi, e che si senta anche un minimo responsabile. E ci\u00f2 mi basta.<br \/>\nDal canto mio credo, con questo tempo a disposizione, di poter fare un lavoro impeccabile.<br \/>\nSempre, certo, che le correzioni di rotta mi arrivino a tempo debito e non qualche istante prima dell&#039;apocalisse&#8230;<br \/>\nIo non ci rimetto pi\u00f9 di tanto, comunque. Sono solo 4 mesi. Mi spiace solo per i volontari e i responsabili del servizio P.C., che dovranno attendere l&#039;autunno per leggere le conclusioni della mia ricerca.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 quanto.<br \/>\nInsomma, volente o nolente ho dovuto impegnarmi in un lavoro emozionale non da poco. Che guarda caso \u00e8 pure il tema del mio elaborato.<br \/>\nCos\u00ec, se qualcuno fosse ancora convinto del mio non padroneggiare bene questo argomento, leggendo queste righe dovrebbe potersi rendere conto del suo errore. E che forse il management emozionale, grazie proprio a chi &quot;dissemina a piene mani blocchi stradali&quot;, sta diventando la mia specialit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em><strong>Attenzione: questo post \u00e8 un p\u00f2 differente dai soliti. In effetti, \u00e8 una sorta di sfogo post-rinvio della laurea.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come spiegare il mio stato d&#039;animo?<br \/>\nDato che la sensazione a pelle non \u00e8 molto differente da quella provata alcuni anni fa, quando ho mandato a cagare il mio precedente lavoro e il mio capo, non ho trovato di meglio che parafrasare le parole del buon Davide Bianchi:<\/p>\n<p><em>&quot;Dopo la riforma dell&#039;Universit\u00e0, riforma che in realta&#039; fu una semplice demolizione (la Gelmini non ha alcun interesse a far progredire teste pensanti, altrimenti alle prossime elezioni col cavolo che il suo Padrone resta al governo), il corpo docente decise che il sistema migliore per mandare avanti la facolt\u00e0 con poco tempo e poche risorse a disposizione fosse quello di dimenticarsi dei propri studenti in tutte le cose quotidiane, scelta che in realt\u00e0 non cambia molto le cose, dato che il corpo docente non sembra avere la pi\u00f9 pallida idea di quanti e quali siano i problemi quotidiani che i loro &quot;discepoli&quot; si trovano costretti ad affrontare.<\/p>\n<p>Il tempo dedicato di conseguenza a noi poveri babbioni, incluso quello necessario al seguire i laureandi durante la tesi, \u00e8 andato diminuendo progressivamente, e le richieste di correzione degli elaborati e di colloquio con i docenti sono state, con queste motivazioni, continuamente disattese.<\/p>\n<p>Il che ha portato i miei livelli di stress a quote mai viste prima d&#039;ora, nel tentativo di proseguire il lavoro senza interruzioni e in autonomia, lavorando &quot;attorno&quot; ai blocchi stradali disseminati a piene mani da coloro che avrebbero dovuto invece aiutarti a rimuoverli.<\/p>\n<p>Dato che pensavo, e penso tutt&#039;ora, che questa facolt\u00e0 abbia ancora una possibilita&#039; di combinare qualche cosa di buono, sono rimasto buono buono, consumando progressivamente piu&#039; pastiglie per l&#039;acidita&#039; di stomaco. Ma quando il conto della farmacia raggiunge il 50% delle spese mensili e&#039; il momento di decidere se lo stomaco e&#039; meglio del discutere la propria laurea a giugno o viceversa.<\/p>\n<p>Di sessioni di laurea ne trovo altre, di stomaci no. Quindi la decisione e&#039; presto presa.&quot;<\/em><\/p>\n<p><img src=images\/pc_finestra.jpg popup=false\/><br \/>\nEbbene si, \u00e8 successo.<br \/>\nO meglio, mi sono fermato a un passo dal farlo avvenire di nuovo.<\/p>\n<p>La situazione che si \u00e8 venuta a creare negli ultimi mesi ha rischiato infatti di avvelenarmi. Avvelenare me e il rapporto con il mio relatore, nonch\u00e8 con la facolt\u00e0, e con l&#039;intero mondo della psicologia.<br \/>\nSebbene la responsabilit\u00e0 non sia certo di quest&#039;ultimo elemento, \u00e8 abbastanza facile, quando si \u00e8 in preda all&#039;ira, allargare il raggio d&#039;azione e prendersela con l&#039;intero universo senza motivo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi sono fermato un istante e ho ripercorso mentalmente le tappe dell&#039;ultima decade.<br \/>\nDa quando ho lasciato ingegneria nel 2003, a quando ho iniziato a lavorare come tecnico, fino a quando ho mandato tutto al diavolo rendendomi conto che la mia strada era un&#039;altra.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e8 ora come mai son convinto che il mio futuro sia come psicologo, e non come tecnico, sebbene la passione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnologico e per la scienza in generale rimanga un hobby e un interesse che non intendo mettere da parte tantomeno rifiutare in blocco.<br \/>\nNon sono un &quot;bianco e nero&quot;. Mi considero ancora poliedrico.<\/p>\n<p>Quindi, di fronte a un casino di proporzioni bibliche, con le scadenze improrogabili da un lato, e la tesi, non ancora approvata, dall&#039;altro, ho dovuto scendere a patti con un limite, che \u00e8 sia mio che dell&#039;intero sistema.<br \/>\nHo dovuto rinviare a ottobre la laurea.<\/p>\n<p>E&#039; stato un p\u00f2 disarmante. Lo ammetto, non sapevo se piangere o lanciare tutto ci\u00f2 che c&#039;\u00e8 in cucina dalla finestra.<\/p>\n<p>Quel che mi ha dato pi\u00f9 fastidio \u00e8 che, se da un lato ho anche io le mie responsabilit\u00e0 (ho sovrastimato le mie capacit\u00e0, e sottostimato il tempo di restituzione dei questionari), c&#039;\u00e8 anche chi, a mio avviso, non ha svolto il lavoro di correzione in tempi &quot;umani&quot;, dove per umani intendo &lt;2 settimane. Dando poi la colpa &quot;ai genitori degli studenti che votano per la Gelmini&quot;, e specificando che qualcuno deve pur pagare per questo.<\/p>\n<p>Banali scuse. Dette poi a un &quot;rosso&quot;, queste parole lo fanno incazzare come un toro alla vista della muleta.<\/p>\n<p>Sbollita la rabbia, ho analizzato la situazione.<br \/>\nCosa comporta sobbarcarsi in un&#039;impresa impossibile, quella cio\u00e8 di rivedere tutto il lavoro in 3 giorni?<br \/>\nComporta lavorare 18 ore al giorno, mettere da parte (ancora una volta) ogni mio altro impegno, i miei hobby, la mia vita affettiva, con il rischio poi che comunque il malloppo non sia approvato in tempo, cosa che aumenterebbe ancor pi\u00f9 il fastidio e il disagio nel rapporto studente-docente.<\/p>\n<p>Dato che non volevo arrivare a quel livello, la mia era una scelta obbligata. Una non-scelta.<\/p>\n<p>Stimo ancora il mio relatore, anche perch\u00e8 oggi l&#039;ho visto consapevole che la sua incapacit\u00e0 di dire &quot;no&quot; \u00e8 forse la pi\u00f9 grande causa di casini. Credo che si sia reso conto di quanto mi dispiaccia dover rinviare di 4 mesi, e che si senta anche un minimo responsabile. E ci\u00f2 mi basta.<br \/>\nDal canto mio credo, con questo tempo a disposizione, di poter fare un lavoro impeccabile.<br \/>\nSempre, certo, che le correzioni di rotta mi arrivino a tempo debito e non qualche istante prima dell&#039;apocalisse&#8230;<br \/>\nIo non ci rimetto pi\u00f9 di tanto, comunque. Sono solo 4 mesi. Mi spiace solo per i volontari e i responsabili del servizio P.C., che dovranno attendere l&#039;autunno per leggere le conclusioni della mia ricerca.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 quanto.<br \/>\nInsomma, volente o nolente ho dovuto impegnarmi in un lavoro emozionale non da poco. Che guarda caso \u00e8 pure il tema del mio elaborato.<br \/>\nCos\u00ec, se qualcuno fosse ancora convinto del mio non padroneggiare bene questo argomento, leggendo queste righe dovrebbe potersi rendere conto del suo errore. 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