{"id":259,"date":"2011-03-05T20:46:15","date_gmt":"2011-03-05T20:46:15","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=259"},"modified":"2011-03-05T20:46:15","modified_gmt":"2011-03-05T20:46:15","slug":"i-nuovi-orizzonti-del-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=259","title":{"rendered":"I nuovi orizzonti del domani"},"content":{"rendered":"<p>La colonna sonora che sto ascoltando sembra quasi da film.<br \/>\nDi quei film in cui c&#039;\u00e8 una scena in cui i nodi vengono al pettine. Il momento di svolta. In cui devi trovare un nuovo senso a tutto quello che hai fatto finora, a tutta la vita passata, per disegnare il tuo percorso da quel momento in poi.<br \/>\nQuel momento in cui trovi un incrocio, sai quale delle due strade devi scegliere, perch\u00e8 lo hai gi\u00e0 deciso.<br \/>\nUna porta avanti, verso l&#039;ignoto. L&#039;altra ti permette di rimanere in un sentiero sicuro, conosciuto, ma in loop, e non porta da alcuna parte.<\/p>\n<p>Questa la condizione in cui sono oggi. Due mesi in cui non ho aggiornato, perch\u00e8 dovevo elaborare un lutto.<br \/>\nIl lutto di un&#039;epoca che giunge inevitabilmente alla fine. Epoca che trascinare ancora avanti, oltre la sua naturale durata, non porterebbe da nessuna parte.<br \/>\nHo in mente una situazione precisa. Quella degli eterni adolescenti, che oltre la soglia della maggiore et\u00e0, non in senso anagrafico ovviamente, si rifiutano di diventare adulti. Di costruire il domani, rimanendo in una rassicurante bolla temporale.<br \/>\nE rivedo scene di vecchi film, in cui i protagonisti si aggrappavano disperatamente agli anni trascorsi, senza osare andare oltre. E si ritrovavano a vivacchiare disorientati in un tempo che non era pi\u00f9 loro. L&#039;ultimo bacio, per fare un esempio. O alcune scene di notte prima degli esami.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. L&#039;adolescenza \u00e8 finita. Anche quella allungata, di cui oggi si parla tanto.<br \/>\nMa la giovinezza, quella no. Quella rimane fin tanto che ci si sente in grado di affrontare il mondo.<\/p>\n<p>Cinque anni fa l&#039;ho pensato. Ema, ma torni a studiare solo per rivivere un tempo che \u00e8 stato? Per evitare l&#039;inevitabile? Per allungare una adolescenza che avevi gi\u00e0 archiviato quando avevi mollato l&#039;universit\u00e0 per metterti a lavorare?<br \/>\nBeh, mentirei se dicessi che questa idea non mi maliziava. Si, tra le varie motivazioni c&#039;era anche questa.<br \/>\nForse con tutti gli eventi che ho dovuto affrontare, alcuni anche molto atipici, ci poteva anche stare.<br \/>\nTenevo dentro di me per\u00f2 il conto degli anni. Del tempo che passava. Basta che mi guardi allo specchio, per vedere come l&#039;orologio proceda inesorabile la sua marcia. E gli acciacchi, che si fanno sentire.<\/p>\n<p>E ancor di pi\u00f9 i cambiamenti dentro di me.<br \/>\nIl diventare come non avrei mai creduto. Forse come non avrei mai sperato.<br \/>\nRido. Se il mio alterego di quindici anni fa mi vedesse oggi, riderebbe di me. Di quanto adulto mi sento.<br \/>\nE di come non riesca pi\u00f9 a trovare soddisfazione in cose che allora facevo. Che facevo fino a un paio di anni fa.<br \/>\nE di come invece abbia il bisogno di stimoli nuovi. Di esperienze completamente differenti.<br \/>\n<img src=images\/io_giaccacr.jpg popup=false\/><br \/>\nSar\u00e0 l&#039;et\u00e0, ma \u00e8 stranissimo sentirsi crescere. Potersi guardare oggi, mantenere nitidi i ricordi a distanza di decenni, e riuscire a confrontare ogni istante della vita passata con le sensazioni di oggi. E sentirne le stonature.<br \/>\nCome lo scorso mercoled\u00ec. Una moltitudine di giovani in centro a Padova, intenti all&#039;attivit\u00e0 pi\u00f9 caratteristica dei giovani di oggi: bere.<\/p>\n<p>Bere.<br \/>\nBersi il futuro. Annebbiare ogni anelito delle prospettive del domani.<br \/>\nOffuscare il timore di crescere, stordendosi in ettolitri di alcol etilico.<br \/>\nLo facevo anche io, fino a poco tempo fa. Oggi questa idea mi fa accapponare la pelle.<br \/>\nNon voglio rinunciare alla possibilit\u00e0 di essere adulto. E non voglio nemmeno allontanarla.<br \/>\nNe sento l&#039;esigenza. Sento l&#039;esigenza di andare oltre quello che sono oggi.<\/p>\n<p>Anche se non so cosa ci sar\u00e0 domani.<br \/>\nE vivere in questa incertezza continua pu\u00f2 creare ansia e preoccupazione.<br \/>\nMa la preferisco alla staticit\u00e0 che vedo in alcuni, che pur di non andare avanti e rimanere degli eterni adolescenti prendono tutto sottogamba, rifiutano ogni impegno, si limitano a lavorare e a bersi il futuro in un &quot;me ne frego&quot; fascista. Che sulla base di questo ragionamento rende la storia e questi particolari anni perfettamente comprensibili.<\/p>\n<p>Nuovi orizzonti possono spaventare. Nuove prospettive stordirti.<br \/>\nMa non \u00e8 evitandole che ci si realizza. Non \u00e8 evitandole che si porta a compimento il piano che hai di te.<br \/>\nE nemmeno arrendendosi all&#039;et\u00e0 che avanza.<\/p>\n<p>Ci vogliono due palle d&#039;acciaio per affrontare il mondo. E una forza mostruosa.<br \/>\nNon dico di aver questi requisiti al massimo. Per\u00f2 mi difendo bene.<br \/>\nVoglio uscire di casa, chiudere con l&#039;universit\u00e0, il pi\u00f9 presto possibile. E porre le basi per i prossimi dieci anni.<br \/>\nSia quel che sia, costi quel che costi.<br \/>\nHo gi\u00e0 pronti mattoni e cemento. E badile e cazzuola.<br \/>\nIl secondo tempo mi attende. E non intendo sprecarne nemmeno un minuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La colonna sonora che sto ascoltando sembra quasi da film.<br \/>\nDi quei film in cui c&#039;\u00e8 una scena in cui i nodi vengono al pettine. Il momento di svolta. In cui devi trovare un nuovo senso a tutto quello che hai fatto finora, a tutta la vita passata, per disegnare il tuo percorso da quel momento in poi.<br \/>\nQuel momento in cui trovi un incrocio, sai quale delle due strade devi scegliere, perch\u00e8 lo hai gi\u00e0 deciso.<br \/>\nUna porta avanti, verso l&#039;ignoto. L&#039;altra ti permette di rimanere in un sentiero sicuro, conosciuto, ma in loop, e non porta da alcuna parte.<\/p>\n<p>Questa la condizione in cui sono oggi. Due mesi in cui non ho aggiornato, perch\u00e8 dovevo elaborare un lutto.<br \/>\nIl lutto di un&#039;epoca che giunge inevitabilmente alla fine. Epoca che trascinare ancora avanti, oltre la sua naturale durata, non porterebbe da nessuna parte.<br \/>\nHo in mente una situazione precisa. Quella degli eterni adolescenti, che oltre la soglia della maggiore et\u00e0, non in senso anagrafico ovviamente, si rifiutano di diventare adulti. Di costruire il domani, rimanendo in una rassicurante bolla temporale.<br \/>\nE rivedo scene di vecchi film, in cui i protagonisti si aggrappavano disperatamente agli anni trascorsi, senza osare andare oltre. E si ritrovavano a vivacchiare disorientati in un tempo che non era pi\u00f9 loro. L&#039;ultimo bacio, per fare un esempio. O alcune scene di notte prima degli esami.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. L&#039;adolescenza \u00e8 finita. Anche quella allungata, di cui oggi si parla tanto.<br \/>\nMa la giovinezza, quella no. Quella rimane fin tanto che ci si sente in grado di affrontare il mondo.<\/p>\n<p>Cinque anni fa l&#039;ho pensato. Ema, ma torni a studiare solo per rivivere un tempo che \u00e8 stato? Per evitare l&#039;inevitabile? Per allungare una adolescenza che avevi gi\u00e0 archiviato quando avevi mollato l&#039;universit\u00e0 per metterti a lavorare?<br \/>\nBeh, mentirei se dicessi che questa idea non mi maliziava. Si, tra le varie motivazioni c&#039;era anche questa.<br \/>\nForse con tutti gli eventi che ho dovuto affrontare, alcuni anche molto atipici, ci poteva anche stare.<br \/>\nTenevo dentro di me per\u00f2 il conto degli anni. Del tempo che passava. Basta che mi guardi allo specchio, per vedere come l&#039;orologio proceda inesorabile la sua marcia. E gli acciacchi, che si fanno sentire.<\/p>\n<p>E ancor di pi\u00f9 i cambiamenti dentro di me.<br \/>\nIl diventare come non avrei mai creduto. Forse come non avrei mai sperato.<br \/>\nRido. Se il mio alterego di quindici anni fa mi vedesse oggi, riderebbe di me. Di quanto adulto mi sento.<br \/>\nE di come non riesca pi\u00f9 a trovare soddisfazione in cose che allora facevo. Che facevo fino a un paio di anni fa.<br \/>\nE di come invece abbia il bisogno di stimoli nuovi. Di esperienze completamente differenti.<br \/>\n<img src=images\/io_giaccacr.jpg popup=false\/><br \/>\nSar\u00e0 l&#039;et\u00e0, ma \u00e8 stranissimo sentirsi crescere. Potersi guardare oggi, mantenere nitidi i ricordi a distanza di decenni, e riuscire a confrontare ogni istante della vita passata con le sensazioni di oggi. E sentirne le stonature.<br \/>\nCome lo scorso mercoled\u00ec. Una moltitudine di giovani in centro a Padova, intenti all&#039;attivit\u00e0 pi\u00f9 caratteristica dei giovani di oggi: bere.<\/p>\n<p>Bere.<br \/>\nBersi il futuro. Annebbiare ogni anelito delle prospettive del domani.<br \/>\nOffuscare il timore di crescere, stordendosi in ettolitri di alcol etilico.<br \/>\nLo facevo anche io, fino a poco tempo fa. Oggi questa idea mi fa accapponare la pelle.<br \/>\nNon voglio rinunciare alla possibilit\u00e0 di essere adulto. E non voglio nemmeno allontanarla.<br \/>\nNe sento l&#039;esigenza. Sento l&#039;esigenza di andare oltre quello che sono oggi.<\/p>\n<p>Anche se non so cosa ci sar\u00e0 domani.<br \/>\nE vivere in questa incertezza continua pu\u00f2 creare ansia e preoccupazione.<br \/>\nMa la preferisco alla staticit\u00e0 che vedo in alcuni, che pur di non andare avanti e rimanere degli eterni adolescenti prendono tutto sottogamba, rifiutano ogni impegno, si limitano a lavorare e a bersi il futuro in un &quot;me ne frego&quot; fascista. Che sulla base di questo ragionamento rende la storia e questi particolari anni perfettamente comprensibili.<\/p>\n<p>Nuovi orizzonti possono spaventare. Nuove prospettive stordirti.<br \/>\nMa non \u00e8 evitandole che ci si realizza. Non \u00e8 evitandole che si porta a compimento il piano che hai di te.<br \/>\nE nemmeno arrendendosi all&#039;et\u00e0 che avanza.<\/p>\n<p>Ci vogliono due palle d&#039;acciaio per affrontare il mondo. E una forza mostruosa.<br \/>\nNon dico di aver questi requisiti al massimo. Per\u00f2 mi difendo bene.<br \/>\nVoglio uscire di casa, chiudere con l&#039;universit\u00e0, il pi\u00f9 presto possibile. E porre le basi per i prossimi dieci anni.<br \/>\nSia quel che sia, costi quel che costi.<br \/>\nHo gi\u00e0 pronti mattoni e cemento. E badile e cazzuola.<br \/>\nIl secondo tempo mi attende. 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