{"id":255,"date":"2010-11-01T17:51:01","date_gmt":"2010-11-01T17:51:01","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=255"},"modified":"2010-11-01T17:51:01","modified_gmt":"2010-11-01T17:51:01","slug":"nel-proprio-orto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=255","title":{"rendered":"Nel proprio orto"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono momenti in cui prendere posizione \u00e8 un&#039;opzione. Personale.<br \/>\nCe ne sono altri in cui il non prendere posizione \u00e8 una scelta che coinvolge non solo s\u00e8 stessi.<br \/>\nMa siamo sicuri che la prima delle due scelte \u00e8 possibile?<\/p>\n<p>Da qui&#8230; le riflessioni possono essere infinite. Specie guardando la nostra societ\u00e0 nel complesso, ma anche soffermandosi nel dettaglio delle esperienze di ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Possiamo starcene nel nostro orticello, perch\u00e8 ci sta bene non doverci occupare della &quot;res publica&quot;, delle faccende che escono dalle mura domestiche e che, in quanto tali, non sentiamo nostre. Va bene, \u00e8 una scelta. Dopotutto non sta scritto da nessuna parte che &quot;tocca a noi&quot;.<br \/>\nPossiamo uscire dall&#039;orticello, occuparci di tutti i fatti altrui, perch\u00e8 all&#039;interno delle nostre vite c&#039;\u00e8 il nulla assoluto e sentiamo quindi l&#039;impulso irrefrenabile a riempire tale vuoto. Gossip a go-go, chiacchere alle spalle e diffusione di opinioni come fatti. Lo fanno in tanti&#8230;<br \/>\nPossiamo anche guardare all&#039;esterno, decidendo di non intervenire, e comportarci come al grande fratello, dove si segue con infinita smania le avventure di quattro scimmie rimanendo comodamente seduti in poltrona. E immaginandosi al loro posto. Anche questa \u00e8 una possibilit\u00e0, e pure molto gettonata secondo le statistiche di Mediaset Premium.<\/p>\n<p>Ma c&#039;\u00e8 anche un&#039;altra scelta. Quella di essere dissidente.<br \/>\nMa non dissidente per partito preso, o nelle proprie idee. Dissidente verso l&#039;indifferenza.<\/p>\n<p>Quello che accade all&#039;altro non \u00e8 mai solo un problema suo.<br \/>\nSpesso ci riguarda. Direttamente o indirettamente.<br \/>\nIndirettamente perch\u00e8, se non altro, l&#039;altro \u00e8 un essere umano. E tra esseri umani, dovremmo essere sempre solidali.<br \/>\nDirettamente perch\u00e8 questioni che sentiamo lontane, come ad esempio quelle politiche, ci coinvolgono spesso. Le decisioni che vengono prese nelle varie assemblee di cui facciamo parte, da quella parlamentare a quella delle associazioni a quella degli amici, riguardano anche noi.<br \/>\nE solo per questo dovremmo prendere posizione, non lasciare &quot;al caso&quot; le scelte. Anche perch\u00e8 in tali casi, il &quot;caso&quot; ha nome e cognome.<\/p>\n<p>Ma non solo.<br \/>\nQuando possiamo prendere delle decisioni e non lo facciamo, coinvolgiamo spesso in tale vortice di indifferenza qualcuno. E quel qualcuno \u00e8 sempre il pi\u00f9 debole.<br \/>\nQuello che non pu\u00f2 o che non sa difendersi.<br \/>\nChe si oppone, che si schiera contro e che casomai lotta contro la propria sopraffazione, ma che si trova a combattere anche contro una moltitudine di indifferenti che, non facendo appunto nulla, avallano lo stato delle cose e l&#039;opinione di colui che urla pi\u00f9 forte, condannandolo a morte.<\/p>\n<p>Non possono che riecheggiarmi le parole di Antonio Gramsci:<br \/>\n<em><strong>\u0093Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non pu\u00f2 non essere cittadino e partigiano. L\u0092indifferenza \u00e8 abulia, \u00e8 parassitismo, \u00e8 vigliaccheria, non \u00e8 vita. Perci\u00f2 odio gli indifferenti.&quot;<\/strong><\/em><br \/>\n<img src=images\/partigiani.jpg popup=false\/><br \/>\nCi sono per\u00f2 due rischi.<br \/>\nQuello di trasformarsi, nel tempo, in indifferenti.<br \/>\nE quello di trasformarsi nelle persone che si vogliono combattere.<br \/>\nPer quello credo che cercare di combattere l&#039;indifferenza e le dittature, presenti con vari sinomimi in tutti gli ambiti della nostra vita, sia uno dei pi\u00f9 grandi e pesanti fardelli di cui ci si pu\u00f2 sobbarcare.<br \/>\nMa non per questo bisogna cedere. Non per questo non bisogna tentare.<br \/>\nE proprio per questo non bisogna essere soli. Solo l&#039;essere, democraticamente, insieme pu\u00f2 farti rendere conto in tempo dei tuoi sbagli, dei rischi che si stanno concretizzando in scelte, delle possibili derive e trasformazioni che ti coinvolgono.<\/p>\n<p>E se diventi come il dittatore che tenti di spodestare&#8230; cosa ti distinguer\u00e0 poi da lui?<br \/>\nCosa ti permetter\u00e0 di dirti &quot;buono&quot; e di additare come &quot;cattivo&quot; l&#039;altro?<br \/>\nE come potranno le altre persone distinguervi, una volta diventati identici?<\/p>\n<p>Come mai queste riflessioni? Cosa avr\u00e0 mai scatenato tali pensieri?<\/p>\n<p>Questi pensieri ci sono da sempre. Solo si stanno riordinando piano piano.<br \/>\nGli eventi della vita di tutti i giorni non fanno altro che da catalizzatori.<br \/>\nA partire da quello che successe ormai un anno e mezzo fa nella compagnia, e che anzi a ripensarci meglio era iniziato alla fine del 2006. Passando per le questioni legate al volontariato, in cui spesso si maschera il proprio bisogno di protagonismo in falso altruismo. Passando per le vicende del direttivo regionale della mia associazione che, capitanato da quattro mentecatti che hanno deciso di impadronirsi della stessa, sta trascinando nel baratro tutta la baracca. Fino infine ai tanti altri esempi recenti, dal vedere amici che impongono il loro volere ed altri che fanno gli indifferenti noncuranti che le scelte riguardano anche loro, al cadere dallo scooter rompendomi una spalla non ricevendo aiuto da alcuno, nonostante alcune persone passassero di l\u00ec in quell&#039;istante.<\/p>\n<p>Ma a chi tocca cambiare le cose?<br \/>\nE&#039; possibile essere davvero uomini, se non si \u00e8 in fondo un p\u00f2 &quot;partigiani&quot;?<\/p>\n<p>Non aspettiamoci che qualcuno faccia le cose al posto nostro. Facciamole noi.<br \/>\nInsieme, TUTTI assieme, senza escludere alcuno, in modo davvero democratico.<\/p>\n<p>Solo dando l&#039;esempio possiamo sperare che l&#039;indifferenza altrui venga meno.<br \/>\nSolo impegnandoci in prima persona possiamo cambiare le cose.<br \/>\nSenza alcuna violenza, e senza indifferenza.<br \/>\nPerch\u00e8 l&#039;indifferenza \u00e8 violenza. Ne uccide pi\u00f9 l&#039;indifferenza che la spada.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la &quot;mission&quot; di un eroe. E&#039; la Vita di ognuno di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono momenti in cui prendere posizione \u00e8 un&#039;opzione. Personale.<br \/>\nCe ne sono altri in cui il non prendere posizione \u00e8 una scelta che coinvolge non solo s\u00e8 stessi.<br \/>\nMa siamo sicuri che la prima delle due scelte \u00e8 possibile?<\/p>\n<p>Da qui&#8230; le riflessioni possono essere infinite. Specie guardando la nostra societ\u00e0 nel complesso, ma anche soffermandosi nel dettaglio delle esperienze di ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Possiamo starcene nel nostro orticello, perch\u00e8 ci sta bene non doverci occupare della &quot;res publica&quot;, delle faccende che escono dalle mura domestiche e che, in quanto tali, non sentiamo nostre. Va bene, \u00e8 una scelta. Dopotutto non sta scritto da nessuna parte che &quot;tocca a noi&quot;.<br \/>\nPossiamo uscire dall&#039;orticello, occuparci di tutti i fatti altrui, perch\u00e8 all&#039;interno delle nostre vite c&#039;\u00e8 il nulla assoluto e sentiamo quindi l&#039;impulso irrefrenabile a riempire tale vuoto. Gossip a go-go, chiacchere alle spalle e diffusione di opinioni come fatti. Lo fanno in tanti&#8230;<br \/>\nPossiamo anche guardare all&#039;esterno, decidendo di non intervenire, e comportarci come al grande fratello, dove si segue con infinita smania le avventure di quattro scimmie rimanendo comodamente seduti in poltrona. E immaginandosi al loro posto. Anche questa \u00e8 una possibilit\u00e0, e pure molto gettonata secondo le statistiche di Mediaset Premium.<\/p>\n<p>Ma c&#039;\u00e8 anche un&#039;altra scelta. Quella di essere dissidente.<br \/>\nMa non dissidente per partito preso, o nelle proprie idee. Dissidente verso l&#039;indifferenza.<\/p>\n<p>Quello che accade all&#039;altro non \u00e8 mai solo un problema suo.<br \/>\nSpesso ci riguarda. Direttamente o indirettamente.<br \/>\nIndirettamente perch\u00e8, se non altro, l&#039;altro \u00e8 un essere umano. E tra esseri umani, dovremmo essere sempre solidali.<br \/>\nDirettamente perch\u00e8 questioni che sentiamo lontane, come ad esempio quelle politiche, ci coinvolgono spesso. Le decisioni che vengono prese nelle varie assemblee di cui facciamo parte, da quella parlamentare a quella delle associazioni a quella degli amici, riguardano anche noi.<br \/>\nE solo per questo dovremmo prendere posizione, non lasciare &quot;al caso&quot; le scelte. Anche perch\u00e8 in tali casi, il &quot;caso&quot; ha nome e cognome.<\/p>\n<p>Ma non solo.<br \/>\nQuando possiamo prendere delle decisioni e non lo facciamo, coinvolgiamo spesso in tale vortice di indifferenza qualcuno. E quel qualcuno \u00e8 sempre il pi\u00f9 debole.<br \/>\nQuello che non pu\u00f2 o che non sa difendersi.<br \/>\nChe si oppone, che si schiera contro e che casomai lotta contro la propria sopraffazione, ma che si trova a combattere anche contro una moltitudine di indifferenti che, non facendo appunto nulla, avallano lo stato delle cose e l&#039;opinione di colui che urla pi\u00f9 forte, condannandolo a morte.<\/p>\n<p>Non possono che riecheggiarmi le parole di Antonio Gramsci:<br \/>\n<em><strong>\u0093Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non pu\u00f2 non essere cittadino e partigiano. L\u0092indifferenza \u00e8 abulia, \u00e8 parassitismo, \u00e8 vigliaccheria, non \u00e8 vita. 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Solo l&#039;essere, democraticamente, insieme pu\u00f2 farti rendere conto in tempo dei tuoi sbagli, dei rischi che si stanno concretizzando in scelte, delle possibili derive e trasformazioni che ti coinvolgono.<\/p>\n<p>E se diventi come il dittatore che tenti di spodestare&#8230; cosa ti distinguer\u00e0 poi da lui?<br \/>\nCosa ti permetter\u00e0 di dirti &quot;buono&quot; e di additare come &quot;cattivo&quot; l&#039;altro?<br \/>\nE come potranno le altre persone distinguervi, una volta diventati identici?<\/p>\n<p>Come mai queste riflessioni? Cosa avr\u00e0 mai scatenato tali pensieri?<\/p>\n<p>Questi pensieri ci sono da sempre. Solo si stanno riordinando piano piano.<br \/>\nGli eventi della vita di tutti i giorni non fanno altro che da catalizzatori.<br \/>\nA partire da quello che successe ormai un anno e mezzo fa nella compagnia, e che anzi a ripensarci meglio era iniziato alla fine del 2006. Passando per le questioni legate al volontariato, in cui spesso si maschera il proprio bisogno di protagonismo in falso altruismo. Passando per le vicende del direttivo regionale della mia associazione che, capitanato da quattro mentecatti che hanno deciso di impadronirsi della stessa, sta trascinando nel baratro tutta la baracca. Fino infine ai tanti altri esempi recenti, dal vedere amici che impongono il loro volere ed altri che fanno gli indifferenti noncuranti che le scelte riguardano anche loro, al cadere dallo scooter rompendomi una spalla non ricevendo aiuto da alcuno, nonostante alcune persone passassero di l\u00ec in quell&#039;istante.<\/p>\n<p>Ma a chi tocca cambiare le cose?<br \/>\nE&#039; possibile essere davvero uomini, se non si \u00e8 in fondo un p\u00f2 &quot;partigiani&quot;?<\/p>\n<p>Non aspettiamoci che qualcuno faccia le cose al posto nostro. Facciamole noi.<br \/>\nInsieme, TUTTI assieme, senza escludere alcuno, in modo davvero democratico.<\/p>\n<p>Solo dando l&#039;esempio possiamo sperare che l&#039;indifferenza altrui venga meno.<br \/>\nSolo impegnandoci in prima persona possiamo cambiare le cose.<br \/>\nSenza alcuna violenza, e senza indifferenza.<br \/>\nPerch\u00e8 l&#039;indifferenza \u00e8 violenza. Ne uccide pi\u00f9 l&#039;indifferenza che la spada.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la &quot;mission&quot; di un eroe. 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