{"id":254,"date":"2010-10-08T10:35:45","date_gmt":"2010-10-08T10:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=254"},"modified":"2010-10-08T10:35:45","modified_gmt":"2010-10-08T10:35:45","slug":"57-settimane-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=254","title":{"rendered":"57 settimane dopo"},"content":{"rendered":"<p><em>Marted\u00ec, 5 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>E&#039; strano tornare qui.<\/strong><br \/>\nAncora pi\u00f9 strano passare per quel piazzale dove un anno fa a quest&#039;ora i momenti erano frenetici. Quel piazzale oggi \u00e8 completamente vuoto, non c&#039;\u00e8 nulla.<br \/>\nE&#039; strano come sia possibile affezionarsi a una situazione cos\u00ec entropica e disordinata. Forse proprio perch\u00e8 \u00e8 fuori dall&#039;ordinario, e alla fine ti ritrovi fagocitato dall&#039;emergenza, prigioniero di una situazione estrema e temporanea dalla quale devi uscire prima che termini. Altrimenti succede come ad alcuni volontari, che si ritrovano a sentirsi privi di ogni scopo. E di vita.<\/p>\n<p>Poi ti ritrovi pi\u00f9 di un anno dopo, nello stesso posto. In una casa piena di ricordi di quell&#039;esperienza, e dopo tutto questo tempo riesci finalmente a guardare indietro con un certo distacco quei mesi trascorsi a centinaia di kilometri da casa.<br \/>\nSiamo proprio strani, noi volontari.<br \/>\nForse \u00e8 la sensibilit\u00e0 che ci porta a essere tali, a metterci a disposizione. Forse cerchiamo di sostenere nella fragilit\u00e0 dell&#039;altro anche un p\u00f2 noi stessi. E forse se non ci legassimo cos\u00ec tanto alle persone, e alle situazioni, anche le pi\u00f9 estreme, non riusciremmo a dare davvero una mano.<\/p>\n<p>Oggi sono qui. Rivedo quei mesi in cui abbiamo dato tutto quello che potevamo e quello che eravamo agli sfortunati che quel dannato sei aprile avevano sentito sbriciolarsi la terra sotto i loro piedi. Abbiamo dato il nostro massimo, abbiamo fatto quel che potevamo per rimettere in moto la carretta. Tra sofferenze empatiche, risate, pianti, notti in bianco e momenti da ricordare. Abbiamo donato. Ancora di pi\u00f9 abbiamo ricevuto. E tutto gratuitamente.<\/p>\n<p>Quella frase <em>&quot;&#8230;e cribbio, se siete stati utili.&quot;<\/em> riecheggia ancora fresca nella mente, ti manda avanti, ti porta a cercare di migliorarti per poter dare sempre il meglio. Ti fa vivere.<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_fontanalum.JPG popup=false\/><br \/>\nQui qualcosa si sta muovendo. Map, casette, ne sono sorte di cose. Ma non si deve smettere mai di rimboccarsi le maniche, qui di lavoro da fare ce n&#039;\u00e8 ancora tanto. Tante macerie sono ancora l\u00ec, mi domando se di questo passo rimarranno a futura memoria. Vorrei riuscire a vedere un domani i paesi risorgere, ricostruiti, e non abbandonati a fianco delle New Town sorte come insediamenti temporanei ma che spesso diventano definitivi.<br \/>\nE ricostruire come Dio comanda. Una scossa come quella non dovrebbe mai portare a disastri di questa portata. In Giappone una magnitudo 6 la considerano &quot;una scorreggina&quot;.<\/p>\n<p>Ricordiamocelo, quando costruiamo le nostre case. Non devono crollare per eventi &quot;medi&quot;.<br \/>\nRicordiamocelo, quando ci curiamo della nostra persona. Deve resistere agli urti della vita.<br \/>\nPoi per le situazioni estreme, per le emergenze, allora si ci sono i soccorsi, allora si ci sono i volontari.<br \/>\nMa il primo passo dobbiamo farlo noi. Tutti.<\/p>\n<p><em>&#8212; continua &#8212;<\/em><\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, 6 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>Tra rassegnazione e vittimismo. Ecco quello che vedo.<\/strong><br \/>\nNon sono semplici da distinguere, almeno per me che qui c&#039;ho passato solo un mese l&#039;estate scorsa, e rivedo ora appena scorci di quella che \u00e8 stata l&#039;esperienza.<\/p>\n<p>Centro dell&#039;Aquila. Non \u00e8 molto diverso da come l&#039;ho visto a settembre dell&#039;anno scorso. Hanno aperto una via principale, puoi attraversare la citt\u00e0 da un capo all&#039;altro. Fuori dal centro \u00e8 caotica, pare Milano nell&#039;ora di punta. Un&#039;ora per fare tre km.<br \/>\nMa dentro, \u00e8 una citt\u00e0 fantasma. Si respirano odori di legno, di mattoni, di malta, di smerigliatrici e lame da taglio. Un cantiere, immenso. Si lavora, certo, ma ci vuole tempo per ricostruire una citt\u00e0 antica.<br \/>\nAndrebbe demolito quasi tutto e ricostruito. E&#039; quasi tutto &quot;E&quot;.<br \/>\nPoi ci si mettono i beni culturali, e anche una piastrella diventa inamovibile. E ripartire \u00e8 dura, con un pistone su quattro funzionante&#8230;<br \/>\n<em>&quot;Dove sono finiti i soldi per la ricostruzione? Chi se li \u00e8 mangiati?&quot;<\/em> si chiede un residente, urlando contro l&#039;impresario che gli sta comunicando che deve interrompere i lavori&#8230;<br \/>\n<em>&quot;Le palle a me non sono mica solo cadute come a te, quando son finite a terra si sono pure rotte!&quot;<\/em> impreca un altro che mi ha fermato per avere man forte nel suo lamentarsi.<br \/>\nChe sia rassegnazione, rabbia, o vittimismo, non tocca a me dirlo. So solo che vedo sofferenza.<br \/>\nE una citt\u00e0 che chiss\u00e0 quando ripartir\u00e0.<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_onna.JPG popup=false\/><br \/>\n<strong>Mentalit\u00e0.<\/strong><br \/>\nDiversa da quella nostra del nord, mi dici. Non la senti minimamente casa tua, troppo diversa, troppo eccessiva da quella a cui siamo stati abituati fin da piccoli.<\/p>\n<p>Eppure io non mi sento a casa mia neanche a Cittadella. Se non avessi quelle quattro-cinque amicizie che mi legano a quel paesello, che spero rimangano salde anche nel futuro, la mia dipartita ci sarebbe stata e di sicuro neanche poco tempo fa.<br \/>\nTroppo individualismo, l&#039;altruismo neanche si sa cosa sia, il volontariato \u00e8 roba da deboli, il discriminare e l&#039;emarginare il diverso \u00e8 la norma. Se poi uno ha una sfortuna, si, poverino qua e l\u00e0, ma poi&#8230; cazzi suoi.<br \/>\nA me qui non pare cos\u00ec pessima, la mentalit\u00e0. Ma \u00e8 anche vero che io qui non ci ho mai vissuto veramente. Il COM era una realt\u00e0 parallela, eccezionale, non \u00e8 il mondo.<br \/>\nA Padova&#8230; ho trovato per ora la mia casa. Non ti guardi in cagnesco passando per la strada, saluti e puoi stringere amicizia anche con sconosciuti, non si soffre la fame d&#039;aria che provo invece quando torno al Pozzetto.<br \/>\nSar\u00f2 anche difficile, avr\u00f2 anche delle pretese non da poco&#8230; ma un posto dove mi sento a mio agio c&#039;ho messo 27 anni a trovarlo.<br \/>\nEd \u00e8 provvisorio. Come il COM, io la citt\u00e0 di Padova non la sto vivendo veramente. Vivo l&#039;Universit\u00e0, vivo determinate situazioni, ma non il mondo in cui vivo nel suo complesso. E inevitabilmente finir\u00e0, come tutte le esperienze di passaggio.<br \/>\nMa se non altro, in questo periodo sto definendo dove e come non voglio passare la mia vita. Con che persone non sento di volerla condividere. C&#039;\u00e8 tutto il resto, per\u00f2. E di sicuro il mio posto c&#039;\u00e8.<\/p>\n<p><em>&#8212; continua &#8212;<\/em><\/p>\n<p><strong>Son tornato in centro storico.<\/strong><br \/>\nQualcuno ha spostato delle transenne, e mi ritrovo in piena zona rossa. Chiedo informazioni a una persona del posto che incrocio l\u00ec&#8230; anche lui era finito l\u00ec per sbaglio, ci mettiamo a chiaccherare&#8230; Gli spiego che l&#039;anno scorso ero stato gi\u00f9 un mese come volontario, mi racconta di come vanno le cose qui. Mi dice di portare le foto che sto facendo ai miei amici, non di fornire una &quot;versione&quot; della realt\u00e0 ma di portare testimonianze innegabili dello stato delle cose.<br \/>\nIl giorno prima aveva appeso alle transenne un articolo preso da internet, nel quale Berlusconi intervistato da Le Figaro, spiegava ai francesi come in meno di un anno fosse stata ricostruita una citt\u00e0 intera.<br \/>\nLe foto parlano da sole&#8230;<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_centro.JPG popup=false\/><br \/>\nE&#039; vero, \u00e8 stato fatto tanto. Mi ha infinitamente ringraziato, e con me simbolicamente tutti i volontari, per tutto l&#039;impegno che ci abbiamo messo. Ci \u00e8 grato, come tutti gli aquilani. Ma il peggio \u00e8 venuto dopo.<br \/>\nQuando l&#039;emergenza \u00e8 finita e tutti son tornati a casa, l&#039;Aquila \u00e8 ripiombata nell&#039;oblio. Dimenticata da tutti. In effetti, se non ne parlo io con gli amici, nessuno pi\u00f9 si ricorda da s\u00e8 di cos&#039;\u00e8 successo qui il 6 aprile 2009.<br \/>\nMi correggo, DAL 6 aprile.<br \/>\nL&#039;emergenza non \u00e8 mai finita. La gente \u00e8 nelle CASE, nei MAP, bellissimi pure, ma tra costruire e RI-costruire c&#039;\u00e8 una bella differenza.<br \/>\nLa citt\u00e0 non \u00e8 stata ricostruita. Ne \u00e8 stata costruita un&#039;altra. Una new town.<br \/>\nMa era davvero quello che la gente voleva? Sono davvero sistemazioni provvisorie?<br \/>\nLa burocrazia continua a bloccare tutti i lavori. I beni culturali pure.<br \/>\nE nel centro si lavora non per ricostruire o demolire. Ma per mettere in sicurezza, per puntellare. Ancora oggi.<br \/>\nQuesto mi ha raccontato, offrendomi un caff\u00e8.<br \/>\nE mi chiedo&#8230; se un tale evento succedesse su al nord&#8230;<br \/>\nDavvero ricostruiremmo tutto in tempo record, come ci vantiamo di poter fare?<br \/>\nDavvero le nostre case resterebbero perfettamente intatte?<br \/>\nDavvero saremmo cos\u00ec grati ai volontari rimasti a disposizione per mesi e mesi?<\/p>\n<p>Ho molti dubbi al proposito.<br \/>\nNon sputo sul piatto dove mangio, ma nemmeno su quello del mio vicino.<\/p>\n<p><em><strong>&quot;L&#039;essenziale<\/strong> \u00e8 riuscire ad avere qualche cosa di buono da fare<br \/>\no almeno da dire<br \/>\nper non restare a guardare.<br \/>\nL&#039;essenziale \u00e8 provare a dare il meglio<br \/>\nperch\u00e8 a dare il peggio c&#039;\u00e8 sempre tempo.<br \/>\nE infatti come vedi \u00e8 tornato l&#039;inverno&#8230;<\/p>\n<p>L&#039;essenziale \u00e8 provare a fare in modo di avere sempre qualcosa in cui credi<br \/>\nda inseguire<br \/>\nper non restare a piedi.<br \/>\nL&#039;essenziale \u00e8 riuscire a dare forma anche a quello che ti sembra assurdo<br \/>\ne se pensi al futuro<br \/>\nnon tutto \u00e8 perduto.&quot;<\/p>\n<p>Tiromancino, L&#039;essenziale<\/p>\n<p>&#8212; continua &#8212;<\/p>\n<p>Gioved\u00ec, 7 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>Eccomi tornato.<\/strong><br \/>\nChe dire&#8230; ho scritto molto, ma avrei dovuto essere ancora pi\u00f9 prolisso.<br \/>\nNon bastano queste righe a descrivere tutto quello che ho provato in questo breve viaggio a l&#039;Aquila.<br \/>\nAnche stavolta, appena dopo esser partito, mi \u00e8 scesa una lacrima. Mi mancheranno questi posti e le persone conosciute.<br \/>\nSar\u00f2 un sentimentale&#8230; ma ne vado fiero.<\/p>\n<p>Ora&#8230; \u00e8 tempo di riflessioni. Ci saranno molte decisioni da prendere nell&#039;immediato futuro.<br \/>\nAlcune di poco conto, altre definitive.<br \/>\nIl rivedere un posto lontano ma a cui sei comunque legato, le riflessioni condivise con Stefy, i discorsi con le persone conosciute in questi giorni, mi hanno portato a delle considerazioni. Sul come si vivono situazioni estreme, su come possono coinvolgerci. Su come dobbiamo comunque uscirne, se vogliamo andare avanti. Sulle infinite mentalit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>Sulle affinit\u00e0. E qui i sogni si fan sentire&#8230;<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_marmore.JPG popup=false\/><br \/>\nNon \u00e8 facile trovare una persona che ti sia cos\u00ec affine. Pensi di averla trovata, e poi ogni giorno che passa ti rendi conto che non \u00e8 cos\u00ec e che anzi le differenze si fanno via via inconciliabili.<br \/>\nCompromessi, per andare avanti&#8230; o ricerca?<br \/>\nVedremo. Se non altro ora ho le idee molto pi\u00f9 chiare.<\/p>\n<p>I viaggi vanno vissuti. E condivisi.<br \/>\nAnche con quella parte di te che nascondi anche a te stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Marted\u00ec, 5 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>E&#039; strano tornare qui.<\/strong><br \/>\nAncora pi\u00f9 strano passare per quel piazzale dove un anno fa a quest&#039;ora i momenti erano frenetici. Quel piazzale oggi \u00e8 completamente vuoto, non c&#039;\u00e8 nulla.<br \/>\nE&#039; strano come sia possibile affezionarsi a una situazione cos\u00ec entropica e disordinata. 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Rivedo quei mesi in cui abbiamo dato tutto quello che potevamo e quello che eravamo agli sfortunati che quel dannato sei aprile avevano sentito sbriciolarsi la terra sotto i loro piedi. Abbiamo dato il nostro massimo, abbiamo fatto quel che potevamo per rimettere in moto la carretta. Tra sofferenze empatiche, risate, pianti, notti in bianco e momenti da ricordare. Abbiamo donato. Ancora di pi\u00f9 abbiamo ricevuto. E tutto gratuitamente.<\/p>\n<p>Quella frase <em>&quot;&#8230;e cribbio, se siete stati utili.&quot;<\/em> riecheggia ancora fresca nella mente, ti manda avanti, ti porta a cercare di migliorarti per poter dare sempre il meglio. Ti fa vivere.<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_fontanalum.JPG popup=false\/><br \/>\nQui qualcosa si sta muovendo. Map, casette, ne sono sorte di cose. Ma non si deve smettere mai di rimboccarsi le maniche, qui di lavoro da fare ce n&#039;\u00e8 ancora tanto. Tante macerie sono ancora l\u00ec, mi domando se di questo passo rimarranno a futura memoria. Vorrei riuscire a vedere un domani i paesi risorgere, ricostruiti, e non abbandonati a fianco delle New Town sorte come insediamenti temporanei ma che spesso diventano definitivi.<br \/>\nE ricostruire come Dio comanda. Una scossa come quella non dovrebbe mai portare a disastri di questa portata. In Giappone una magnitudo 6 la considerano &quot;una scorreggina&quot;.<\/p>\n<p>Ricordiamocelo, quando costruiamo le nostre case. Non devono crollare per eventi &quot;medi&quot;.<br \/>\nRicordiamocelo, quando ci curiamo della nostra persona. Deve resistere agli urti della vita.<br \/>\nPoi per le situazioni estreme, per le emergenze, allora si ci sono i soccorsi, allora si ci sono i volontari.<br \/>\nMa il primo passo dobbiamo farlo noi. Tutti.<\/p>\n<p><em>&#8212; continua &#8212;<\/em><\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, 6 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>Tra rassegnazione e vittimismo. Ecco quello che vedo.<\/strong><br \/>\nNon sono semplici da distinguere, almeno per me che qui c&#039;ho passato solo un mese l&#039;estate scorsa, e rivedo ora appena scorci di quella che \u00e8 stata l&#039;esperienza.<\/p>\n<p>Centro dell&#039;Aquila. Non \u00e8 molto diverso da come l&#039;ho visto a settembre dell&#039;anno scorso. Hanno aperto una via principale, puoi attraversare la citt\u00e0 da un capo all&#039;altro. Fuori dal centro \u00e8 caotica, pare Milano nell&#039;ora di punta. Un&#039;ora per fare tre km.<br \/>\nMa dentro, \u00e8 una citt\u00e0 fantasma. Si respirano odori di legno, di mattoni, di malta, di smerigliatrici e lame da taglio. Un cantiere, immenso. Si lavora, certo, ma ci vuole tempo per ricostruire una citt\u00e0 antica.<br \/>\nAndrebbe demolito quasi tutto e ricostruito. E&#039; quasi tutto &quot;E&quot;.<br \/>\nPoi ci si mettono i beni culturali, e anche una piastrella diventa inamovibile. 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Se non avessi quelle quattro-cinque amicizie che mi legano a quel paesello, che spero rimangano salde anche nel futuro, la mia dipartita ci sarebbe stata e di sicuro neanche poco tempo fa.<br \/>\nTroppo individualismo, l&#039;altruismo neanche si sa cosa sia, il volontariato \u00e8 roba da deboli, il discriminare e l&#039;emarginare il diverso \u00e8 la norma. Se poi uno ha una sfortuna, si, poverino qua e l\u00e0, ma poi&#8230; cazzi suoi.<br \/>\nA me qui non pare cos\u00ec pessima, la mentalit\u00e0. Ma \u00e8 anche vero che io qui non ci ho mai vissuto veramente. Il COM era una realt\u00e0 parallela, eccezionale, non \u00e8 il mondo.<br \/>\nA Padova&#8230; ho trovato per ora la mia casa. 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Mi dice di portare le foto che sto facendo ai miei amici, non di fornire una &quot;versione&quot; della realt\u00e0 ma di portare testimonianze innegabili dello stato delle cose.<br \/>\nIl giorno prima aveva appeso alle transenne un articolo preso da internet, nel quale Berlusconi intervistato da Le Figaro, spiegava ai francesi come in meno di un anno fosse stata ricostruita una citt\u00e0 intera.<br \/>\nLe foto parlano da sole&#8230;<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_centro.JPG popup=false\/><br \/>\nE&#039; vero, \u00e8 stato fatto tanto. Mi ha infinitamente ringraziato, e con me simbolicamente tutti i volontari, per tutto l&#039;impegno che ci abbiamo messo. Ci \u00e8 grato, come tutti gli aquilani. Ma il peggio \u00e8 venuto dopo.<br \/>\nQuando l&#039;emergenza \u00e8 finita e tutti son tornati a casa, l&#039;Aquila \u00e8 ripiombata nell&#039;oblio. Dimenticata da tutti. 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Ancora oggi.<br \/>\nQuesto mi ha raccontato, offrendomi un caff\u00e8.<br \/>\nE mi chiedo&#8230; se un tale evento succedesse su al nord&#8230;<br \/>\nDavvero ricostruiremmo tutto in tempo record, come ci vantiamo di poter fare?<br \/>\nDavvero le nostre case resterebbero perfettamente intatte?<br \/>\nDavvero saremmo cos\u00ec grati ai volontari rimasti a disposizione per mesi e mesi?<\/p>\n<p>Ho molti dubbi al proposito.<br \/>\nNon sputo sul piatto dove mangio, ma nemmeno su quello del mio vicino.<\/p>\n<p><em><strong>&quot;L&#039;essenziale<\/strong> \u00e8 riuscire ad avere qualche cosa di buono da fare<br \/>\no almeno da dire<br \/>\nper non restare a guardare.<br \/>\nL&#039;essenziale \u00e8 provare a dare il meglio<br \/>\nperch\u00e8 a dare il peggio c&#039;\u00e8 sempre tempo.<br \/>\nE infatti come vedi \u00e8 tornato l&#039;inverno&#8230;<\/p>\n<p>L&#039;essenziale \u00e8 provare a fare in modo di avere sempre qualcosa in cui credi<br \/>\nda inseguire<br \/>\nper non restare a piedi.<br \/>\nL&#039;essenziale \u00e8 riuscire a dare forma anche a quello che ti sembra assurdo<br \/>\ne se pensi al futuro<br \/>\nnon tutto \u00e8 perduto.&quot;<\/p>\n<p>Tiromancino, L&#039;essenziale<\/p>\n<p>&#8212; continua &#8212;<\/p>\n<p>Gioved\u00ec, 7 ottobre 2010<\/em><br \/>\n<strong>Eccomi tornato.<\/strong><br \/>\nChe dire&#8230; ho scritto molto, ma avrei dovuto essere ancora pi\u00f9 prolisso.<br \/>\nNon bastano queste righe a descrivere tutto quello che ho provato in questo breve viaggio a l&#039;Aquila.<br \/>\nAnche stavolta, appena dopo esser partito, mi \u00e8 scesa una lacrima. Mi mancheranno questi posti e le persone conosciute.<br \/>\nSar\u00f2 un sentimentale&#8230; ma ne vado fiero.<\/p>\n<p>Ora&#8230; \u00e8 tempo di riflessioni. Ci saranno molte decisioni da prendere nell&#039;immediato futuro.<br \/>\nAlcune di poco conto, altre definitive.<br \/>\nIl rivedere un posto lontano ma a cui sei comunque legato, le riflessioni condivise con Stefy, i discorsi con le persone conosciute in questi giorni, mi hanno portato a delle considerazioni. Sul come si vivono situazioni estreme, su come possono coinvolgerci. Su come dobbiamo comunque uscirne, se vogliamo andare avanti. Sulle infinite mentalit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>Sulle affinit\u00e0. E qui i sogni si fan sentire&#8230;<br \/>\n<img src=images\/AQ2010_marmore.JPG popup=false\/><br \/>\nNon \u00e8 facile trovare una persona che ti sia cos\u00ec affine. Pensi di averla trovata, e poi ogni giorno che passa ti rendi conto che non \u00e8 cos\u00ec e che anzi le differenze si fanno via via inconciliabili.<br \/>\nCompromessi, per andare avanti&#8230; o ricerca?<br \/>\nVedremo. Se non altro ora ho le idee molto pi\u00f9 chiare.<\/p>\n<p>I viaggi vanno vissuti. E condivisi.<br \/>\nAnche con quella parte di te che nascondi anche a te stesso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/254"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=254"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/254\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}