{"id":249,"date":"2010-08-06T12:40:53","date_gmt":"2010-08-06T12:40:53","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=249"},"modified":"2010-08-06T12:40:53","modified_gmt":"2010-08-06T12:40:53","slug":"ruoli,-scelte-e-addii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=249","title":{"rendered":"Ruoli, scelte e addii"},"content":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 un filo conduttore. Mi dedico agli hobby, studio per gli esami di settembre teorie che condivido in parte, affronto quotidianamente le situazioni pi\u00f9 comuni e mi ritrovo davanti quelle pi\u00f9 strampalate, e tutto mi rimanda in ogni momento al discorso sul ruolo. Quello scelto, e quello che ti obbligano in alcuni casi a interpretare.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa c&#039;\u00e8 stato lo strappo definitivo di Fini dal silvio. La maiuscola e la minuscola non sono casuali&#8230;<br \/>\nGianfranco ha osato, ha reclamato la sua capacit\u00e0 di scegliere da solo, di pensare con la sua testa, di essere dissidente se non si trova d&#039;accordo su qualche decisione. Ed ecco, \u00e8 stato additato dal duce come un traditore, \u00e8 stato sbattuto fuori dal partito, fuori dalla casa che anche lui aveva contribuito a costruire. Non mi ritengo certamente di destra, anzi, ma egli ha certamente il mio rispetto e la mia stima.<br \/>\nHa osato, ha avuto il coraggio di andare contro il suo &quot;dover essere&quot; fedele alla linea del generale.<br \/>\nEd \u00e8 stato denigrato, descritto come un traditore, un mentecatto.<br \/>\nMi pare di ricordare che la stessa cosa sia successa qui, nel mio paesello, circa un anno e mezzo fa.<br \/>\nE mi pare di ricordare come sia andata a finire, per quel ducetto che ha confuso l&#039;amicizia con il servilismo.<br \/>\nManca poco all&#039;anniversario del nostro piccolo &quot;Indipendence Day&quot;. Mi auguro che la storia si ripeta anche nel frangente della politica. <\/p>\n<p>In questi stessi giorni mi sto domandando come ho fatto a nascere.<br \/>\nNo, seriamente: la nascita non \u00e8 solamente un fatto biologico. Le capacit\u00e0 di ragionamento, di scelta, da dove saltano fuori? Da una semplice fusione di due cellule? Dal caso della genetica, dalla fredda logica della chimica?<br \/>\nE il mio coraggio di andare contro, di prendere sberle perch\u00e8 ho il difetto di pensare e soprattutto di parlare, da dove salta fuori?<br \/>\nMi viene difficile pensare che possano essere frutto dell&#039;educazione in casa. Il mio modello maschile da bambino lo trasformavo in una pecora, tanto per capirsi. E vedere che oggi, quando ci sono scelte difficili da farsi, si preferisce obbedire piuttosto che portare avanti le proprie convinzioni, limitandosi al massimo a sbraitare senza tregua, non pu\u00f2 che rattristarmi.<br \/>\nCredo che in ogni democrazia, e la casa dovrebbe esserne il primo esempio, le decisioni e le scelte debbano essere concordate. Senza che ci sia sempre uno che tace e acconsente, o uno che urla ma alla fine si adegua senza far nulla.<br \/>\nE&#039; possibile, che nella situazione che dovrebbe essere il prototipo della vita comunitaria, la situazione sia invece di chi impone le proprie decisioni, e di chi preferisce passare le giornate a lamentarsi e nulla pi\u00f9? Dove \u00e8 finito il dialogo, la condivisione, la democrazia?<br \/>\nE&#039; possibile che sia necessario arrivare ad atti estremi per poter riaffermare il proprio diritto a &quot;poter essere&quot;?<br \/>\n<img src=images\/uomo_col_ciuccio.jpg popup=false\/><br \/>\nSuperare i limiti. Certi limiti non dovremmo mai superarli.<br \/>\nNe va del nostro essere uomini. Salta l&#039;ultima frontiera che ci divide dal mondo animale.<br \/>\nMa il limite \u00e8 anche un altro: quello che dovremmo riconoscere riguardo le nostre competenze, quando cerchiamo di riaffermare i nostri diritti.<br \/>\nI nostri, e quelli degli altri.<\/p>\n<p>E&#039; il confine tra l&#039;interesse e l&#039;ingerenza.<br \/>\nE&#039; lecito oltrepassarlo, in alcuni casi?<br \/>\nSecondo me la domanda \u00e8 sbagliata. Non \u00e8 &quot;se sia lecito&quot;, ma piuttosto &quot;come&quot; oltrepassarlo, senza ledere la libert\u00e0 altrui.<br \/>\nDa una canzone: <em><strong>&quot;One love, one blood, one life: you got to do what you should&quot;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>C&#039;\u00e8 una cosa, che abbiamo sempre il diritto di poter fare: dire la nostra.<br \/>\nL&#039;altro potr\u00e0 sempre pensare di buttarsi dal ponte, se proprio lo vuole. Ma pu\u00f2 essere che l&#039;ascoltare il parere di un altro lo porti a cambiare idea. Certo, \u00e8 difficile accettare che una persona a cui tieni voglia fare quel balzo, e finire in un burrone, che tra l&#039;altro ha gi\u00e0 visitato molto bene. Ma chi sono io per negargli la libert\u00e0 di decidere della propria vita?<br \/>\nOltretutto l&#039;altro pu\u00f2 non ascoltare i tuoi appelli. Pu\u00f2 fare orecchie da mercante, ritenendoti un ebete, oppure pu\u00f2 far finta in buona fede di ascoltarti, rimanendo per\u00f2 della sua idea, accecato dalle proprie emozioni, o peggio da quelle che qualcuno gli ha messo dentro.<\/p>\n<p>In tali casi, la spinta a un&#039;azione di forza \u00e8 fortissima. Bisogna salvarlo, bisogna impedigli di buttarsi di sotto.<br \/>\nE infatti le autorit\u00e0 varie si prendono il diritto di &quot;TSO&quot;, trattamento sanitario obbligatorio. Che poi sia sanitario o meno, \u00e8 ininfluente&#8230; Si limita la libert\u00e0 dell&#039;altro di suicidarsi. Perch\u00e8 si presuppone che sia andato fuori di testa, e che la ragione sia altrove.<br \/>\nGli eroi fanno la stessa cosa. C&#039;\u00e8 uno che vuole buttarsi da un palazzo, e Mr.Incredible lo salva.<br \/>\nE si piglia una condanna per avergli impedito di farlo.<\/p>\n<p>E allora, fermarsi o andare oltre, sperando che un domani l&#039;altro capisca?<br \/>\nTale scelta \u00e8 un nostro atto di libert\u00e0, nel momento in cui ci accorgiamo che l&#039;altro sta facendo una cazzata enorme.<br \/>\n<img src=images\/spettatore2.jpg popup=false\/><br \/>\nCome posso stare a guardare una democrazia sfaldarsi, disintegrarsi sotto il bombardamento mediatico, e rimanere fedele al mio signore e padrone, leader indiscusso del mio partito, senza nemmeno riprendermi il diritto di dissenso?<br \/>\nCome posso stare a guardare una famiglia annientarsi, sotto il peso di alcune decisioni pesanti da prendere, sotto il peso di alcune situazioni che si decide di non affrontare per non creare dispiaceri, lasciandola agonizzare fino all&#039;inevitabile fine, senza provare in tutti i modi a far comprendere che avanti cos\u00ec non si pu\u00f2 andare?<br \/>\nCome posso stare a guardare amici che si buttano in avventure che sanno gi\u00e0 come andranno a finire, che dovrebbero aver imparato a gestire proprio per le pedate gi\u00e0 prese, senza nemmeno metterli in guardia di fronte all&#039;imminente fregatura che stanno prendendo?<\/p>\n<p>Sono situazioni precise quelle a che ho in mente. Non c&#039;\u00e8 alcuna generalizzazione, se non nelle parole.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che comincio ad essere stanco. Stanco di fare l&#039;unica cosa che posso fare senza ledere la libert\u00e0 altrui, cio\u00e8 parlare.<br \/>\nSpecie se non si \u00e8 ascoltati, specie se vedo che si viene rapiti dal lato emotivo e quel &quot;grano salis&quot; proprio non lo si vuol usare.<br \/>\nE di fronte a tale situazione, e a tale esaurimento di risorse, le alternative si riducono a due. Agire di forza, o allontanarsi da quelle persone che si fanno male e mi fanno quindi star male, lasciandole a loro stesse.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una scelta facile. Sarei propenso per la seconda, ma il legame con loro mi riporta alla prima.<br \/>\nAd alcuni moller\u00f2 un sonoro ceffone, sperando in un brusco risveglio. Altri li saluter\u00f2 definitivamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 un filo conduttore. Mi dedico agli hobby, studio per gli esami di settembre teorie che condivido in parte, affronto quotidianamente le situazioni pi\u00f9 comuni e mi ritrovo davanti quelle pi\u00f9 strampalate, e tutto mi rimanda in ogni momento al discorso sul ruolo. Quello scelto, e quello che ti obbligano in alcuni casi a interpretare.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa c&#039;\u00e8 stato lo strappo definitivo di Fini dal silvio. La maiuscola e la minuscola non sono casuali&#8230;<br \/>\nGianfranco ha osato, ha reclamato la sua capacit\u00e0 di scegliere da solo, di pensare con la sua testa, di essere dissidente se non si trova d&#039;accordo su qualche decisione. Ed ecco, \u00e8 stato additato dal duce come un traditore, \u00e8 stato sbattuto fuori dal partito, fuori dalla casa che anche lui aveva contribuito a costruire. Non mi ritengo certamente di destra, anzi, ma egli ha certamente il mio rispetto e la mia stima.<br \/>\nHa osato, ha avuto il coraggio di andare contro il suo &quot;dover essere&quot; fedele alla linea del generale.<br \/>\nEd \u00e8 stato denigrato, descritto come un traditore, un mentecatto.<br \/>\nMi pare di ricordare che la stessa cosa sia successa qui, nel mio paesello, circa un anno e mezzo fa.<br \/>\nE mi pare di ricordare come sia andata a finire, per quel ducetto che ha confuso l&#039;amicizia con il servilismo.<br \/>\nManca poco all&#039;anniversario del nostro piccolo &quot;Indipendence Day&quot;. Mi auguro che la storia si ripeta anche nel frangente della politica. <\/p>\n<p>In questi stessi giorni mi sto domandando come ho fatto a nascere.<br \/>\nNo, seriamente: la nascita non \u00e8 solamente un fatto biologico. Le capacit\u00e0 di ragionamento, di scelta, da dove saltano fuori? Da una semplice fusione di due cellule? Dal caso della genetica, dalla fredda logica della chimica?<br \/>\nE il mio coraggio di andare contro, di prendere sberle perch\u00e8 ho il difetto di pensare e soprattutto di parlare, da dove salta fuori?<br \/>\nMi viene difficile pensare che possano essere frutto dell&#039;educazione in casa. Il mio modello maschile da bambino lo trasformavo in una pecora, tanto per capirsi. E vedere che oggi, quando ci sono scelte difficili da farsi, si preferisce obbedire piuttosto che portare avanti le proprie convinzioni, limitandosi al massimo a sbraitare senza tregua, non pu\u00f2 che rattristarmi.<br \/>\nCredo che in ogni democrazia, e la casa dovrebbe esserne il primo esempio, le decisioni e le scelte debbano essere concordate. Senza che ci sia sempre uno che tace e acconsente, o uno che urla ma alla fine si adegua senza far nulla.<br \/>\nE&#039; possibile, che nella situazione che dovrebbe essere il prototipo della vita comunitaria, la situazione sia invece di chi impone le proprie decisioni, e di chi preferisce passare le giornate a lamentarsi e nulla pi\u00f9? Dove \u00e8 finito il dialogo, la condivisione, la democrazia?<br \/>\nE&#039; possibile che sia necessario arrivare ad atti estremi per poter riaffermare il proprio diritto a &quot;poter essere&quot;?<br \/>\n<img src=images\/uomo_col_ciuccio.jpg popup=false\/><br \/>\nSuperare i limiti. Certi limiti non dovremmo mai superarli.<br \/>\nNe va del nostro essere uomini. Salta l&#039;ultima frontiera che ci divide dal mondo animale.<br \/>\nMa il limite \u00e8 anche un altro: quello che dovremmo riconoscere riguardo le nostre competenze, quando cerchiamo di riaffermare i nostri diritti.<br \/>\nI nostri, e quelli degli altri.<\/p>\n<p>E&#039; il confine tra l&#039;interesse e l&#039;ingerenza.<br \/>\nE&#039; lecito oltrepassarlo, in alcuni casi?<br \/>\nSecondo me la domanda \u00e8 sbagliata. Non \u00e8 &quot;se sia lecito&quot;, ma piuttosto &quot;come&quot; oltrepassarlo, senza ledere la libert\u00e0 altrui.<br \/>\nDa una canzone: <em><strong>&quot;One love, one blood, one life: you got to do what you should&quot;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>C&#039;\u00e8 una cosa, che abbiamo sempre il diritto di poter fare: dire la nostra.<br \/>\nL&#039;altro potr\u00e0 sempre pensare di buttarsi dal ponte, se proprio lo vuole. Ma pu\u00f2 essere che l&#039;ascoltare il parere di un altro lo porti a cambiare idea. Certo, \u00e8 difficile accettare che una persona a cui tieni voglia fare quel balzo, e finire in un burrone, che tra l&#039;altro ha gi\u00e0 visitato molto bene. Ma chi sono io per negargli la libert\u00e0 di decidere della propria vita?<br \/>\nOltretutto l&#039;altro pu\u00f2 non ascoltare i tuoi appelli. Pu\u00f2 fare orecchie da mercante, ritenendoti un ebete, oppure pu\u00f2 far finta in buona fede di ascoltarti, rimanendo per\u00f2 della sua idea, accecato dalle proprie emozioni, o peggio da quelle che qualcuno gli ha messo dentro.<\/p>\n<p>In tali casi, la spinta a un&#039;azione di forza \u00e8 fortissima. Bisogna salvarlo, bisogna impedigli di buttarsi di sotto.<br \/>\nE infatti le autorit\u00e0 varie si prendono il diritto di &quot;TSO&quot;, trattamento sanitario obbligatorio. Che poi sia sanitario o meno, \u00e8 ininfluente&#8230; Si limita la libert\u00e0 dell&#039;altro di suicidarsi. Perch\u00e8 si presuppone che sia andato fuori di testa, e che la ragione sia altrove.<br \/>\nGli eroi fanno la stessa cosa. C&#039;\u00e8 uno che vuole buttarsi da un palazzo, e Mr.Incredible lo salva.<br \/>\nE si piglia una condanna per avergli impedito di farlo.<\/p>\n<p>E allora, fermarsi o andare oltre, sperando che un domani l&#039;altro capisca?<br \/>\nTale scelta \u00e8 un nostro atto di libert\u00e0, nel momento in cui ci accorgiamo che l&#039;altro sta facendo una cazzata enorme.<br \/>\n<img src=images\/spettatore2.jpg popup=false\/><br \/>\nCome posso stare a guardare una democrazia sfaldarsi, disintegrarsi sotto il bombardamento mediatico, e rimanere fedele al mio signore e padrone, leader indiscusso del mio partito, senza nemmeno riprendermi il diritto di dissenso?<br \/>\nCome posso stare a guardare una famiglia annientarsi, sotto il peso di alcune decisioni pesanti da prendere, sotto il peso di alcune situazioni che si decide di non affrontare per non creare dispiaceri, lasciandola agonizzare fino all&#039;inevitabile fine, senza provare in tutti i modi a far comprendere che avanti cos\u00ec non si pu\u00f2 andare?<br \/>\nCome posso stare a guardare amici che si buttano in avventure che sanno gi\u00e0 come andranno a finire, che dovrebbero aver imparato a gestire proprio per le pedate gi\u00e0 prese, senza nemmeno metterli in guardia di fronte all&#039;imminente fregatura che stanno prendendo?<\/p>\n<p>Sono situazioni precise quelle a che ho in mente. Non c&#039;\u00e8 alcuna generalizzazione, se non nelle parole.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che comincio ad essere stanco. Stanco di fare l&#039;unica cosa che posso fare senza ledere la libert\u00e0 altrui, cio\u00e8 parlare.<br \/>\nSpecie se non si \u00e8 ascoltati, specie se vedo che si viene rapiti dal lato emotivo e quel &quot;grano salis&quot; proprio non lo si vuol usare.<br \/>\nE di fronte a tale situazione, e a tale esaurimento di risorse, le alternative si riducono a due. Agire di forza, o allontanarsi da quelle persone che si fanno male e mi fanno quindi star male, lasciandole a loro stesse.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una scelta facile. Sarei propenso per la seconda, ma il legame con loro mi riporta alla prima.<br \/>\nAd alcuni moller\u00f2 un sonoro ceffone, sperando in un brusco risveglio. 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