{"id":248,"date":"2010-07-25T01:05:20","date_gmt":"2010-07-25T01:05:20","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=248"},"modified":"2010-07-25T01:05:20","modified_gmt":"2010-07-25T01:05:20","slug":"incatenati-a-un-ruolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=248","title":{"rendered":"Incatenati a un ruolo"},"content":{"rendered":"<p>Dunque.<br \/>\nLa sessione di esami \u00e8 finita ormai da due settimane, \u00e8 andata decisamente bene, mi sto riposando, martedi si ricomincia a studiare per gli esami di settembre e a scrivere la tesi, che voglio sia non una normale tesi di laurea ma qualcosa che &quot;rompa&quot; gli schemi e che soprattutto serva a qualcuno.<br \/>\nQuindi, com&#039;\u00e8 che \u00e8 un mese che non scrivo niente?<br \/>\nDovevo riordinare le idee, riflettere, pensare. Esattamente quello che tanti evitano di fare perch\u00e8 &quot;\u00e8 difficile&quot; ed \u00e8 meglio affidarsi al mare della casualit\u00e0 della vita senza decidere nemmeno come orientare le vele.<\/p>\n<p>Quante cose sono successe in un mese&#8230; Sono tornato al mio paesello, sto finalmente vivendo una estate con i miei amici ritrovati&#8230; quante persone mi si sono appoggiate alla spalla chiedendomi un supporto e di potersi sfogare&#8230; quante persone stanno cambiando, stanno trovando la forza di ridisegnare la loro vita riprendendola in mano dal punto in cui avevano smesso di vivere continuando pur a esistere&#8230; e quante persone trovano ancora interessante ripercorrere la stessa strada che hanno gi\u00e0 fatto, sperando che porti a una destinazione diversa da quella precedente&#8230;<br \/>\nMa una strada non cambia. E&#039; quella, parte da X e arriva a Y. Se la ripercorri pari pari, puoi arrivare solo a quella Y che hai gi\u00e0 visitato. Puoi fare solo una scelta, cambiare strada. Cambiare ruolo.<\/p>\n<p>Ho inserito come chiave di ricerca &quot;giochi di ruolo&quot; perch\u00e8 volevo metterlo come titolo, e sono arrivato a [url=http:\/\/iow.no-ip.com\/index.php?entry=entry100102-190254]QUESTO[\/url] post. Da rileggere, se non si ricorda il contenuto&#8230; Incredibile come alcuni passaggi siano attualissimi come se li avessi pensati due minuti fa in macchina, e invece li ho scritti come augurio di buon anno.<\/p>\n<p><em>&quot;Mai provata la sensazione di non avere nessuno scopo? Di non sapere dove stai andando? Di trovarsi in mezzo a un mare, in balia delle onde, senza intravedere lontanamente la terraferma?<br \/>\nIdentit\u00e0. Sai veramente chi sei? Sai veramente cosa ci fai qui?&quot;<\/em><\/p>\n<p>Sto pensando a quella persona che qualche settimana fa mi ha chiesto di dirle che \u00e8 depressa. Cio\u00e8, aveva gi\u00e0 scelto, aveva gi\u00e0 deciso il suo ruolo di malato, e voleva una conferma. Cosa mi costava dirle &quot;si, sei depressa!&quot;?<br \/>\nE l&#039;ho fatto, conscio che era quello che in quel momento serviva. Ma spiegando che non \u00e8 cos\u00ec. Che \u00e8 un ruolo terribile, una scelta drammatica, e contemporaneamente una diagnosi incatenante che se presa nel modo sbagliato altro non fa che giustificare la condizione e renderla immodificabile.<br \/>\nLa domanda non \u00e8 sai veramente chi sei, cosa ci fai qui. La domanda deve essere &quot;chi vuoi essere?&quot;.<br \/>\nO piuttosto una esortazione: CAZZO, DECIDI CHI VUOI ESSERE, e che sia la volta buona!!<\/p>\n<p>Perch\u00e8 abbiamo il diritto e il dovere di decidere chi vogliamo essere.<br \/>\nSe non ce lo concedono, abbiamo il diritto di lottare per conquistarcelo.<br \/>\nMa abbiamo anche il dovere di farlo, altrimenti abdichiamo a noi stessi nella nostra totalit\u00e0.<\/p>\n<p>E qui mi ricollego a tantissime altre situazioni che vedo giorno dopo giorno&#8230; specie tra i miei coetanei.<br \/>\nNel momento in cui dici &quot;sono fatto cos\u00ec&quot;, vuol dire che ti va bene, e basta. Altrimenti lo cambi! Non \u00e8 impossibile cambiare, anzi, se lo vogliamo ma ci giustifichiamo dietro il &quot;sono fatto cos\u00ec&quot;, ti metti in prigione da solo, e ti condanni a ripetere a vita la strada gi\u00e0 percorsa, gli errori del passato, le disavventure che hai subito. E non si parla di ripeterle una, due, cento volte. Ma all&#039;infinito, per sempre.<br \/>\nNon mi pare una grande scelta&#8230;<br \/>\n<img src=images\/rematori_in_catene.jpg popup=false\/><br \/>\nGli psicoanalisti la chiamano &quot;coazione a ripetere&quot;. Tentativo di ripercorrere la stessa strada per cambiarne la destinazione. Ma non siamo in un sogno, la destinazione non cambia con un abracadabra. Rimane quella.<br \/>\nIo lo considero un ruolo scelto, disfunzionale. E&#039; una scelta, lecita per carit\u00e0. Ma non pensare di essere Mago Merlino, perch\u00e8 che il lupo diventi amico dei tre porcellini succede solo nella fiaba pi\u00f9 stramba di questa terra. E nemmeno in quella originale che ci raccontano da bambini.<br \/>\nNon si pu\u00f2 cambiare il mondo magicamente, non si possono forzare le persone a essere come vogliamo noi, come se nel momento in cui le vedessimo in un certo modo esse si trasformassero da Ranocchi a Principi. Ma possiamo scegliere di accettare che il mondo duro \u00e8 l\u00ec e che quello che possiamo cambiare \u00e8 il nostro modo di rapportarci ad esso.<br \/>\nAppunto decidendo quale \u00e8 il nostro ruolo in un dato frangente, almeno per quello che ci compete.<\/p>\n<p>Quindi&#8230; se hai fatto delle scelte azzardate, se hai fatto spese pazze, preso decisioni d&#039;impeto confidando nel momento propizio, e quel momento \u00e8 passato come ogni altro momento&#8230; O ti giustifichi dicendo &quot;bene, le cose vanno male, mi deprimo e mi butto dal ponte&quot;, o giri le vele e inizi a remare, scegliendo tu la destinazione. Tanto, se ti deprimi e ti butti dal ponte, non \u00e8 che come per magia le cose si sistemeranno. E&#039; una scusa, rimane tale e non serve a star meglio. L&#039;unico modo per star meglio \u00e8 darsi due pedate nel sedere e ripartire. Se poi non ci si riesce, ci penser\u00e0 un amico a farti da bastone per riprendere a camminare, o a darti quelle benedette pedate!<\/p>\n<p>Quindi&#8230; se una storia \u00e8 finita, crogiolarsi nei ricordi e nel tempo andato, come se si potesse bloccare il tempo a prima che quella storia finisse, non funzioner\u00e0. Il tempo non si arrester\u00e0: l&#039;unica cosa che si arrester\u00e0 sarai tu, il tuo tempo, il tuo spazio e tutto il tuo mondo. Ma non saranno il mondo in cui vivi, quello \u00e8 l\u00e0 fuori, e continuer\u00e0 per la sua strada. L&#039;unica scelta funzionale \u00e8: due pedate sul sedere e via, che il mondo non \u00e8 finito, anche se in quei momenti lo pensi. Hai il diritto di continuare a vivere: fallo. E vivere non \u00e8 semplicemente esistere, \u00e8 radicalmente diverso dal vegetare.<\/p>\n<p>Quindi&#8230; se continui a ricadere nelle stesse vecchie situazioni, che dovresti esserti lasciato alle spalle e da cui dovresti esserti vaccinato, vuol dire che in fondo non ti dispiace. Ma se ti dispiace, sapendo che le strade non cambiano destinazione, puoi solo decidere di percorrerne altre. Di cambiare radicalmente. Senza stravolgersi, ma andando a incidere su quegli aspetti di te che ti fanno star male. Nell&#039;infinit\u00e0 delle vie da percorrere, ostinarsi a operare sempre la medesima scelta che si \u00e8 gi\u00e0 rivelata disfunzionale, non porter\u00e0 ad altro che a riprovare la medesima sofferenza. E se non sei un masochista, perch\u00e8 perseveri? <\/p>\n<p>Chi ci ha raccontato da bambino che la vita \u00e8 facile, e ce lo rammenta tutt&#039;ora oggi, come la societ\u00e0 del cazzo in cui viviamo, le fiabe, le veline della televisione, ci ha mentito, ci ha imbrogliato. Tant&#039;\u00e8 che poi riecheggia la frase: e chi ha detto che \u00e8 facile? Nessuno vuole prendersi la responsabilit\u00e0 di questa balla colossale.<br \/>\nNon \u00e8 facile, ma crearsi nel modo migliore per s\u00e8 e per gli altri pu\u00f2 dare la soddisfazione necessaria a trovare ogni giorno la grinta per continuare a vivere ed essere felici, anche quando effettivamente ce ne capitano di tutti i colori. Anche quando il cielo \u00e8 nero e pieno di nubi, pu\u00f2 farci ricordare che dietro a quelle c&#039;\u00e8 comunque il sole, che non \u00e8 vero che il sole &quot;non c&#039;\u00e8&quot;.<\/p>\n<p>Credeteci, non posso dire altro. Non ho doti taumaturgiche n\u00e8 mi considero un sapiente.<br \/>\nPosso solo dirvi che questa ricetta ha salvato un &quot;depresso&quot;, l&#039;ha trasformato e l&#039;ha riempito di voglia di Vivere.<br \/>\nE non mi pare una cosa da poco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dunque.<br \/>\nLa sessione di esami \u00e8 finita ormai da due settimane, \u00e8 andata decisamente bene, mi sto riposando, martedi si ricomincia a studiare per gli esami di settembre e a scrivere la tesi, che voglio sia non una normale tesi di laurea ma qualcosa che &quot;rompa&quot; gli schemi e che soprattutto serva a qualcuno.<br \/>\nQuindi, com&#039;\u00e8 che \u00e8 un mese che non scrivo niente?<br \/>\nDovevo riordinare le idee, riflettere, pensare. 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Puoi fare solo una scelta, cambiare strada. Cambiare ruolo.<\/p>\n<p>Ho inserito come chiave di ricerca &quot;giochi di ruolo&quot; perch\u00e8 volevo metterlo come titolo, e sono arrivato a [url=http:\/\/iow.no-ip.com\/index.php?entry=entry100102-190254]QUESTO[\/url] post. Da rileggere, se non si ricorda il contenuto&#8230; Incredibile come alcuni passaggi siano attualissimi come se li avessi pensati due minuti fa in macchina, e invece li ho scritti come augurio di buon anno.<\/p>\n<p><em>&quot;Mai provata la sensazione di non avere nessuno scopo? Di non sapere dove stai andando? Di trovarsi in mezzo a un mare, in balia delle onde, senza intravedere lontanamente la terraferma?<br \/>\nIdentit\u00e0. Sai veramente chi sei? Sai veramente cosa ci fai qui?&quot;<\/em><\/p>\n<p>Sto pensando a quella persona che qualche settimana fa mi ha chiesto di dirle che \u00e8 depressa. Cio\u00e8, aveva gi\u00e0 scelto, aveva gi\u00e0 deciso il suo ruolo di malato, e voleva una conferma. 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La domanda deve essere &quot;chi vuoi essere?&quot;.<br \/>\nO piuttosto una esortazione: CAZZO, DECIDI CHI VUOI ESSERE, e che sia la volta buona!!<\/p>\n<p>Perch\u00e8 abbiamo il diritto e il dovere di decidere chi vogliamo essere.<br \/>\nSe non ce lo concedono, abbiamo il diritto di lottare per conquistarcelo.<br \/>\nMa abbiamo anche il dovere di farlo, altrimenti abdichiamo a noi stessi nella nostra totalit\u00e0.<\/p>\n<p>E qui mi ricollego a tantissime altre situazioni che vedo giorno dopo giorno&#8230; specie tra i miei coetanei.<br \/>\nNel momento in cui dici &quot;sono fatto cos\u00ec&quot;, vuol dire che ti va bene, e basta. Altrimenti lo cambi! Non \u00e8 impossibile cambiare, anzi, se lo vogliamo ma ci giustifichiamo dietro il &quot;sono fatto cos\u00ec&quot;, ti metti in prigione da solo, e ti condanni a ripetere a vita la strada gi\u00e0 percorsa, gli errori del passato, le disavventure che hai subito. E non si parla di ripeterle una, due, cento volte. 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Ma possiamo scegliere di accettare che il mondo duro \u00e8 l\u00ec e che quello che possiamo cambiare \u00e8 il nostro modo di rapportarci ad esso.<br \/>\nAppunto decidendo quale \u00e8 il nostro ruolo in un dato frangente, almeno per quello che ci compete.<\/p>\n<p>Quindi&#8230; se hai fatto delle scelte azzardate, se hai fatto spese pazze, preso decisioni d&#039;impeto confidando nel momento propizio, e quel momento \u00e8 passato come ogni altro momento&#8230; O ti giustifichi dicendo &quot;bene, le cose vanno male, mi deprimo e mi butto dal ponte&quot;, o giri le vele e inizi a remare, scegliendo tu la destinazione. Tanto, se ti deprimi e ti butti dal ponte, non \u00e8 che come per magia le cose si sistemeranno. E&#039; una scusa, rimane tale e non serve a star meglio. L&#039;unico modo per star meglio \u00e8 darsi due pedate nel sedere e ripartire. Se poi non ci si riesce, ci penser\u00e0 un amico a farti da bastone per riprendere a camminare, o a darti quelle benedette pedate!<\/p>\n<p>Quindi&#8230; se una storia \u00e8 finita, crogiolarsi nei ricordi e nel tempo andato, come se si potesse bloccare il tempo a prima che quella storia finisse, non funzioner\u00e0. Il tempo non si arrester\u00e0: l&#039;unica cosa che si arrester\u00e0 sarai tu, il tuo tempo, il tuo spazio e tutto il tuo mondo. Ma non saranno il mondo in cui vivi, quello \u00e8 l\u00e0 fuori, e continuer\u00e0 per la sua strada. L&#039;unica scelta funzionale \u00e8: due pedate sul sedere e via, che il mondo non \u00e8 finito, anche se in quei momenti lo pensi. Hai il diritto di continuare a vivere: fallo. 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Tant&#039;\u00e8 che poi riecheggia la frase: e chi ha detto che \u00e8 facile? Nessuno vuole prendersi la responsabilit\u00e0 di questa balla colossale.<br \/>\nNon \u00e8 facile, ma crearsi nel modo migliore per s\u00e8 e per gli altri pu\u00f2 dare la soddisfazione necessaria a trovare ogni giorno la grinta per continuare a vivere ed essere felici, anche quando effettivamente ce ne capitano di tutti i colori. Anche quando il cielo \u00e8 nero e pieno di nubi, pu\u00f2 farci ricordare che dietro a quelle c&#039;\u00e8 comunque il sole, che non \u00e8 vero che il sole &quot;non c&#039;\u00e8&quot;.<\/p>\n<p>Credeteci, non posso dire altro. 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