{"id":247,"date":"2010-06-20T15:26:59","date_gmt":"2010-06-20T15:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=247"},"modified":"2010-06-20T15:26:59","modified_gmt":"2010-06-20T15:26:59","slug":"la-verit\u00e0-\u00e8-una-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=247","title":{"rendered":"La verit\u00e0 \u00e8 una scelta"},"content":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 non esiste. Esistono solo <em><strong>storie<\/strong><\/em>.<br \/>\nStorie che possono essere pi\u00f9 o meno comprese, pi\u00f9 o meno accettate, pi\u00f9 o meno condivise. Ma sono sempre parole, parole su una realt\u00e0 che di per s\u00e8 non c&#039;\u00e8. Parole che creano quella determinata realt\u00e0, sia per quello che dicono, sia per come lo dicono.<\/p>\n<p>Quindi, se la verit\u00e0 non esiste, esistono solo scelte. Scelte che creano quella realt\u00e0 che noi scegliamo di considerare reale.<br \/>\nMa scelte di questo tipo non sono facili. Richiedono riflessione, richiedono uno sforzo, fatiche che nella vita di tutti i giorni cerchiamo di evitare, abdicando a quello che \u00e8 un nostro diritto fondamentale, quello di scegliere chi siamo, di scegliere chi vogliamo essere e di determinare il nostro futuro, e quindi la nostra storia.<\/p>\n<p>Qualche istante fa pensavo che <em>il peso di essere coerenti \u00e8 molto alto, ma quello di non esserlo sarebbe altissimo: non si riuscirebbe pi\u00f9 a guardarsi allo specchio.<\/em><\/p>\n<p>Questo per dire che nel momento in cui si fa una scelta ci si espone al giudizio del pubblico, che non \u00e8 scontato n\u00e8 prevedibile. Troppe sono le variabili in gioco, e non \u00e8 nemmeno pensabile di poter trovare una causalit\u00e0 in tutto ci\u00f2 senza andare a influire anche nel momento stesso in cui ci si pensa. Povero Heisenberg, lo chiamiamo sempre in causa.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 vuol dire anche non abdicare alle proprie scelte e alle proprie convinzioni in modo acritico, rinunciando a quello che si \u00e8. Riusciresti a guardarti allo specchio con i tuoi occhi e ad accettare di aver buttato alle ortiche la possibilit\u00e0 di decidere chi sei?<\/p>\n<p>Confrontarsi non implica accettazione incondizionata delle idee altrui. Come coerenza non implica mancanza di confronto.<br \/>\nPiuttosto, per una persona che crede nel confronto, il non accettare il confronto \u00e8 una mancanza di coerenza non solo verso gli altri, ma anche verso s\u00e8 stessi.<\/p>\n<p>Posso <em><strong>comprendere<\/strong><\/em> quello che l&#039;altro mi dice, le teorie sulla realt\u00e0 che mi offre. Ma questo non implica n\u00e8 che io lo accetti, tantomeno che lo condivida.<br \/>\nIl comprenderlo \u00e8 il primo passo, che eventualmente spiana la strada agli altri due, ma senza necessariamente implicarli.<br \/>\nL&#039;<em><strong>accettare<\/strong><\/em> \u00e8 una cosa meramente soggettiva, \u00e8 quell&#039;atto che implica il reputare le idee dell&#039;altro esattamente all&#039;altezza delle tue, n\u00e8 sopra n\u00e8 sotto. Il parlare qui di apertura mentale \u00e8 una emerita cazzata: ci sono troppe categorie da prendere in considerazione, \u00e8 troppo semplicistico rifarsi all&#039;apertura mentale o alla morale personale.<br \/>\nIo posso comprendere perch\u00e8 una persona si comporti come uno stronzo, ma questo non implica che io lo accetti.<br \/>\nPosso comprendere anche che un pedofilo si comporti come tale, ma non per questo approvo, quindi accetto, il suo comportamento.<\/p>\n<p>Il <em><strong>condividere<\/strong><\/em> lo reputo ancora meno scontato. Deve superare gli altri due scalini.<br \/>\nPosso infatti comprendere le tue idee politiche, posso anche accettare che tu le abbia e che in virt\u00f9 di queste tue idee ti comporti in un determinato modo. Ma non \u00e8 detto che io le condivida, e non mi sento costretto, bench\u00e8 io accetti che tu le reputi valide, a condividerle.<br \/>\nPosso comprendere la tua religione, posso accettare senza problemi che rifiuti un mio invito a cena perch\u00e8 il piatto forte della serata \u00e8 un maiale arrosto. Vedr\u00f2 al limite di invitarti un&#039;altra volta quando sar\u00e0 a base di pesce&#8230; Ma questo non implica che io mi converta e condivida con te la tua scelta di non mangiare carne suina.<\/p>\n<p>Posso comprendere la tua teoria, sforzarmi di afferrare i presupposti che ti portano a creare in un determinato modo la tua realt\u00e0. Posso accettare senza alcun problema che tu la pensi cos\u00ec, che la reputi valida e assoluta, ma non per questo la condivider\u00f2 acriticamente. Anzi, \u00e8 solo dal confronto reciproco, e quindi dall&#039;interazione, che possono scaturire le alternative, e che quindi possono aprirsi le finestre delle possibilit\u00e0 infinite. Che sono possibili, ma non abbiamo ancora scoperto.<br \/>\n<img src=images\/verita_pecore.jpg popup=false\/><br \/>\nQuindi, libert\u00e0 assoluta di scegliere. Accetto ma non condivido la posizione di chi si pone come un <em><strong>semidio<\/strong><\/em>, e allo stesso tempo scelgo di provare per tale individuo pena.<br \/>\nPotr\u00e0 scagliarmi un fulmine sulla testa, come faceva Zeus dall&#039;Olimpo, ma non per questo riuscir\u00e0 con la forza a convertirmi alla sua religione. Che ha tutto il diritto di esistere, come del resto ha ragione di esistere anche la mia.<br \/>\nSiamo esattamente sullo stesso piano. Solo dalla possibilit\u00e0 di accettare tale posizione di libert\u00e0, bilaterale, pu\u00f2 nascere un confronto che pu\u00f2 portare anche alla condivisione.<\/p>\n<p>Posso comprendere la tua posizione, posso accettarla, ma non \u00e8 detto che la condivida.<br \/>\nPosso comprenderla, e se ognuno di noi accetta quella dell&#039;altro pu\u00f2 essere che riusciamo anche a condividere qualcosa. Ma non \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>Qui si gioca la possibilit\u00e0 di <em><strong>scegliere<\/strong><\/em>.<br \/>\nNon abdicare al diritto di scegliere per s\u00e8. Non abdicare alle proprie idee, alle proprie convinzioni, alle proprie teorie in modo automatico solo perch\u00e8 l&#039;altro \u00e8 un figo.<br \/>\nNon abdicare alla possibilit\u00e0 di accettare la posizione dell&#039;altro. Perch\u00e8 solo dalla comprensione e dall&#039;accettazione della molteplicit\u00e0 delle realt\u00e0 pu\u00f2 nascere una condivisione.<\/p>\n<p>Se non lotto per poter esercitare tale scelta, se butto alle ortiche questa possibilit\u00e0 che mi spetta di diritto, quella di scegliere&#8230; ecco, divento un quaquaraqua, un pinco pallino qualunque, una persona che segue la massa senza pensare.<br \/>\nForse la mentalit\u00e0 dominante oggi \u00e8 questa: scegliere \u00e8 fatica, esporsi \u00e8 pericoloso, \u00e8 molto pi\u00f9 semplice fare la pecora, seguire il gregge e sentirsi accettato perch\u00e8 si pensa tutti alla stessa maniera, cio\u00e8 non si pensa.<\/p>\n<p>Ma la storia ci insegna che le conquiste, l&#039;imporre con le forze il proprio credo, non funzionano, almeno non per sempre. Gli imperi non durano.<br \/>\nLe alleanze, il conoscere l&#039;altro e accettarlo, dandosi la possibilit\u00e0 di costruire un regno insieme, fanno stare meglio tutti. E durano, invece, spesso per sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 non esiste. Esistono solo <em><strong>storie<\/strong><\/em>.<br \/>\nStorie che possono essere pi\u00f9 o meno comprese, pi\u00f9 o meno accettate, pi\u00f9 o meno condivise. Ma sono sempre parole, parole su una realt\u00e0 che di per s\u00e8 non c&#039;\u00e8. Parole che creano quella determinata realt\u00e0, sia per quello che dicono, sia per come lo dicono.<\/p>\n<p>Quindi, se la verit\u00e0 non esiste, esistono solo scelte. Scelte che creano quella realt\u00e0 che noi scegliamo di considerare reale.<br \/>\nMa scelte di questo tipo non sono facili. Richiedono riflessione, richiedono uno sforzo, fatiche che nella vita di tutti i giorni cerchiamo di evitare, abdicando a quello che \u00e8 un nostro diritto fondamentale, quello di scegliere chi siamo, di scegliere chi vogliamo essere e di determinare il nostro futuro, e quindi la nostra storia.<\/p>\n<p>Qualche istante fa pensavo che <em>il peso di essere coerenti \u00e8 molto alto, ma quello di non esserlo sarebbe altissimo: non si riuscirebbe pi\u00f9 a guardarsi allo specchio.<\/em><\/p>\n<p>Questo per dire che nel momento in cui si fa una scelta ci si espone al giudizio del pubblico, che non \u00e8 scontato n\u00e8 prevedibile. Troppe sono le variabili in gioco, e non \u00e8 nemmeno pensabile di poter trovare una causalit\u00e0 in tutto ci\u00f2 senza andare a influire anche nel momento stesso in cui ci si pensa. Povero Heisenberg, lo chiamiamo sempre in causa.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 vuol dire anche non abdicare alle proprie scelte e alle proprie convinzioni in modo acritico, rinunciando a quello che si \u00e8. Riusciresti a guardarti allo specchio con i tuoi occhi e ad accettare di aver buttato alle ortiche la possibilit\u00e0 di decidere chi sei?<\/p>\n<p>Confrontarsi non implica accettazione incondizionata delle idee altrui. Come coerenza non implica mancanza di confronto.<br \/>\nPiuttosto, per una persona che crede nel confronto, il non accettare il confronto \u00e8 una mancanza di coerenza non solo verso gli altri, ma anche verso s\u00e8 stessi.<\/p>\n<p>Posso <em><strong>comprendere<\/strong><\/em> quello che l&#039;altro mi dice, le teorie sulla realt\u00e0 che mi offre. Ma questo non implica n\u00e8 che io lo accetti, tantomeno che lo condivida.<br \/>\nIl comprenderlo \u00e8 il primo passo, che eventualmente spiana la strada agli altri due, ma senza necessariamente implicarli.<br \/>\nL&#039;<em><strong>accettare<\/strong><\/em> \u00e8 una cosa meramente soggettiva, \u00e8 quell&#039;atto che implica il reputare le idee dell&#039;altro esattamente all&#039;altezza delle tue, n\u00e8 sopra n\u00e8 sotto. Il parlare qui di apertura mentale \u00e8 una emerita cazzata: ci sono troppe categorie da prendere in considerazione, \u00e8 troppo semplicistico rifarsi all&#039;apertura mentale o alla morale personale.<br \/>\nIo posso comprendere perch\u00e8 una persona si comporti come uno stronzo, ma questo non implica che io lo accetti.<br \/>\nPosso comprendere anche che un pedofilo si comporti come tale, ma non per questo approvo, quindi accetto, il suo comportamento.<\/p>\n<p>Il <em><strong>condividere<\/strong><\/em> lo reputo ancora meno scontato. Deve superare gli altri due scalini.<br \/>\nPosso infatti comprendere le tue idee politiche, posso anche accettare che tu le abbia e che in virt\u00f9 di queste tue idee ti comporti in un determinato modo. Ma non \u00e8 detto che io le condivida, e non mi sento costretto, bench\u00e8 io accetti che tu le reputi valide, a condividerle.<br \/>\nPosso comprendere la tua religione, posso accettare senza problemi che rifiuti un mio invito a cena perch\u00e8 il piatto forte della serata \u00e8 un maiale arrosto. Vedr\u00f2 al limite di invitarti un&#039;altra volta quando sar\u00e0 a base di pesce&#8230; Ma questo non implica che io mi converta e condivida con te la tua scelta di non mangiare carne suina.<\/p>\n<p>Posso comprendere la tua teoria, sforzarmi di afferrare i presupposti che ti portano a creare in un determinato modo la tua realt\u00e0. Posso accettare senza alcun problema che tu la pensi cos\u00ec, che la reputi valida e assoluta, ma non per questo la condivider\u00f2 acriticamente. Anzi, \u00e8 solo dal confronto reciproco, e quindi dall&#039;interazione, che possono scaturire le alternative, e che quindi possono aprirsi le finestre delle possibilit\u00e0 infinite. Che sono possibili, ma non abbiamo ancora scoperto.<br \/>\n<img src=images\/verita_pecore.jpg popup=false\/><br \/>\nQuindi, libert\u00e0 assoluta di scegliere. Accetto ma non condivido la posizione di chi si pone come un <em><strong>semidio<\/strong><\/em>, e allo stesso tempo scelgo di provare per tale individuo pena.<br \/>\nPotr\u00e0 scagliarmi un fulmine sulla testa, come faceva Zeus dall&#039;Olimpo, ma non per questo riuscir\u00e0 con la forza a convertirmi alla sua religione. Che ha tutto il diritto di esistere, come del resto ha ragione di esistere anche la mia.<br \/>\nSiamo esattamente sullo stesso piano. Solo dalla possibilit\u00e0 di accettare tale posizione di libert\u00e0, bilaterale, pu\u00f2 nascere un confronto che pu\u00f2 portare anche alla condivisione.<\/p>\n<p>Posso comprendere la tua posizione, posso accettarla, ma non \u00e8 detto che la condivida.<br \/>\nPosso comprenderla, e se ognuno di noi accetta quella dell&#039;altro pu\u00f2 essere che riusciamo anche a condividere qualcosa. Ma non \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>Qui si gioca la possibilit\u00e0 di <em><strong>scegliere<\/strong><\/em>.<br \/>\nNon abdicare al diritto di scegliere per s\u00e8. Non abdicare alle proprie idee, alle proprie convinzioni, alle proprie teorie in modo automatico solo perch\u00e8 l&#039;altro \u00e8 un figo.<br \/>\nNon abdicare alla possibilit\u00e0 di accettare la posizione dell&#039;altro. Perch\u00e8 solo dalla comprensione e dall&#039;accettazione della molteplicit\u00e0 delle realt\u00e0 pu\u00f2 nascere una condivisione.<\/p>\n<p>Se non lotto per poter esercitare tale scelta, se butto alle ortiche questa possibilit\u00e0 che mi spetta di diritto, quella di scegliere&#8230; ecco, divento un quaquaraqua, un pinco pallino qualunque, una persona che segue la massa senza pensare.<br \/>\nForse la mentalit\u00e0 dominante oggi \u00e8 questa: scegliere \u00e8 fatica, esporsi \u00e8 pericoloso, \u00e8 molto pi\u00f9 semplice fare la pecora, seguire il gregge e sentirsi accettato perch\u00e8 si pensa tutti alla stessa maniera, cio\u00e8 non si pensa.<\/p>\n<p>Ma la storia ci insegna che le conquiste, l&#039;imporre con le forze il proprio credo, non funzionano, almeno non per sempre. Gli imperi non durano.<br \/>\nLe alleanze, il conoscere l&#039;altro e accettarlo, dandosi la possibilit\u00e0 di costruire un regno insieme, fanno stare meglio tutti. 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