{"id":245,"date":"2010-06-01T17:20:36","date_gmt":"2010-06-01T17:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=245"},"modified":"2010-06-01T17:20:36","modified_gmt":"2010-06-01T17:20:36","slug":"fare-in-modo-che-possa-nevicare-il-31-di-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=245","title":{"rendered":"Fare in modo che possa nevicare il 31 di maggio"},"content":{"rendered":"<p>Ovvero, rendere possibile quello che per senso comune \u00e8 impossibile.<br \/>\nStanotte ho fatto uno dei sogni pi\u00f9 strambi, realistici e assieme angoscianti che io ricordi. Guardavo fuori dalla finestra del mio salotto, sapevo bene che era la serata di fine maggio, e osservavo la neve che cadeva. Una bufera, che si scatenava nel mio giardino in una stagione a dir poco atipica. Mi giro, guardo mia mamma che \u00e8 intenta a osservare come me quell&#039;evento eccezionale, e le chiedo &quot;ma nevica?&quot; e lei &quot;si, a quanto pare&#8230;&quot;. Una neve soffice e impalpabile come i semi cotonati dei platani stava lentamente ricoprendo alberi e prato.<br \/>\nIn quella mi ritrovo a osservare la medesima scena il mattino successivo, da un balcone al piano superiore. Vedevo i cardini della finestra cosparsi di ghiacco e con delle stalattiti gelide che scendevano, e allungando lo sguardo osservavo la pianura sottostante in fase di disgelo e il cielo completamente ghiacciato, che si stava sciogliendo. Surreale, ma talmente realistico da farmi provare una fortissima angoscia. <\/p>\n<p>Le parole non possono rendere sufficentemente bene ci\u00f2 che ho visto in quel sogno.<br \/>\nE&#039; impossibile, mi dicevo. Non ha senso, eppure la sto vivendo.<br \/>\n<img src=images\/paesaggio_ice.JPG popup=false\/><\/p>\n<p>Eppure&#8230;<br \/>\nEppure non posso escluderlo. Mettiamo che non siamo pi\u00f9 nell&#039;emisfero boreale ma in quello australe. Mettiamo che inizi una nuova era glaciale. Oppure, che ne so, che la causiamo noi a forza di sfidare ogni istante la natura.<br \/>\nNon sono &quot;se&quot;, non c&#039;entra il detto &quot;se mia nonna avesse le ruote&quot;: sono possibilit\u00e0. <\/p>\n<p>Strambe, improbabili. Ma pur sempre possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Le cose sono impossibili solo finch\u00e8 le ritieni tali. Ricordo un vecchio cartone della Walt Disney, dove il gufo Anacleto diceva a Merlino: &quot;l&#039;uomo voler\u00e0, si si, come un pezzo di piombo! Se l&#039;uomo fosse nato per volare, sarebbe nato con le ali!&quot;<br \/>\nOppure ricordo alcune frasi di amici, &quot;non mi passer\u00e0 mai&quot; al termine di una relazione sentimentale, &quot;non potr\u00f2 mai dimenticare&quot; quando parlavano di un evento emotivamente forte, e ancora, &quot;non ci riuscir\u00f2 mai&quot; di fronte a un esame o a una prova della vita.<br \/>\nDi pi\u00f9, ricordo qualcuno che diceva di fronte ai casini che combinava, &quot;io sono fatto cos\u00ec, non ci posso far nulla&quot;<\/p>\n<p>Modi di sancire la realt\u00e0, di fossilizzarla, di giustificare i propri comportamenti rendendoli immodificabili e dati per sempre.<\/p>\n<p><em>&quot;Che cosa stai cercando di dirmi? Che posso schivare le pallottole?&quot;<br \/>\n&quot;No, Neo. Solo che quando arriver\u00e0 il momento, non ne avrai bisogno.&quot; <\/em><\/p>\n<p>Creare possibilit\u00e0.<br \/>\nOggi non solo l&#039;uomo pu\u00f2 volare, ma ha addirittura varcato i confini dell&#039;atmosfera, si \u00e8 spinto oltre ogni immaginazione. Solo Asimov e Julies Verne avevano osato pensare a delle possibilit\u00e0 cos\u00ec fantascientifiche. Il resto del mondo li considerava dei sognatori, ma loro avevano visto giusto.<br \/>\nOggi gli amici, e anche io, che non pensavamo di uscire da situazioni critiche, stiamo in gran parte benissimo, e se ripensiamo a quei momenti in cui ci buttavamo gi\u00f9 da soli nello sconforto pi\u00f9 profondo, considerando inevitabile l&#039;impossibilit\u00e0 dei cambiamenti, dobbiamo ricrederci: noi ce l&#039;abbiamo fatta!<\/p>\n<p>E tu, che dici &quot;non ci posso fare nulla&quot;, non \u00e8 che ti stai giustificando, e in realt\u00e0 non <em>VUOI<\/em> farci nulla?<br \/>\nCi sono situazioni, come nella &quot;sindrome depressiva&quot;, dove alzarsi dal letto diventa di una difficolt\u00e0 allucinante. Ma \u00e8 quella stessa giustificazione, &quot;sono depresso&quot;, a diventare la nostra prigione. Prigione nella quale ci blindiamo da soli, ma dalla quale non \u00e8 cos\u00ec difficile uscire. Sempre che si consideri che non \u00e8 detto che la situazione che si vive sia quella per sempre. Sempre che si consideri che di possibilit\u00e0 ce ne sono comunque a milioni.<\/p>\n<p>Detta cos\u00ec sembra facile, lo so&#8230; Ma perch\u00e8 non provarci?<\/p>\n<p>Creare possibilit\u00e0.<br \/>\nAnche quella che un ventenne truzzo, che ragionava solo nei termini binari di bianco e nero si ritrovi a sognare a colori, e finisca per appassionarsi alla psicologia e al pensiero&#8230; e che allo stesso ragazzo, oggi di qualche anno pi\u00f9 vecchio, venga offerta la possibilit\u00e0 di entrare a far parte di un gruppo di ricercatori&#8230;<br \/>\nSembrava impossibile, mi avrebbe fatto sorridere anni fa. Eppure \u00e8 successo.<\/p>\n<p>Il nostro compito \u00e8 creare possibilit\u00e0. Per noi, e per tutti. Anche quella che possa nevicare il 31 di maggio: puoi davvero escluderlo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ovvero, rendere possibile quello che per senso comune \u00e8 impossibile.<br \/>\nStanotte ho fatto uno dei sogni pi\u00f9 strambi, realistici e assieme angoscianti che io ricordi. Guardavo fuori dalla finestra del mio salotto, sapevo bene che era la serata di fine maggio, e osservavo la neve che cadeva. Una bufera, che si scatenava nel mio giardino in una stagione a dir poco atipica. Mi giro, guardo mia mamma che \u00e8 intenta a osservare come me quell&#039;evento eccezionale, e le chiedo &quot;ma nevica?&quot; e lei &quot;si, a quanto pare&#8230;&quot;. Una neve soffice e impalpabile come i semi cotonati dei platani stava lentamente ricoprendo alberi e prato.<br \/>\nIn quella mi ritrovo a osservare la medesima scena il mattino successivo, da un balcone al piano superiore. Vedevo i cardini della finestra cosparsi di ghiacco e con delle stalattiti gelide che scendevano, e allungando lo sguardo osservavo la pianura sottostante in fase di disgelo e il cielo completamente ghiacciato, che si stava sciogliendo. Surreale, ma talmente realistico da farmi provare una fortissima angoscia. <\/p>\n<p>Le parole non possono rendere sufficentemente bene ci\u00f2 che ho visto in quel sogno.<br \/>\nE&#039; impossibile, mi dicevo. Non ha senso, eppure la sto vivendo.<br \/>\n<img src=images\/paesaggio_ice.JPG popup=false\/><\/p>\n<p>Eppure&#8230;<br \/>\nEppure non posso escluderlo. Mettiamo che non siamo pi\u00f9 nell&#039;emisfero boreale ma in quello australe. Mettiamo che inizi una nuova era glaciale. Oppure, che ne so, che la causiamo noi a forza di sfidare ogni istante la natura.<br \/>\nNon sono &quot;se&quot;, non c&#039;entra il detto &quot;se mia nonna avesse le ruote&quot;: sono possibilit\u00e0. <\/p>\n<p>Strambe, improbabili. 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Il resto del mondo li considerava dei sognatori, ma loro avevano visto giusto.<br \/>\nOggi gli amici, e anche io, che non pensavamo di uscire da situazioni critiche, stiamo in gran parte benissimo, e se ripensiamo a quei momenti in cui ci buttavamo gi\u00f9 da soli nello sconforto pi\u00f9 profondo, considerando inevitabile l&#039;impossibilit\u00e0 dei cambiamenti, dobbiamo ricrederci: noi ce l&#039;abbiamo fatta!<\/p>\n<p>E tu, che dici &quot;non ci posso fare nulla&quot;, non \u00e8 che ti stai giustificando, e in realt\u00e0 non <em>VUOI<\/em> farci nulla?<br \/>\nCi sono situazioni, come nella &quot;sindrome depressiva&quot;, dove alzarsi dal letto diventa di una difficolt\u00e0 allucinante. Ma \u00e8 quella stessa giustificazione, &quot;sono depresso&quot;, a diventare la nostra prigione. Prigione nella quale ci blindiamo da soli, ma dalla quale non \u00e8 cos\u00ec difficile uscire. 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