{"id":240,"date":"2010-03-30T13:10:12","date_gmt":"2010-03-30T13:10:12","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=240"},"modified":"2010-03-30T13:10:12","modified_gmt":"2010-03-30T13:10:12","slug":"l&#039;urlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=240","title":{"rendered":"L&#039;urlo"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa in Germania \u00e8 stato prodotto un film, che \u00e8 passato per lo pi\u00f9 sotto silenzio. Si chiama <em>L&#039;Onda.<\/em> Quanti di voi l&#039;hanno visto?<br \/>\nE&#039; la storia rivisitata di un esperimento sociale, poco ortodosso devo dire, condotto negli anni &#039;70 da un professore delle superiori. Durante la &quot;settimana a tema&quot;, si \u00e8 trattato dell&#039;autocrazia, cio\u00e8 dei regimi totalitari. E i ragazzi a dire: sai che palle, sempre con questa storia del Terzo Reich, oggi questa cosa non potrebbe pi\u00f9 succedere, ne abbiamo visto e provato le conseguenze.<br \/>\nIl professore, in cinque giorni, ha dimostrato il contrario, creando un movimento assieme ai ragazzi, detto &quot;L&#039;onda&quot;, che ha inglobato pure lui stesso. Una forma di protesta sfociata in una autocrazia, di cui lui era a capo, e che ha portato in cos\u00ec breve tempo a minacce, proclami, violenza e morte in una escalation che ha dell&#039;incredibile, ma che segue una logica senza confronti.<br \/>\nL&#039;ho rivisto un paio di volte, sembra assurdo come si possa arrivare a un regime cos\u00ec antidemocratico con cos\u00ec tanta facilit\u00e0.<br \/>\nPoi mi guardo attorno, osservo la situazione nella cerchia delle amicizie, nell&#039;associazione di cui faccio parte e in questo paese che amo, e mi rendo conto di come sia invece una tragica realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ho fatto la mia prima esperienza da scrutatore. Entrando in quella scuola, guardavo la bandiera che sventolava, e mi dicevo: \u00e8 un grande esercizio di democrazia, tutti dovrebbero provare almeno una volta a fare questa cosa.<br \/>\nDopo aver partecipato allo scrutinio dei voti, e aver visto e toccato con mano le schede, mi domando di che democrazia io stessi parlando.<br \/>\nRisultati elettorali a parte &#8211; credo che ormai parlare di politica sia come parlare del bello e del brutto, \u00e8 una opinione e nulla pi\u00f9 &#8211; mi ha stupito la quantit\u00e0 assurda di voti dati ai partiti che urlano e basta, senza fare controproposte.<br \/>\nBerlusca in primis, seguito dalla Lega, di cui il patron ieri sera alla tv non sapeva nemmeno fare un discorso sensato composto di soggetto-verbo-complemento. Ma poi: di pietro e addirittura i grillini, che oltre a opporsi a berlusconi e lega non hanno praticamente un programma tantomeno delle proposte concrete.<br \/>\nIn fin dei conti, son tutti Fascisti. Sta vincendo la politica dell&#039;Urlo.<br \/>\nI voti non vengono pi\u00f9 dati in base alle idee e alle proposte, ma in base a chi urla di pi\u00f9 alla televisione, ai giornali, ai comizi. Non importa cosa si dice, bisogna urlare.<br \/>\nE arringare le masse.<br \/>\nUrlando.<br \/>\nIl silenzio, la riflessione, non pagano pi\u00f9.<br \/>\nE&#039; democrazia, questa?<\/p>\n<p>Solo due spunti di riflessione.<br \/>\nIl primo, tragico, lo leggo all&#039;interno di un cesso dell&#039;universit\u00e0 ogni volta che ho un bisogno fisiologico impellente. Recita: <em>&quot;Ah, le elezioni! Come \u00e8 bello vedere una massa di passivi che si illudono per qualche mese di pensare di cambiare le cose. E&#039; come guardare un bambino che gioca col suo aeroplano di carta, inconsapevole che non vola davvero.&quot;<\/em><br \/>\nTemo che un pensiero del genere, per quanto profondo, sia la morte della democrazia.<br \/>\nDopotutto, <em>&quot;se il voto cambiasse qualcosa, sarebbe illegale&quot;<\/em><br \/>\nIl secondo, lo traggo da un commento su un giornale: <em>&quot;Il quesito era semplice, esiste una forza politica parlamentare a cui delegare questo compito e in grado di risolverlo? Vediamo&#8230; ovviamente non la destra e i sedicenti partiti centristi che sono in primo luogo i &quot;promotori&quot; (finanziari e no) di una deregulation banditesca, non il Pd che pur proponendosi come riformista in ultima analisi non \u00e8 stato in grado di riformare neppure se stesso, non Di Pietro col tema monocorde sulla giustizia. In realt\u00e0 la questione \u00e8 stata posta correttamente da Saviano (il metodo mafioso) e da &quot;Rai per una notte&quot; sul &quot;consenso&quot;. E&#039; di questo che collettivamente si deve cominciare a parlare, volendo si pu\u00f2 cominciare&quot;<\/em><br \/>\n<img src=images\/regionali2010.jpg popup=false\/><br \/>\nTutto questo vale anche nelle realt\u00e0 minori.<br \/>\nE temo che il problema sia soprattutto quello di mettersi in gioco, uscire dal proprio orticello e iniziare a occuparsi della &quot;Res Publica&quot;. Qualcuno lo sapeva, che \u00e8 dal latino di &quot;cosa pubblica&quot; che deriva il nome della nostra forma di governo, &quot;Repubblica&quot;?<\/p>\n<p>Mettersi in gioco, esporsi. Impegnarsi.<br \/>\nQualcuno ha pensato a cosa ci sar\u00e0 DOPO la caduta, ormai inevitabile del direttivo veneto dell&#039;associazione di cui faccio parte?<br \/>\nQualcuno ha pensato a &quot;Chi ci sar\u00e0 dopo&quot;?<br \/>\nSe vogliamo evitare che certi lazzaroni rimangano a spadroneggiare e a rovinare il nome della nostra associazione a livello di amministrazioni pubbliche e di direttivo nazionale, che ormai ci ridono dietro per non piangere e che cercano di avere a che fare il minimo possibile con noi, bisogna &quot;scendere in campo&quot;, per usare un&#039;espressione infelice, esporsi, candidarsi e mettersi di impegno.<br \/>\nE&#039; comodo avere un Duce che pensa e agisce per noi, vero?<br \/>\nTanto se poi non facesse pi\u00f9 comodo, lo si ammazza e si &quot;risolve&quot; il problema.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni per le urla restano.<br \/>\nSia per quelle di propaganda alle quali ci stiamo sfortunatamente abituando, sia per quelle che chiedono aiuto e per le quali iniziamo a essere sordi.<br \/>\nE anche per quelle che non si sentono ancora, per quelle che temi dovrai raccogliere quando qualcuno si sar\u00e0 rimesso nei guai. Perch\u00e8 non puoi averne certezza, ma ne hai un sentore fortissimo.<br \/>\nPoi mezz&#039;ora fa, guardando &quot;spider&quot;, vedi quella madre assassinata dal marito, e il bimbo che assiste alla scena senza poter far nulla.<br \/>\nForse era la somiglianza, ma mi son sentito morire. Credo di aver capito la sensazione di quando ti ammazzano un figlio. Anche metaforicamente, intendo.<br \/>\nGi\u00e0 provata, e riprovata. E non posso far finta di nulla, non posso tacere quando qualcuno lo senti e gli vuoi bene un p\u00f2 come fosse tuo figlio.<br \/>\nFerlini lo chiama &quot;amore terapeutico&quot; rispetto ai pazienti, lo paragona alla &quot;reverie&quot;, quell&#039;affetto indicibile che ha la madre verso il figlio.<br \/>\nCredo che il metro di misura per l&#039;amore tra genitori e figli non ci sia. E ti sento come un figlio da proteggere.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se arriveremo sulla cima della montagna illesi, chiaccherando del pi\u00f9 e del meno come nell&#039;ultimo sogno. Osservando il mondo da lass\u00f9, felici per quel che gli avevamo dato, stanchi, ma appagati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa in Germania \u00e8 stato prodotto un film, che \u00e8 passato per lo pi\u00f9 sotto silenzio. Si chiama <em>L&#039;Onda.<\/em> Quanti di voi l&#039;hanno visto?<br \/>\nE&#039; la storia rivisitata di un esperimento sociale, poco ortodosso devo dire, condotto negli anni &#039;70 da un professore delle superiori. Durante la &quot;settimana a tema&quot;, si \u00e8 trattato dell&#039;autocrazia, cio\u00e8 dei regimi totalitari. E i ragazzi a dire: sai che palle, sempre con questa storia del Terzo Reich, oggi questa cosa non potrebbe pi\u00f9 succedere, ne abbiamo visto e provato le conseguenze.<br \/>\nIl professore, in cinque giorni, ha dimostrato il contrario, creando un movimento assieme ai ragazzi, detto &quot;L&#039;onda&quot;, che ha inglobato pure lui stesso. Una forma di protesta sfociata in una autocrazia, di cui lui era a capo, e che ha portato in cos\u00ec breve tempo a minacce, proclami, violenza e morte in una escalation che ha dell&#039;incredibile, ma che segue una logica senza confronti.<br \/>\nL&#039;ho rivisto un paio di volte, sembra assurdo come si possa arrivare a un regime cos\u00ec antidemocratico con cos\u00ec tanta facilit\u00e0.<br \/>\nPoi mi guardo attorno, osservo la situazione nella cerchia delle amicizie, nell&#039;associazione di cui faccio parte e in questo paese che amo, e mi rendo conto di come sia invece una tragica realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ho fatto la mia prima esperienza da scrutatore. Entrando in quella scuola, guardavo la bandiera che sventolava, e mi dicevo: \u00e8 un grande esercizio di democrazia, tutti dovrebbero provare almeno una volta a fare questa cosa.<br \/>\nDopo aver partecipato allo scrutinio dei voti, e aver visto e toccato con mano le schede, mi domando di che democrazia io stessi parlando.<br \/>\nRisultati elettorali a parte &#8211; credo che ormai parlare di politica sia come parlare del bello e del brutto, \u00e8 una opinione e nulla pi\u00f9 &#8211; mi ha stupito la quantit\u00e0 assurda di voti dati ai partiti che urlano e basta, senza fare controproposte.<br \/>\nBerlusca in primis, seguito dalla Lega, di cui il patron ieri sera alla tv non sapeva nemmeno fare un discorso sensato composto di soggetto-verbo-complemento. Ma poi: di pietro e addirittura i grillini, che oltre a opporsi a berlusconi e lega non hanno praticamente un programma tantomeno delle proposte concrete.<br \/>\nIn fin dei conti, son tutti Fascisti. Sta vincendo la politica dell&#039;Urlo.<br \/>\nI voti non vengono pi\u00f9 dati in base alle idee e alle proposte, ma in base a chi urla di pi\u00f9 alla televisione, ai giornali, ai comizi. Non importa cosa si dice, bisogna urlare.<br \/>\nE arringare le masse.<br \/>\nUrlando.<br \/>\nIl silenzio, la riflessione, non pagano pi\u00f9.<br \/>\nE&#039; democrazia, questa?<\/p>\n<p>Solo due spunti di riflessione.<br \/>\nIl primo, tragico, lo leggo all&#039;interno di un cesso dell&#039;universit\u00e0 ogni volta che ho un bisogno fisiologico impellente. Recita: <em>&quot;Ah, le elezioni! Come \u00e8 bello vedere una massa di passivi che si illudono per qualche mese di pensare di cambiare le cose. E&#039; come guardare un bambino che gioca col suo aeroplano di carta, inconsapevole che non vola davvero.&quot;<\/em><br \/>\nTemo che un pensiero del genere, per quanto profondo, sia la morte della democrazia.<br \/>\nDopotutto, <em>&quot;se il voto cambiasse qualcosa, sarebbe illegale&quot;<\/em><br \/>\nIl secondo, lo traggo da un commento su un giornale: <em>&quot;Il quesito era semplice, esiste una forza politica parlamentare a cui delegare questo compito e in grado di risolverlo? Vediamo&#8230; ovviamente non la destra e i sedicenti partiti centristi che sono in primo luogo i &quot;promotori&quot; (finanziari e no) di una deregulation banditesca, non il Pd che pur proponendosi come riformista in ultima analisi non \u00e8 stato in grado di riformare neppure se stesso, non Di Pietro col tema monocorde sulla giustizia. In realt\u00e0 la questione \u00e8 stata posta correttamente da Saviano (il metodo mafioso) e da &quot;Rai per una notte&quot; sul &quot;consenso&quot;. E&#039; di questo che collettivamente si deve cominciare a parlare, volendo si pu\u00f2 cominciare&quot;<\/em><br \/>\n<img src=images\/regionali2010.jpg popup=false\/><br \/>\nTutto questo vale anche nelle realt\u00e0 minori.<br \/>\nE temo che il problema sia soprattutto quello di mettersi in gioco, uscire dal proprio orticello e iniziare a occuparsi della &quot;Res Publica&quot;. Qualcuno lo sapeva, che \u00e8 dal latino di &quot;cosa pubblica&quot; che deriva il nome della nostra forma di governo, &quot;Repubblica&quot;?<\/p>\n<p>Mettersi in gioco, esporsi. Impegnarsi.<br \/>\nQualcuno ha pensato a cosa ci sar\u00e0 DOPO la caduta, ormai inevitabile del direttivo veneto dell&#039;associazione di cui faccio parte?<br \/>\nQualcuno ha pensato a &quot;Chi ci sar\u00e0 dopo&quot;?<br \/>\nSe vogliamo evitare che certi lazzaroni rimangano a spadroneggiare e a rovinare il nome della nostra associazione a livello di amministrazioni pubbliche e di direttivo nazionale, che ormai ci ridono dietro per non piangere e che cercano di avere a che fare il minimo possibile con noi, bisogna &quot;scendere in campo&quot;, per usare un&#039;espressione infelice, esporsi, candidarsi e mettersi di impegno.<br \/>\nE&#039; comodo avere un Duce che pensa e agisce per noi, vero?<br \/>\nTanto se poi non facesse pi\u00f9 comodo, lo si ammazza e si &quot;risolve&quot; il problema.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni per le urla restano.<br \/>\nSia per quelle di propaganda alle quali ci stiamo sfortunatamente abituando, sia per quelle che chiedono aiuto e per le quali iniziamo a essere sordi.<br \/>\nE anche per quelle che non si sentono ancora, per quelle che temi dovrai raccogliere quando qualcuno si sar\u00e0 rimesso nei guai. Perch\u00e8 non puoi averne certezza, ma ne hai un sentore fortissimo.<br \/>\nPoi mezz&#039;ora fa, guardando &quot;spider&quot;, vedi quella madre assassinata dal marito, e il bimbo che assiste alla scena senza poter far nulla.<br \/>\nForse era la somiglianza, ma mi son sentito morire. Credo di aver capito la sensazione di quando ti ammazzano un figlio. Anche metaforicamente, intendo.<br \/>\nGi\u00e0 provata, e riprovata. E non posso far finta di nulla, non posso tacere quando qualcuno lo senti e gli vuoi bene un p\u00f2 come fosse tuo figlio.<br \/>\nFerlini lo chiama &quot;amore terapeutico&quot; rispetto ai pazienti, lo paragona alla &quot;reverie&quot;, quell&#039;affetto indicibile che ha la madre verso il figlio.<br \/>\nCredo che il metro di misura per l&#039;amore tra genitori e figli non ci sia. E ti sento come un figlio da proteggere.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se arriveremo sulla cima della montagna illesi, chiaccherando del pi\u00f9 e del meno come nell&#039;ultimo sogno. Osservando il mondo da lass\u00f9, felici per quel che gli avevamo dato, stanchi, ma appagati.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/240"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}