{"id":236,"date":"2010-02-06T15:51:43","date_gmt":"2010-02-06T15:51:43","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=236"},"modified":"2010-02-06T15:51:43","modified_gmt":"2010-02-06T15:51:43","slug":"camminare-sul-velluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=236","title":{"rendered":"Camminare sul velluto"},"content":{"rendered":"<p>Se ripenso a una, due settimane fa, a come ero teso per l&#039;esame di psicofarmacologia e per la situazione familiare che \u00e8 sempre sull&#039;orlo della crisi di nervi&#8230; sono un&#039;altra persona.<br \/>\nSar\u00e0 la tensione che \u00e8 scesa, il fatto che posso permettermi di dosare a piacimento la velocit\u00e0 di pensiero senza dover sottostare a regole e ritmi della societ\u00e0 frenetica. Ma riesco ad ascoltare il silenzio e a gustare la calma e l&#039;immobilit\u00e0, senza esserne sopraffatto. Come in una meditazione: mente vuota.<\/p>\n<p>Notte tra marted\u00ec e mercoledi, giusto prima della partenza. Sognare una cosa cos\u00ec dolce, semplice, e talmente definita da non essere distinguibile facilmente dalla realt\u00e0 o da un ricordo sereno. Ti svegli, e ti sembra di essere in un altro pianeta. E di non aver bisogno di analizzare il sogno per capire cosa vuol dire, da tanto chiaro e semplice \u00e8. Un sogno cos\u00ec d\u00e0 davvero un senso a tutto.<\/p>\n<p>Si parte. Destinazione Cavalese, un p\u00f2 con l&#039;angoscia del: ma cosa far\u00f2 questi tre giorni che mi aspettano? Sai che palle, sopportare mio pap\u00e0 H24, che parla solo di calcio e di montagna. Non \u00e8 una gita di piacere, questo si sapeva, ma mi pesava davvero essere l\u00ec, nonostante avessi dato io per primo la mia disponibilit\u00e0, senza che mi fosse chiesta n\u00e8 imposta.<br \/>\nDavanti a una pizza la nebbia di perplessit\u00e0 e fastidio inizia gi\u00e0 a diradarsi. Si parla della &quot;questione nonna&quot;, in fondo anche lui la pensa esattamente come me. Solo non prende iniziative, sbotta e basta. Non si espone, come da suo stile. Ma che la situazione \u00e8 insostenibile, e non solo per noi due, lo percepisce chiaramente.<br \/>\nRiprovo sensazioni che ho sentito verso qualche amico in cui ho trovato un valido alleato in questioni anche totalmente diverse. E improvvisamente riesco ad apprezzare la sua compagnia, la sua vicinanza, e a considerarmi suo figlio, finalmente. Mi chiedo: ma \u00e8 possibile che si debba arrivare a un intervento chirurgico per sintonizzarsi con una persona con la quale vivi e alla quale sei comunque legato? In questo si, mi deludo un p\u00f2.<\/p>\n<p>Ospedale. Iter preoperatorio di sei ore, lungo, noioso, ma sicuramente meno pesante di quanto avrebbe dovuto sopportare in un altro paese pi\u00f9 grande. Qui \u00e8 tutto l&#039;opposto dei reparti di altri ospedali di citt\u00e0, nei quali i ritmi sono frenetici, i medici sono di corsa, non ti cagano di striscio e per loro sei un numero, da dimettere il prima possibile.<br \/>\nE&#039; tutto pi\u00f9 calmo, non si respira fretta, anzi ti senti a tuo agio. Sempre che non sei finito in ospedale per andare sotto i ferri&#8230;<\/p>\n<p>Val Duron. Neve, e silenzio. Solo il respiro e i propri passi.<br \/>\nSi sale, per quel sentiero che ho percorso credo centinaia di volte in questi ultimi vent&#039;anni o pi\u00f9, senza il frastuono delle jeep che vanno avanti e indietro, senza lo starnazzare dei vacanzieri che credono di essere a Ibiza. Riesci a sentire il battito del tuo cuore distintamente, e il fiatone.<br \/>\nSi sale, la strada \u00e8 una tavola di ghiaccio con un sottile strato di neve sopra. La sensazione \u00e8 quella di camminare sul velluto.<br \/>\nSenza la fretta di arrivare alla meta, gustandosi poco alla volta il viaggio. Ricordo quella frase: non \u00e8 importante dove stai andando, quanto quello che provi mentre corri. In questo caso, cammini. Si prova pace, tranquillit\u00e0. Si riesce ad apprezzare il silenzio, l&#039;essere quasi in completa solitudine, la quiete. Fino a qualche ora prima tutte quelle condizioni e situazioni erano quasi insopportabili. Poi ti domandi come facevi a non lasciartici avvolgere, come dalla neve, che dolcemente accarezza la pelle come un manto di velluto.<br \/>\n<img src=images\/valduron_inv2010.jpg popup=false\/><br \/>\nE quando vai a dormire, rilassato e senza pensieri, c&#039;\u00e8 spazio per il sogno. Il sogno vero e proprio, nel senso di obiettivo, di destinazione.<br \/>\nUn p\u00f2 confuso e mischiato, devo dire, ma in fin dei conti abbastanza semplice e chiaro. Quando ti svegli poi con la sensazione di rilassatezza, di serenit\u00e0&#8230; hai sognato forse quello che proprio desideri, da te stesso e dal mondo che ti circonda, del quale sei attore e coautore.<br \/>\nCircondato dagli amici, condividere con loro tutto quello che sei, nel ruolo che ti sei scelto e che hanno accettato. Sentirsi parte di una comunit\u00e0 nel senso pi\u00f9 globale del termine, riuscendo a cantare anche quelle canzoni che ti son sempre piaciute e che ti sono state strappate di dosso da qualche mentecatto.<br \/>\nUna sessione di psicodramma con le persone che contano di pi\u00f9, nella tua comunit\u00e0 &#8211; anche se non parrocchiale come nel sogno&#8230; che in effetti dalla fede &quot;classica&quot; ci son parecchio distante &#8211; di nuovo nei miei abiti, nei miei ruoli.<br \/>\nGi\u00e0. Le cose stanno andando al loro posto&#8230; per la felicit\u00e0 di chi ora pu\u00f2 di nuovo respirare e vivere, e con buona pace di chi si nutriva letteralmente dei propri simili, cannibalizzandone ogni aspetto.<\/p>\n<p>Certi sogni non hanno bisogno di interpretazione. Casomai della determinazione al realizzarli.<br \/>\nHo visto cosa pu\u00f2 farmi sentire realizzato, cosa pu\u00f2 rendermi felice. Oltretutto, questo coincide con la felicit\u00e0 e la serenit\u00e0 degli altri, delle persone che per me contano di pi\u00f9.<br \/>\nMa se camminassi da solo, questi sarebbero restati solo dei sogni, vaghi, e nient&#039;altro.<br \/>\nInvece, come in quella salita per la valle, silenziosamente&#8230; sono arrivato infine al rifugio. Che non \u00e8 un punto di arrivo, ma una tappa di avvicinamento, inizio del cammino vero e proprio. Ora che mi son ripreso il mio posto, posso andare avanti a renderlo realt\u00e0, quel sogno. E il mio sogno \u00e8 letteralmente quello che ho sognato&#8230; il mettersi a disposizione, a servizio degli altri. Come fino a qualche mese fa in una realt\u00e0 difficile come quella aquilana, anche qui, nel mio piccolo.<br \/>\nSenza il bisogno di sentirsi un eroe. Lo siamo tutti, eroi, se viviamo la vita per gli altri. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ripenso a una, due settimane fa, a come ero teso per l&#039;esame di psicofarmacologia e per la situazione familiare che \u00e8 sempre sull&#039;orlo della crisi di nervi&#8230; sono un&#039;altra persona.<br \/>\nSar\u00e0 la tensione che \u00e8 scesa, il fatto che posso permettermi di dosare a piacimento la velocit\u00e0 di pensiero senza dover sottostare a regole e ritmi della societ\u00e0 frenetica. Ma riesco ad ascoltare il silenzio e a gustare la calma e l&#039;immobilit\u00e0, senza esserne sopraffatto. Come in una meditazione: mente vuota.<\/p>\n<p>Notte tra marted\u00ec e mercoledi, giusto prima della partenza. Sognare una cosa cos\u00ec dolce, semplice, e talmente definita da non essere distinguibile facilmente dalla realt\u00e0 o da un ricordo sereno. Ti svegli, e ti sembra di essere in un altro pianeta. E di non aver bisogno di analizzare il sogno per capire cosa vuol dire, da tanto chiaro e semplice \u00e8. Un sogno cos\u00ec d\u00e0 davvero un senso a tutto.<\/p>\n<p>Si parte. Destinazione Cavalese, un p\u00f2 con l&#039;angoscia del: ma cosa far\u00f2 questi tre giorni che mi aspettano? Sai che palle, sopportare mio pap\u00e0 H24, che parla solo di calcio e di montagna. Non \u00e8 una gita di piacere, questo si sapeva, ma mi pesava davvero essere l\u00ec, nonostante avessi dato io per primo la mia disponibilit\u00e0, senza che mi fosse chiesta n\u00e8 imposta.<br \/>\nDavanti a una pizza la nebbia di perplessit\u00e0 e fastidio inizia gi\u00e0 a diradarsi. Si parla della &quot;questione nonna&quot;, in fondo anche lui la pensa esattamente come me. Solo non prende iniziative, sbotta e basta. Non si espone, come da suo stile. Ma che la situazione \u00e8 insostenibile, e non solo per noi due, lo percepisce chiaramente.<br \/>\nRiprovo sensazioni che ho sentito verso qualche amico in cui ho trovato un valido alleato in questioni anche totalmente diverse. E improvvisamente riesco ad apprezzare la sua compagnia, la sua vicinanza, e a considerarmi suo figlio, finalmente. Mi chiedo: ma \u00e8 possibile che si debba arrivare a un intervento chirurgico per sintonizzarsi con una persona con la quale vivi e alla quale sei comunque legato? In questo si, mi deludo un p\u00f2.<\/p>\n<p>Ospedale. Iter preoperatorio di sei ore, lungo, noioso, ma sicuramente meno pesante di quanto avrebbe dovuto sopportare in un altro paese pi\u00f9 grande. Qui \u00e8 tutto l&#039;opposto dei reparti di altri ospedali di citt\u00e0, nei quali i ritmi sono frenetici, i medici sono di corsa, non ti cagano di striscio e per loro sei un numero, da dimettere il prima possibile.<br \/>\nE&#039; tutto pi\u00f9 calmo, non si respira fretta, anzi ti senti a tuo agio. Sempre che non sei finito in ospedale per andare sotto i ferri&#8230;<\/p>\n<p>Val Duron. Neve, e silenzio. Solo il respiro e i propri passi.<br \/>\nSi sale, per quel sentiero che ho percorso credo centinaia di volte in questi ultimi vent&#039;anni o pi\u00f9, senza il frastuono delle jeep che vanno avanti e indietro, senza lo starnazzare dei vacanzieri che credono di essere a Ibiza. Riesci a sentire il battito del tuo cuore distintamente, e il fiatone.<br \/>\nSi sale, la strada \u00e8 una tavola di ghiaccio con un sottile strato di neve sopra. La sensazione \u00e8 quella di camminare sul velluto.<br \/>\nSenza la fretta di arrivare alla meta, gustandosi poco alla volta il viaggio. Ricordo quella frase: non \u00e8 importante dove stai andando, quanto quello che provi mentre corri. In questo caso, cammini. Si prova pace, tranquillit\u00e0. Si riesce ad apprezzare il silenzio, l&#039;essere quasi in completa solitudine, la quiete. Fino a qualche ora prima tutte quelle condizioni e situazioni erano quasi insopportabili. Poi ti domandi come facevi a non lasciartici avvolgere, come dalla neve, che dolcemente accarezza la pelle come un manto di velluto.<br \/>\n<img src=images\/valduron_inv2010.jpg popup=false\/><br \/>\nE quando vai a dormire, rilassato e senza pensieri, c&#039;\u00e8 spazio per il sogno. Il sogno vero e proprio, nel senso di obiettivo, di destinazione.<br \/>\nUn p\u00f2 confuso e mischiato, devo dire, ma in fin dei conti abbastanza semplice e chiaro. Quando ti svegli poi con la sensazione di rilassatezza, di serenit\u00e0&#8230; hai sognato forse quello che proprio desideri, da te stesso e dal mondo che ti circonda, del quale sei attore e coautore.<br \/>\nCircondato dagli amici, condividere con loro tutto quello che sei, nel ruolo che ti sei scelto e che hanno accettato. Sentirsi parte di una comunit\u00e0 nel senso pi\u00f9 globale del termine, riuscendo a cantare anche quelle canzoni che ti son sempre piaciute e che ti sono state strappate di dosso da qualche mentecatto.<br \/>\nUna sessione di psicodramma con le persone che contano di pi\u00f9, nella tua comunit\u00e0 &#8211; anche se non parrocchiale come nel sogno&#8230; che in effetti dalla fede &quot;classica&quot; ci son parecchio distante &#8211; di nuovo nei miei abiti, nei miei ruoli.<br \/>\nGi\u00e0. Le cose stanno andando al loro posto&#8230; per la felicit\u00e0 di chi ora pu\u00f2 di nuovo respirare e vivere, e con buona pace di chi si nutriva letteralmente dei propri simili, cannibalizzandone ogni aspetto.<\/p>\n<p>Certi sogni non hanno bisogno di interpretazione. Casomai della determinazione al realizzarli.<br \/>\nHo visto cosa pu\u00f2 farmi sentire realizzato, cosa pu\u00f2 rendermi felice. Oltretutto, questo coincide con la felicit\u00e0 e la serenit\u00e0 degli altri, delle persone che per me contano di pi\u00f9.<br \/>\nMa se camminassi da solo, questi sarebbero restati solo dei sogni, vaghi, e nient&#039;altro.<br \/>\nInvece, come in quella salita per la valle, silenziosamente&#8230; sono arrivato infine al rifugio. Che non \u00e8 un punto di arrivo, ma una tappa di avvicinamento, inizio del cammino vero e proprio. Ora che mi son ripreso il mio posto, posso andare avanti a renderlo realt\u00e0, quel sogno. E il mio sogno \u00e8 letteralmente quello che ho sognato&#8230; il mettersi a disposizione, a servizio degli altri. Come fino a qualche mese fa in una realt\u00e0 difficile come quella aquilana, anche qui, nel mio piccolo.<br \/>\nSenza il bisogno di sentirsi un eroe. 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