{"id":234,"date":"2010-01-02T19:02:54","date_gmt":"2010-01-02T19:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=234"},"modified":"2010-01-02T19:02:54","modified_gmt":"2010-01-02T19:02:54","slug":"giochi-di-ruolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=234","title":{"rendered":"Giochi di ruolo"},"content":{"rendered":"<p>Capita a tutti di pensarci. Quando ci sono ricorrenze, questi pensieri si fanno ancora pi\u00f9 intensi. Si riguarda al passato, si pensa al futuro, si cerca di darsi una direzione. Non tutti, ma in parecchi si. Almeno, quelli che si fanno le pi\u00f9 classiche delle domande.<br \/>\nCe lo chiediamo tutti: Chi siamo? Dove andiamo? Qual \u00e8 lo scopo della vita? Cosa ci facciamo qui?<br \/>\nMai provata la sensazione di non avere nessuno scopo? Di non sapere dove stai andando? Di trovarsi in mezzo a un mare, in balia delle onde, senza intravedere lontanamente la terraferma?<br \/>\nIdentit\u00e0. Sai veramente chi sei? Sai veramente cosa ci fai qui?<\/p>\n<p>Trovare un senso a tutto \u00e8 la &quot;domanda fondamentale sulla vita, l&#039;universo e tutto quanto&quot;. Troppo generale, anche perch\u00e8 avrebbe come risposta &quot;42&quot;. Cio\u00e8, \u00e8 davvero questa la questione, o la domanda \u00e8 un nonsense come la risposta stessa?<br \/>\nIn ogni caso, la risposta alla nostra identit\u00e0 la fornisce la societ\u00e0 stessa.<br \/>\nTi viene attribuito un nome, un cognome, attributi vari e infine la cosa fondamentale: un ruolo.<br \/>\nIl ruolo risponde a tutte le tue domande: ti dice chi sei, dove vai, d\u00e0 un senso a tutte le tue azioni, al mondo che ti circonda. A tutto.<br \/>\nCome nelle professioni. Ad esempio, un idraulico sa benissimo chi \u00e8, la societ\u00e0 sa di cosa si occupa e per cosa rivolgersi a lui, sua moglie sa che lavoro fa. Il suo scopo nella vita \u00e8: acqua, tubi &amp; co.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni mi sono scontrato spesso con la questione dell&#039;identit\u00e0, e con essa con la questione dei ruoli.<br \/>\nSe penso a qual era il ruolo che mi era stato &quot;destinato&quot;&#8230; seguire le orme di mio padre, e lavorare in banca? O stravolgere tutti gli standard familiari occupandomi di elettronica e informatica? O ancora, rivoluzionare la mia vita aspirando a diventare psicologo?<br \/>\nSe poi penso all&#039;ultimo periodo, e alle questioni di emergenza &#8211; da quella abruzzese a quelle pi\u00f9 &quot;casalinghe&quot; &#8211; che mi hanno costretto a rivedere di nuovo la mia stessa identit\u00e0&#8230;<br \/>\nDi fronte a queste riflessioni non ho potuto non farmi due domande.<\/p>\n<p>Mettiamo che, per un qualsiasi motivo, non ci sia pi\u00f9 bisogno dei meccanici. E&#039; stato inventato il teletrasporto, le automobili non servono pi\u00f9. E il meccanico cosa fa? Che senso ha ora la sua vita senza le macchine? Senza i motori a scoppio, gli alberi a camme, i carburatori e tutte quelle cose l\u00ec?<br \/>\nMettiamo che ti sei abituato a vivere in una situazione di emergenza. Questa ti dice a cosa servi, d\u00e0 un senso alla tua esistenza, ti tiene occupato tutto il giorno. Ma l&#039;emergenza, per sua stessa definizione, deve finire. Deve. E il volontario abituato a quella condizione, come reagisce a sentirsi improvvisamente disoccupato, senza lo scopo che aveva? In particolare se l&#039;esperienza \u00e8 talmente forte da cancellare completamente la tua precedente identit\u00e0&#8230;<br \/>\nMettiamo altri casi: tipo, come reagisce un generale quando non vi sono pi\u00f9 guerre da combattere? Come reagisce un astronauta quando ha compiuto un&#039;impresa storica, ma di cui ormai nessuno pi\u00f9 parla perch\u00e8 \u00e8 passato tanto tempo ed \u00e8 ormai ordinaria? Come reagisce un dittatore quando il vento cambia e vede tutta la sua corte abbandonarlo?<br \/>\nTutte queste persone, vittime di un ruolo &quot;totalizzante&quot;, o riescono a ristrutturarsi una nuova identit\u00e0 e un nuovo ruolo, o si trovano a non avere pi\u00f9 uno scopo. Si ritrovano in una condizione di immobilit\u00e0, che pu\u00f2 essere chiamata in vari modi, anedonia, depressione, ecc. Personalmente, preferisco chiamarla: inutilit\u00e0. L&#039;esatto opposto di sapere chi sei e quale \u00e8 il tuo scopo nella vita.<\/p>\n<p>Altra questione. Il tuo ruolo l&#039;hai scelto o ti \u00e8 stato imposto? Hai compiuto una scelta o hai accettato passivamente l&#039;identit\u00e0 che la societ\u00e0 ti ha affibiato?<br \/>\nSei nato figlio di dentista, nonno di dentista, e stai per diventare un dentista? Sei nato in una famiglia di meccanici e a sedici anni lavoravi gi\u00e0 nell&#039;officina sotto casa, smontando motori e cambiando l&#039;olio alle automobili dei clienti?<br \/>\nCerto, pu\u00f2 essere stata una scelta anche quella. Sempre che tu abbia valutato tutte le alternative che la societ\u00e0 di offriva, tutte le alternative che la tua mente poteva esplorare. Se riesci a risolvere in dieci minuti equazioni impossibili che anche i matematici di professione non ne escono se non dopo anni, cosa ci fai in una bettola a servire vino e birra agli alcolizzati? Se l&#039;hai scelto, conscio delle tue possibilit\u00e0, niente da dire&#8230; ma se stai subendo la sorte, cosa aspetti a reagire?<br \/>\n<img src=images\/giochidiruolo.jpg popup=false\/><br \/>\nL&#039;essere attori, comparse o spettatori, anche qui la fa da padrone. Tanto pi\u00f9 che qui si parla appunto di ruoli!<br \/>\nE&#039; tutto un immenso palcoscenico. Con la differenza che la trama puoi non solo interpretarla seguendo il copione, ma puoi proprio scriverla.<\/p>\n<p>Puoi trovarti in un ruolo totalizzante, quello del meccanico, dello psicologo, del volontario in emergenza. Lo spettacolo finisce? Bene, si tratta di prendere in mano un altro copione e cominciare con quello. Saltare da un palcoscenico a un altro, ristrutturare la propria identit\u00e0 in modo attivo ogni volta che ce ne sia bisogno. Senza aver paura di cambiare, che tanto se non cambi rimani immobile a subire un destino, destino che non c&#039;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Puoi trovarti in un ruolo che la societ\u00e0 ti ha imposto. Arrivi a vent&#039;anni che sei convinto che il tuo destino sia quello, prosegui gli studi senza nemmeno pensarci, fai gli esami senza uno scopo perch\u00e8 tanto &quot;\u00e8 destino&quot;, ti sposi quella ragazza che piace tanto a tua madre, fai il lavoro che ti \u00e8 prescritto dal fato e ti ritrovi a crepare d&#039;infarto a sessant&#039;anni, o ancor peggio di tumore.<br \/>\nPraticamente, una comparsa. Niente di meno, sicuramente niente di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oppure puoi reagire. Decidere chi sei, in barba a quella che sembrerebbe essere l&#039;unica possibilit\u00e0.<br \/>\n&quot;E&#039; inevitabile&quot;, frase che Smith ripete decine di volte nella saga di The Matrix. Solo che lui ha deciso proprio di dimostrare che non \u00e8 il &quot;Signor Anderson&quot;, bens\u00ec Neo. Non \u00e8 un programmatore come tanti altri all&#039;interno di un mondo fittizio, ma uno dei protagonisti di una rivoluzione che quel mondo lo cambier\u00e0.<br \/>\nE la societ\u00e0 che fa? Rimane inerte a guardare qualcuno che osa cambiare il suo destino? Che osa andare contro quello che lei stessa ha deciso per lui? Ma come si permette?<br \/>\n&quot;In una di queste [vite] lei \u00e8 Thomas A. Anderson programmatore per una rispettabile societ\u00e0 informatica, \u00e8 iscritto alla previdenza sociale, paga regolarmente le tasse e&#8230; aiuta le vecchiette gettando per loro l&#039;immondizia. L&#039;altra vita lei la passa al computer, \u00e8 una celebrit\u00e0 tra gli hacker con il soprannome di Neo, e di fatto ha commesso ogni crimine informatico concepibile e attualmente perseguito. Una di queste vite ha un futuro, l&#039;altra invece no&quot;.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 un caso estremo, e di totale fantasia. Ma \u00e8 sufficentemente semplice da capire, per chi sa astrarre.<br \/>\nVuoi cambiare ruolo? Essere libero di scegliere, di pensare, parlare, esistere come vuoi? L&#039;istituzione ti perseguiter\u00e0.<br \/>\nQuesto si \u00e8 inevitabile. E&#039; il prezzo da pagare. C&#039;\u00e8 chi decide di pagarlo, e chi di fronte a questo conto salato se la mette via, sta zitto e si adatta, scegliendo la pillola blu. Se poi sei da solo, il prezzo \u00e8 davvero altissimo.<br \/>\nSe non sei pi\u00f9 solo per\u00f2&#8230; il peso lo puoi dividere. E quanti pi\u00f9 si \u00e8 a scegliere una nuova realt\u00e0, tanto pi\u00f9 questa esiste. Nasce cos\u00ec un nuovo universo simbolico, per sua stessa definzione opposto a un altro. Come il mondo cattolico versus quello musulmano, come i berlusconiani versus i comunisti.<\/p>\n<p>In questo anno che comincia, voglio augurare a tutti gli attori di non aver paura. Il mondo non \u00e8 banale, non \u00e8 una routine immodificabile e prestabilita, possiamo scegliere chi essere e come essere in ogni momento. Sta al costruttore e a Matrix stessa avere l&#039;acume di accettare questa libert\u00e0, sta a loro uscire dal bigottismo e considerare che tutti hanno il diritto di esistere.<br \/>\n&quot;Quello che succeder\u00e0 dopo, dipender\u00e0 da voi, e da loro.&quot;<\/p>\n<p>Buon anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita a tutti di pensarci. Quando ci sono ricorrenze, questi pensieri si fanno ancora pi\u00f9 intensi. Si riguarda al passato, si pensa al futuro, si cerca di darsi una direzione. Non tutti, ma in parecchi si. Almeno, quelli che si fanno le pi\u00f9 classiche delle domande.<br \/>\nCe lo chiediamo tutti: Chi siamo? Dove andiamo? Qual \u00e8 lo scopo della vita? Cosa ci facciamo qui?<br \/>\nMai provata la sensazione di non avere nessuno scopo? Di non sapere dove stai andando? Di trovarsi in mezzo a un mare, in balia delle onde, senza intravedere lontanamente la terraferma?<br \/>\nIdentit\u00e0. Sai veramente chi sei? Sai veramente cosa ci fai qui?<\/p>\n<p>Trovare un senso a tutto \u00e8 la &quot;domanda fondamentale sulla vita, l&#039;universo e tutto quanto&quot;. Troppo generale, anche perch\u00e8 avrebbe come risposta &quot;42&quot;. Cio\u00e8, \u00e8 davvero questa la questione, o la domanda \u00e8 un nonsense come la risposta stessa?<br \/>\nIn ogni caso, la risposta alla nostra identit\u00e0 la fornisce la societ\u00e0 stessa.<br \/>\nTi viene attribuito un nome, un cognome, attributi vari e infine la cosa fondamentale: un ruolo.<br \/>\nIl ruolo risponde a tutte le tue domande: ti dice chi sei, dove vai, d\u00e0 un senso a tutte le tue azioni, al mondo che ti circonda. A tutto.<br \/>\nCome nelle professioni. Ad esempio, un idraulico sa benissimo chi \u00e8, la societ\u00e0 sa di cosa si occupa e per cosa rivolgersi a lui, sua moglie sa che lavoro fa. Il suo scopo nella vita \u00e8: acqua, tubi &amp; co.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni mi sono scontrato spesso con la questione dell&#039;identit\u00e0, e con essa con la questione dei ruoli.<br \/>\nSe penso a qual era il ruolo che mi era stato &quot;destinato&quot;&#8230; seguire le orme di mio padre, e lavorare in banca? O stravolgere tutti gli standard familiari occupandomi di elettronica e informatica? O ancora, rivoluzionare la mia vita aspirando a diventare psicologo?<br \/>\nSe poi penso all&#039;ultimo periodo, e alle questioni di emergenza &#8211; da quella abruzzese a quelle pi\u00f9 &quot;casalinghe&quot; &#8211; che mi hanno costretto a rivedere di nuovo la mia stessa identit\u00e0&#8230;<br \/>\nDi fronte a queste riflessioni non ho potuto non farmi due domande.<\/p>\n<p>Mettiamo che, per un qualsiasi motivo, non ci sia pi\u00f9 bisogno dei meccanici. E&#039; stato inventato il teletrasporto, le automobili non servono pi\u00f9. E il meccanico cosa fa? Che senso ha ora la sua vita senza le macchine? Senza i motori a scoppio, gli alberi a camme, i carburatori e tutte quelle cose l\u00ec?<br \/>\nMettiamo che ti sei abituato a vivere in una situazione di emergenza. Questa ti dice a cosa servi, d\u00e0 un senso alla tua esistenza, ti tiene occupato tutto il giorno. Ma l&#039;emergenza, per sua stessa definizione, deve finire. Deve. E il volontario abituato a quella condizione, come reagisce a sentirsi improvvisamente disoccupato, senza lo scopo che aveva? In particolare se l&#039;esperienza \u00e8 talmente forte da cancellare completamente la tua precedente identit\u00e0&#8230;<br \/>\nMettiamo altri casi: tipo, come reagisce un generale quando non vi sono pi\u00f9 guerre da combattere? Come reagisce un astronauta quando ha compiuto un&#039;impresa storica, ma di cui ormai nessuno pi\u00f9 parla perch\u00e8 \u00e8 passato tanto tempo ed \u00e8 ormai ordinaria? Come reagisce un dittatore quando il vento cambia e vede tutta la sua corte abbandonarlo?<br \/>\nTutte queste persone, vittime di un ruolo &quot;totalizzante&quot;, o riescono a ristrutturarsi una nuova identit\u00e0 e un nuovo ruolo, o si trovano a non avere pi\u00f9 uno scopo. Si ritrovano in una condizione di immobilit\u00e0, che pu\u00f2 essere chiamata in vari modi, anedonia, depressione, ecc. Personalmente, preferisco chiamarla: inutilit\u00e0. L&#039;esatto opposto di sapere chi sei e quale \u00e8 il tuo scopo nella vita.<\/p>\n<p>Altra questione. Il tuo ruolo l&#039;hai scelto o ti \u00e8 stato imposto? Hai compiuto una scelta o hai accettato passivamente l&#039;identit\u00e0 che la societ\u00e0 ti ha affibiato?<br \/>\nSei nato figlio di dentista, nonno di dentista, e stai per diventare un dentista? Sei nato in una famiglia di meccanici e a sedici anni lavoravi gi\u00e0 nell&#039;officina sotto casa, smontando motori e cambiando l&#039;olio alle automobili dei clienti?<br \/>\nCerto, pu\u00f2 essere stata una scelta anche quella. Sempre che tu abbia valutato tutte le alternative che la societ\u00e0 di offriva, tutte le alternative che la tua mente poteva esplorare. Se riesci a risolvere in dieci minuti equazioni impossibili che anche i matematici di professione non ne escono se non dopo anni, cosa ci fai in una bettola a servire vino e birra agli alcolizzati? Se l&#039;hai scelto, conscio delle tue possibilit\u00e0, niente da dire&#8230; ma se stai subendo la sorte, cosa aspetti a reagire?<br \/>\n<img src=images\/giochidiruolo.jpg popup=false\/><br \/>\nL&#039;essere attori, comparse o spettatori, anche qui la fa da padrone. Tanto pi\u00f9 che qui si parla appunto di ruoli!<br \/>\nE&#039; tutto un immenso palcoscenico. Con la differenza che la trama puoi non solo interpretarla seguendo il copione, ma puoi proprio scriverla.<\/p>\n<p>Puoi trovarti in un ruolo totalizzante, quello del meccanico, dello psicologo, del volontario in emergenza. Lo spettacolo finisce? Bene, si tratta di prendere in mano un altro copione e cominciare con quello. Saltare da un palcoscenico a un altro, ristrutturare la propria identit\u00e0 in modo attivo ogni volta che ce ne sia bisogno. Senza aver paura di cambiare, che tanto se non cambi rimani immobile a subire un destino, destino che non c&#039;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Puoi trovarti in un ruolo che la societ\u00e0 ti ha imposto. Arrivi a vent&#039;anni che sei convinto che il tuo destino sia quello, prosegui gli studi senza nemmeno pensarci, fai gli esami senza uno scopo perch\u00e8 tanto &quot;\u00e8 destino&quot;, ti sposi quella ragazza che piace tanto a tua madre, fai il lavoro che ti \u00e8 prescritto dal fato e ti ritrovi a crepare d&#039;infarto a sessant&#039;anni, o ancor peggio di tumore.<br \/>\nPraticamente, una comparsa. Niente di meno, sicuramente niente di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oppure puoi reagire. Decidere chi sei, in barba a quella che sembrerebbe essere l&#039;unica possibilit\u00e0.<br \/>\n&quot;E&#039; inevitabile&quot;, frase che Smith ripete decine di volte nella saga di The Matrix. Solo che lui ha deciso proprio di dimostrare che non \u00e8 il &quot;Signor Anderson&quot;, bens\u00ec Neo. Non \u00e8 un programmatore come tanti altri all&#039;interno di un mondo fittizio, ma uno dei protagonisti di una rivoluzione che quel mondo lo cambier\u00e0.<br \/>\nE la societ\u00e0 che fa? Rimane inerte a guardare qualcuno che osa cambiare il suo destino? Che osa andare contro quello che lei stessa ha deciso per lui? Ma come si permette?<br \/>\n&quot;In una di queste [vite] lei \u00e8 Thomas A. Anderson programmatore per una rispettabile societ\u00e0 informatica, \u00e8 iscritto alla previdenza sociale, paga regolarmente le tasse e&#8230; aiuta le vecchiette gettando per loro l&#039;immondizia. L&#039;altra vita lei la passa al computer, \u00e8 una celebrit\u00e0 tra gli hacker con il soprannome di Neo, e di fatto ha commesso ogni crimine informatico concepibile e attualmente perseguito. Una di queste vite ha un futuro, l&#039;altra invece no&quot;.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 un caso estremo, e di totale fantasia. Ma \u00e8 sufficentemente semplice da capire, per chi sa astrarre.<br \/>\nVuoi cambiare ruolo? Essere libero di scegliere, di pensare, parlare, esistere come vuoi? L&#039;istituzione ti perseguiter\u00e0.<br \/>\nQuesto si \u00e8 inevitabile. E&#039; il prezzo da pagare. C&#039;\u00e8 chi decide di pagarlo, e chi di fronte a questo conto salato se la mette via, sta zitto e si adatta, scegliendo la pillola blu. Se poi sei da solo, il prezzo \u00e8 davvero altissimo.<br \/>\nSe non sei pi\u00f9 solo per\u00f2&#8230; il peso lo puoi dividere. E quanti pi\u00f9 si \u00e8 a scegliere una nuova realt\u00e0, tanto pi\u00f9 questa esiste. Nasce cos\u00ec un nuovo universo simbolico, per sua stessa definzione opposto a un altro. Come il mondo cattolico versus quello musulmano, come i berlusconiani versus i comunisti.<\/p>\n<p>In questo anno che comincia, voglio augurare a tutti gli attori di non aver paura. Il mondo non \u00e8 banale, non \u00e8 una routine immodificabile e prestabilita, possiamo scegliere chi essere e come essere in ogni momento. Sta al costruttore e a Matrix stessa avere l&#039;acume di accettare questa libert\u00e0, sta a loro uscire dal bigottismo e considerare che tutti hanno il diritto di esistere.<br \/>\n&quot;Quello che succeder\u00e0 dopo, dipender\u00e0 da voi, e da loro.&quot;<\/p>\n<p>Buon anno.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/234"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=234"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/234\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}