{"id":217,"date":"2009-06-23T21:22:17","date_gmt":"2009-06-23T21:22:17","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=217"},"modified":"2009-06-23T21:22:17","modified_gmt":"2009-06-23T21:22:17","slug":"emergenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=217","title":{"rendered":"Emergenza"},"content":{"rendered":"<p>Quante situazioni si possono definire di &quot;emergenza&quot;.<br \/>\nUn&#039;alluvione, un terremoto, una tromba d&#039;aria, che lasciano senza casa decine o centinaia o migliaia di persone. Oppure situazioni molto pi\u00f9 vicine a tutti, come un lutto, un incidente, una relazione che finisce male.<br \/>\nCerto, alcune sono oggettivamente pi\u00f9 gravi e importanti, trovarsi senza un tetto \u00e8 una delle cose peggiori possa capitare. Ma anche una situazione affettivamente difficile non \u00e8 meno rilevante. Anche se sicuramente non paragonabile.<br \/>\nE quando l&#039;emergenza chiama, viene spontaneo rispondere. Agire, in modo tempestivo.<br \/>\nMi viene in mente quel cartello sulla porta del prof, che indica che invece nelle situazioni in cui ti mettono fretta, la miglior cosa da fare sia non far nulla. Forse in alcune situazioni \u00e8 cos\u00ec, ma in altre no.<\/p>\n<p>In Abruzzo no. Devi agire, e di corsa, che se aspetti un p\u00f2 non si risollevano pi\u00f9.<br \/>\nDall&#039;Abruzzo son tornato da una settimana e mezza. Ed \u00e8 durata veramente poco, troppo poco. Queste esperienze ti lasciano dentro mille cose, ti fanno apprezzare tutto quello che riteniamo ovvio, ti insegnano cosa vuol dire fare parte di un gruppo e dare l&#039;anima per gli altri.<br \/>\nQueste le cose belle.<br \/>\nAvevo scritto molto durante e dopo la mia permanenza al COM4, ma era davvero troppo. Ed emotivamente troppo pesante. Cito solo una situazione&#8230;<br \/>\n<em>Un vecchio, con pi\u00f9 di 80 anni, sul ciglio di una strada osserva la sua casa.<br \/>\nMa la sua casa non c&#039;\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nIn lacrime, continua a ripetere: &quot;E io, alla mia et\u00e0, dopo aver perso tutto questo, dovrei rimboccarmi le maniche e ricominciare?&#8230;&quot;<\/em><br \/>\nSituazioni come queste ti fanno capire che tutti i tuoi problemi sono cazzate di fronte a realt\u00e0 come queste.<br \/>\nTorni a casa che non sei pi\u00f9 lo stesso. Non puoi pi\u00f9 essere la stessa persona di prima.<br \/>\nForse farebbe davvero bene a molti coetanei fare una settimana almeno di servizio per gli Aquilani. Forse capirebbero cosa conta sul serio e quanto si pu\u00f2 dare per gli altri.<br \/>\n<img src=images\/com4_1.JPG popup=false\/><br \/>\nIn altre forse \u00e8 meglio non agire. Perch\u00e8 forse se aiuti troppo ci si abitua alla pappa pronta e non si impara a reagire alla vita. Oppure perch\u00e8 ti spingi oltre quello che dovresti per aiutare qualcuno, invadendone troppo la sfera personale, col risultato di allontanare la persona a cui cercavi invece di dare una mano.<br \/>\nMolte persone mi hanno aiutato in passato. Qualcuna pure troppo. Forse bisogna prendere la propria dose di mazzate per capire le cose, forse bisogna andare a sbattere, ripetutamente, contro i vari muri che costeggiano il percorso della vita. Se non mi avessero protetto troppo, forse sarei pi\u00f9 forte ora. Se non avessi protetto troppo, forse degli amici sarebbero pi\u00f9 forti.<br \/>\nCerto, \u00e8 un &quot;forse&quot;. Ma sempre di pi\u00f9 credo che in queste situazioni &quot;la risposta migliore sia non far nulla&quot;.<\/p>\n<p>L&#039;ago della bilancia? La gravit\u00e0 oggettiva delle situazioni di emergenza.<br \/>\nPorsi come osservatore esterno e cercare di valutare il pi\u00f9 oggettivamente possibile, anche con l&#039;aiuto degli altri le situazioni, prima di intraprendere qualsiasi azione.<br \/>\nAltrimenti \u00e8 come la scena iniziale de &quot;gli incredibili&quot;. Il mancato suicida che denuncia l&#039;eroe per averlo salvato, perch\u00e8 lui voleva morire sul serio. E il protagonista a cui viene interdetto il suo ruolo, solo perch\u00e8 ha osato troppo.<br \/>\nMa \u00e8 davvero difficile, quando vedi ingiustizie e difficolt\u00e0, non intervenire. E non ci dormi la notte.<\/p>\n<p>In ogni caso, tra un paio di settimane mi laureo. Tesi completa, domani in stampa, e spero che la discussione vada bene. In bocca al lupo ai papiristi per il mio sputtanamento (eggi\u00e0, stavolta tocca a me!). E a me stesso, per arrivare al massimo dei voti.<br \/>\nE poi si riparte, L&#039;Aquila, e poi Gracanica in Bosnia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante situazioni si possono definire di &quot;emergenza&quot;.<br \/>\nUn&#039;alluvione, un terremoto, una tromba d&#039;aria, che lasciano senza casa decine o centinaia o migliaia di persone. Oppure situazioni molto pi\u00f9 vicine a tutti, come un lutto, un incidente, una relazione che finisce male.<br \/>\nCerto, alcune sono oggettivamente pi\u00f9 gravi e importanti, trovarsi senza un tetto \u00e8 una delle cose peggiori possa capitare. Ma anche una situazione affettivamente difficile non \u00e8 meno rilevante. Anche se sicuramente non paragonabile.<br \/>\nE quando l&#039;emergenza chiama, viene spontaneo rispondere. Agire, in modo tempestivo.<br \/>\nMi viene in mente quel cartello sulla porta del prof, che indica che invece nelle situazioni in cui ti mettono fretta, la miglior cosa da fare sia non far nulla. Forse in alcune situazioni \u00e8 cos\u00ec, ma in altre no.<\/p>\n<p>In Abruzzo no. Devi agire, e di corsa, che se aspetti un p\u00f2 non si risollevano pi\u00f9.<br \/>\nDall&#039;Abruzzo son tornato da una settimana e mezza. Ed \u00e8 durata veramente poco, troppo poco. Queste esperienze ti lasciano dentro mille cose, ti fanno apprezzare tutto quello che riteniamo ovvio, ti insegnano cosa vuol dire fare parte di un gruppo e dare l&#039;anima per gli altri.<br \/>\nQueste le cose belle.<br \/>\nAvevo scritto molto durante e dopo la mia permanenza al COM4, ma era davvero troppo. Ed emotivamente troppo pesante. 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Oppure perch\u00e8 ti spingi oltre quello che dovresti per aiutare qualcuno, invadendone troppo la sfera personale, col risultato di allontanare la persona a cui cercavi invece di dare una mano.<br \/>\nMolte persone mi hanno aiutato in passato. Qualcuna pure troppo. Forse bisogna prendere la propria dose di mazzate per capire le cose, forse bisogna andare a sbattere, ripetutamente, contro i vari muri che costeggiano il percorso della vita. Se non mi avessero protetto troppo, forse sarei pi\u00f9 forte ora. Se non avessi protetto troppo, forse degli amici sarebbero pi\u00f9 forti.<br \/>\nCerto, \u00e8 un &quot;forse&quot;. Ma sempre di pi\u00f9 credo che in queste situazioni &quot;la risposta migliore sia non far nulla&quot;.<\/p>\n<p>L&#039;ago della bilancia? La gravit\u00e0 oggettiva delle situazioni di emergenza.<br \/>\nPorsi come osservatore esterno e cercare di valutare il pi\u00f9 oggettivamente possibile, anche con l&#039;aiuto degli altri le situazioni, prima di intraprendere qualsiasi azione.<br \/>\nAltrimenti \u00e8 come la scena iniziale de &quot;gli incredibili&quot;. Il mancato suicida che denuncia l&#039;eroe per averlo salvato, perch\u00e8 lui voleva morire sul serio. E il protagonista a cui viene interdetto il suo ruolo, solo perch\u00e8 ha osato troppo.<br \/>\nMa \u00e8 davvero difficile, quando vedi ingiustizie e difficolt\u00e0, non intervenire. E non ci dormi la notte.<\/p>\n<p>In ogni caso, tra un paio di settimane mi laureo. Tesi completa, domani in stampa, e spero che la discussione vada bene. In bocca al lupo ai papiristi per il mio sputtanamento (eggi\u00e0, stavolta tocca a me!). 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