{"id":210,"date":"2009-04-06T18:06:05","date_gmt":"2009-04-06T18:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=210"},"modified":"2009-04-06T18:06:05","modified_gmt":"2009-04-06T18:06:05","slug":"veglia-in-reparto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=210","title":{"rendered":"Veglia in reparto"},"content":{"rendered":"<p>Sono tre settimane che non aggiorno, e come sempre non \u00e8 perch\u00e8 il periodo sia stato scarso di eventi, ma piuttosto perch\u00e8 sono stati molti, e alcuni pure ad alto impatto emotivo. Vedr\u00f2 di provare a rispettare l&#039;ordine cronologico, ma ho seri dubbi di riuscirci&#8230;<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 19, ore 22.30, da una stanza in un appartamento in via marcanova, si sente un chiaro &quot;COOSA??&quot;.<br \/>\nIn effetti io e fran avevamo appena scoperto che, casualmente, vi era stato un errore nella prenotazione dell&#039;ostello per la notte successiva a Stoccolma. Dopo aver scaricato al pasticcione di turno il compito di rimediare all&#039;errore (non si sa di chi fosse, ma i sospetti di entrambi non erano pochi) ed esserci risvaccati sul divano a guardare Kinsey, ci proiettiamo gi\u00e0 al giorno successivo, al volo e al viaggio lampo a Stoccolma.<\/p>\n<p>Che dire di questa citt\u00e0 incastonata nei ghiacci del nord europa? Principalmente che mi sono sentito un alieno. O meglio, un uomo preistorico trasportato in una citt\u00e0 del 2183.<br \/>\nTecnologicamente sono avanti a noi di una manciata di anni. Come organizzazione, non ho mai visto nulla di simile finora, ovviamente in positivo. Gentilezza e cortesia sono talmente grandi e spontanee che se tali coccole te le facesse un italiano mi verrebbe spontaneo subito pensare male e dubitare che abbia un secondo fine. Come societ\u00e0 sono avanti a noi di almeno 40 anni. Le persone sono integrate, tutte parte di un&#039;unica societ\u00e0, lavorano senza affanno ma seriamente, apprezzano la cultura e vanno fieri del loro paese, delle tradizioni e delle testimonianze del loro passato.<br \/>\nNoi, in una piazza, abbiamo i cestini delle immondizie che puzzano, straripano e sono circondati di altra spazzatura.<br \/>\nLoro, in una piazza, hanno le pompe per le biciclette. Automatiche, elettriche. Che ti gonfiano automaticamente le gomme alla pressione ideale.<br \/>\nTanto per fare un esempio.<br \/>\nVediamo di darci da fare, su. Tutto il resto del mondo pu\u00f2 essere cos\u00ec, e anche meglio.<\/p>\n<p>Un bellissimo weekend, con qualche nota stonata a dire il vero, ma che non mi ha impedito di portare a casa un fantastico ricordo di quei due giorni.<br \/>\nNon ci si pu\u00f2 azzeccare con tutti, non si pu\u00f2 chiedere a due persone che non vogliono entrare in contatto di farlo. E&#039; una violenza nei confronti di chi non sente l&#039;esigenza di cercare un confronto. Il contatto non \u00e8 scontato: siamo liberi di relazionarci con chi vogliamo, e di non farlo con di chi, a pelle, non sentiamo stima, o peggio.<br \/>\nMa questa faccenda \u00e8 gi\u00e0 stata chiarita tra i diretti interessati, ha fornito altri punti di confronto.. con queste persone si \u00e8 bello confrontarsi, senza peli sulla lingua. Ci si sente capiti, disposti ad accettare il punto di vista dell&#039;altro, senza giudicare, con la sensazione di essere &quot;alla pari&quot;, senza doppi fini n\u00e8 alcunch\u00e8 di &quot;non detto&quot;.<br \/>\nCome al solito: azzeccarsi o meno, a pelle.<br \/>\nE io al mio sesto senso non ci rinuncio.<br \/>\nNon ci rinuncio perch\u00e8 le volte che non l&#039;ho ascoltato ho preso inculate fotoniche. Delusioni delle quali porto ancora il segno.<br \/>\n<img src=images\/stockholm_night.jpg popup=false\/><br \/>\nSi torna a Padova, e poi dopo qualche giorno a cittadella. Fortuna che ero preparato, al ritorno alla realt\u00e0.<br \/>\nFai la stessa strada, calpesti lo stesso asfalto, cammini sotto la stessa pioggia, e ti ritrovi circondato di persone, in quel bar che ormai \u00e8 come il &quot;bar mario&quot; del liga. Tra queste, tutta la possibile casistica di individui, dagli amici ai meno amici, da quelli che cambiano a quelli che restano sempre uguali, da quelli che soffrono a quelli che nella loro semplicit\u00e0 sono sempre sorridenti, da quelli che sai che ti puoi fidare sempre di loro a quelli a cui non affideresti in custodia nemmeno un gatto morto.<br \/>\nE mi sorprendo ancora&#8230; e non riesco ad accettarlo ancora&#8230;<br \/>\nL&#039;ho detto qualche notte fa, &quot;ho dovuto accettare di farmi la mia piccola cerchia, di restringere il mio campo di amici&quot;, ma come al solito una cosa dico, e una faccio&#8230;<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che ancora non accetto che ci siano persone losche, che parlano alle spalle, che approfittano dell&#039;ingenuit\u00e0 altrui per vantaggio personale, che ti svelano segreti e verit\u00e0 manipolate solo per manipolarti a loro volta, che riescono ad accattivarsi le simpatie di molti polli che ci cascano, e che presto verranno di nuovo usati, in modo assolutamente egoistico.<br \/>\nIo persone cos\u00ec non riesco a capire perch\u00e8 esistano. Come facciano ad addormentarsi la sera senza rimanere in una veglia perenne, divorati dai sensi di colpa.<br \/>\nIn certi momenti mi viene un nervoso, ma un nervoso, che giuro, vorrei non aver resistito tanto alcune volte, ed aver pestato di santa ragione chi se lo meritava. Vorrei avergli dato un palloncino, e urlato contro &quot;anche tu galleggerai!&quot; Forse si sarebbe levato dai coglioni, forse non sentirei cos\u00ec tanta rabbia dentro.<br \/>\nE per chi non avesse ancora intuito le ragioni profonde della mia mezza dipartita per la citt\u00e0: ecco. Proprio per questo. Io sono una persona che si accontenta di poco, ma che alcune cose proprio non le sopporter\u00e0 mai. E non voglio cambiare, no.<br \/>\nSolo mi spiace per chi sta subendo la stessa sorte che \u00e8 toccata a me nel passato. Via le fette di salame dagli occhi, finch\u00e8 siete in tempo, e fuori le palle, cazzo.<\/p>\n<p>Fortunatamente alcune volte si hanno delle belle sorprese dalla provincia, e conosci qualcuno che \u00e8 della tua stessa pasta, stessa sensibilit\u00e0, interessi molto simili, ottimo feeling a pelle. Non credevo potesse succedere, e non nego che la cosa mi ha dato molte emozioni positive. Tanto per non cadere nel sentimentale.<br \/>\nNessuna illusione, tengo quello che ho al momento. Coltiviamolo, e se il germoglio merita di diventare un bellissimo albero, lo far\u00e0. Guardo avanti con curiosit\u00e0, e con una sensazione che erano parecchi anni che non provavo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il perfetto tempismo delle emergenze.<br \/>\nProprio la sera in cui avevo appuntamento alle nove, ecco che un paio d&#039;ore prima si sente un tonfo, un rumore sordo, e una infinita serie di lamenti. E pensare che fino a qualche ora prima maledicevo vivesse con noi, per il peso di avere un&#039;altra persona sulle spalle.<br \/>\nTre ore dopo, e senza aver saltato l&#039;appuntamento, mi ritrovo in reparto, ad ascoltare un&#039;impietosa diagnosi che senza dubbio sconvolger\u00e0 per qualche tempo i gi\u00e0 delicati equilibri familiari. Niente, non \u00e8 possibile avere un momento di pace, di tranquillit\u00e0, quest&#039;anno.<\/p>\n<p>E cos\u00ec faccio la notte sveglio, senza chiudere occhio, seduto su una scomodissima sedia, interrotto ogni tre minuti da lamenti e richieste di aiuto, flebo e ghiaccio da cambiare, gli occhi che a malapena resistono dopo sessanta ore di veglia.<br \/>\nPer\u00f2 sono rimasto sconvolto&#8230; piacevolmente, dai medici e dagli infermieri del reparto. Che hanno cura del paziente, che non lo considerano solo un nome. Che si ricordano il nome di tutti, che vengono ogni mezz&#039;ora di loro iniziativa a controllare se va tutto bene o se ci sono problemi, che ti danno la sensazione che non sei solo, che ti aiutano a farti carico della persona che stai assistendo.<br \/>\nSo che non \u00e8 ovunque cos\u00ec, e che anzi quelle che ho conosciuto stanotte sono delle mosche bianche.<br \/>\nMa \u00e8 bello ogni tanto veder spuntare, dalle montagne di cartelle cliniche, lastre e provette, un briciolo di umanit\u00e0.<br \/>\nSe un domani il mio lavoro mi porter\u00e0 anche a confrontarmi con realt\u00e0 del genere, \u00e8 proprio cos\u00ec che voglio essere.<\/p>\n<p>Il contrasto \u00e8 ancora pi\u00f9 forte al mattino, quando torni a casa, senti del terremoto in Abruzzo, e dopo qualche ora di sonno hai l&#039;occasione di incontrarti con il tuo solito giro. E senti che di quell&#039;evento non si parla assolutamente, che sono miopi alla gravit\u00e0 della cosa, e che a chi prova a destarli dal loro torpore emotivo reagiscono con indifferenza.<\/p>\n<p>E&#039; per quello che sono stanco di fare Don Chiscotte, e mi ritaglio io la mia cerchia di Persone nell&#039;insieme di tutti gli esseri basati sul carbonio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tre settimane che non aggiorno, e come sempre non \u00e8 perch\u00e8 il periodo sia stato scarso di eventi, ma piuttosto perch\u00e8 sono stati molti, e alcuni pure ad alto impatto emotivo. 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Come organizzazione, non ho mai visto nulla di simile finora, ovviamente in positivo. Gentilezza e cortesia sono talmente grandi e spontanee che se tali coccole te le facesse un italiano mi verrebbe spontaneo subito pensare male e dubitare che abbia un secondo fine. Come societ\u00e0 sono avanti a noi di almeno 40 anni. Le persone sono integrate, tutte parte di un&#039;unica societ\u00e0, lavorano senza affanno ma seriamente, apprezzano la cultura e vanno fieri del loro paese, delle tradizioni e delle testimonianze del loro passato.<br \/>\nNoi, in una piazza, abbiamo i cestini delle immondizie che puzzano, straripano e sono circondati di altra spazzatura.<br \/>\nLoro, in una piazza, hanno le pompe per le biciclette. Automatiche, elettriche. Che ti gonfiano automaticamente le gomme alla pressione ideale.<br \/>\nTanto per fare un esempio.<br \/>\nVediamo di darci da fare, su. Tutto il resto del mondo pu\u00f2 essere cos\u00ec, e anche meglio.<\/p>\n<p>Un bellissimo weekend, con qualche nota stonata a dire il vero, ma che non mi ha impedito di portare a casa un fantastico ricordo di quei due giorni.<br \/>\nNon ci si pu\u00f2 azzeccare con tutti, non si pu\u00f2 chiedere a due persone che non vogliono entrare in contatto di farlo. E&#039; una violenza nei confronti di chi non sente l&#039;esigenza di cercare un confronto. Il contatto non \u00e8 scontato: siamo liberi di relazionarci con chi vogliamo, e di non farlo con di chi, a pelle, non sentiamo stima, o peggio.<br \/>\nMa questa faccenda \u00e8 gi\u00e0 stata chiarita tra i diretti interessati, ha fornito altri punti di confronto.. con queste persone si \u00e8 bello confrontarsi, senza peli sulla lingua. Ci si sente capiti, disposti ad accettare il punto di vista dell&#039;altro, senza giudicare, con la sensazione di essere &quot;alla pari&quot;, senza doppi fini n\u00e8 alcunch\u00e8 di &quot;non detto&quot;.<br \/>\nCome al solito: azzeccarsi o meno, a pelle.<br \/>\nE io al mio sesto senso non ci rinuncio.<br \/>\nNon ci rinuncio perch\u00e8 le volte che non l&#039;ho ascoltato ho preso inculate fotoniche. Delusioni delle quali porto ancora il segno.<br \/>\n<img src=images\/stockholm_night.jpg popup=false\/><br \/>\nSi torna a Padova, e poi dopo qualche giorno a cittadella. Fortuna che ero preparato, al ritorno alla realt\u00e0.<br \/>\nFai la stessa strada, calpesti lo stesso asfalto, cammini sotto la stessa pioggia, e ti ritrovi circondato di persone, in quel bar che ormai \u00e8 come il &quot;bar mario&quot; del liga. Tra queste, tutta la possibile casistica di individui, dagli amici ai meno amici, da quelli che cambiano a quelli che restano sempre uguali, da quelli che soffrono a quelli che nella loro semplicit\u00e0 sono sempre sorridenti, da quelli che sai che ti puoi fidare sempre di loro a quelli a cui non affideresti in custodia nemmeno un gatto morto.<br \/>\nE mi sorprendo ancora&#8230; e non riesco ad accettarlo ancora&#8230;<br \/>\nL&#039;ho detto qualche notte fa, &quot;ho dovuto accettare di farmi la mia piccola cerchia, di restringere il mio campo di amici&quot;, ma come al solito una cosa dico, e una faccio&#8230;<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che ancora non accetto che ci siano persone losche, che parlano alle spalle, che approfittano dell&#039;ingenuit\u00e0 altrui per vantaggio personale, che ti svelano segreti e verit\u00e0 manipolate solo per manipolarti a loro volta, che riescono ad accattivarsi le simpatie di molti polli che ci cascano, e che presto verranno di nuovo usati, in modo assolutamente egoistico.<br \/>\nIo persone cos\u00ec non riesco a capire perch\u00e8 esistano. Come facciano ad addormentarsi la sera senza rimanere in una veglia perenne, divorati dai sensi di colpa.<br \/>\nIn certi momenti mi viene un nervoso, ma un nervoso, che giuro, vorrei non aver resistito tanto alcune volte, ed aver pestato di santa ragione chi se lo meritava. Vorrei avergli dato un palloncino, e urlato contro &quot;anche tu galleggerai!&quot; Forse si sarebbe levato dai coglioni, forse non sentirei cos\u00ec tanta rabbia dentro.<br \/>\nE per chi non avesse ancora intuito le ragioni profonde della mia mezza dipartita per la citt\u00e0: ecco. Proprio per questo. Io sono una persona che si accontenta di poco, ma che alcune cose proprio non le sopporter\u00e0 mai. E non voglio cambiare, no.<br \/>\nSolo mi spiace per chi sta subendo la stessa sorte che \u00e8 toccata a me nel passato. Via le fette di salame dagli occhi, finch\u00e8 siete in tempo, e fuori le palle, cazzo.<\/p>\n<p>Fortunatamente alcune volte si hanno delle belle sorprese dalla provincia, e conosci qualcuno che \u00e8 della tua stessa pasta, stessa sensibilit\u00e0, interessi molto simili, ottimo feeling a pelle. Non credevo potesse succedere, e non nego che la cosa mi ha dato molte emozioni positive. Tanto per non cadere nel sentimentale.<br \/>\nNessuna illusione, tengo quello che ho al momento. Coltiviamolo, e se il germoglio merita di diventare un bellissimo albero, lo far\u00e0. Guardo avanti con curiosit\u00e0, e con una sensazione che erano parecchi anni che non provavo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il perfetto tempismo delle emergenze.<br \/>\nProprio la sera in cui avevo appuntamento alle nove, ecco che un paio d&#039;ore prima si sente un tonfo, un rumore sordo, e una infinita serie di lamenti. E pensare che fino a qualche ora prima maledicevo vivesse con noi, per il peso di avere un&#039;altra persona sulle spalle.<br \/>\nTre ore dopo, e senza aver saltato l&#039;appuntamento, mi ritrovo in reparto, ad ascoltare un&#039;impietosa diagnosi che senza dubbio sconvolger\u00e0 per qualche tempo i gi\u00e0 delicati equilibri familiari. Niente, non \u00e8 possibile avere un momento di pace, di tranquillit\u00e0, quest&#039;anno.<\/p>\n<p>E cos\u00ec faccio la notte sveglio, senza chiudere occhio, seduto su una scomodissima sedia, interrotto ogni tre minuti da lamenti e richieste di aiuto, flebo e ghiaccio da cambiare, gli occhi che a malapena resistono dopo sessanta ore di veglia.<br \/>\nPer\u00f2 sono rimasto sconvolto&#8230; piacevolmente, dai medici e dagli infermieri del reparto. Che hanno cura del paziente, che non lo considerano solo un nome. Che si ricordano il nome di tutti, che vengono ogni mezz&#039;ora di loro iniziativa a controllare se va tutto bene o se ci sono problemi, che ti danno la sensazione che non sei solo, che ti aiutano a farti carico della persona che stai assistendo.<br \/>\nSo che non \u00e8 ovunque cos\u00ec, e che anzi quelle che ho conosciuto stanotte sono delle mosche bianche.<br \/>\nMa \u00e8 bello ogni tanto veder spuntare, dalle montagne di cartelle cliniche, lastre e provette, un briciolo di umanit\u00e0.<br \/>\nSe un domani il mio lavoro mi porter\u00e0 anche a confrontarmi con realt\u00e0 del genere, \u00e8 proprio cos\u00ec che voglio essere.<\/p>\n<p>Il contrasto \u00e8 ancora pi\u00f9 forte al mattino, quando torni a casa, senti del terremoto in Abruzzo, e dopo qualche ora di sonno hai l&#039;occasione di incontrarti con il tuo solito giro. E senti che di quell&#039;evento non si parla assolutamente, che sono miopi alla gravit\u00e0 della cosa, e che a chi prova a destarli dal loro torpore emotivo reagiscono con indifferenza.<\/p>\n<p>E&#039; per quello che sono stanco di fare Don Chiscotte, e mi ritaglio io la mia cerchia di Persone nell&#039;insieme di tutti gli esseri basati sul carbonio.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=210"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":296,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions\/296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}