{"id":200,"date":"2008-12-10T03:10:09","date_gmt":"2008-12-10T03:10:09","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=200"},"modified":"2008-12-10T03:10:09","modified_gmt":"2008-12-10T03:10:09","slug":"the-butterfly-effect","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=200","title":{"rendered":"The butterfly effect"},"content":{"rendered":"<p>Mammamia che film. Quello del titolo, dico. Tra questo, visto stasera, e il laboratorio di musicoterapia di venerd\u00ec, mi vien da dire&#8230;<br \/>\nMammamia che film. Non quello del titolo, ma quello che ho rivissuto nella mente. Altro che JD.<br \/>\nCosa sarebbe successo se&#8230; Ma partiamo dall&#039;inizio.<br \/>\nLaboratorio di musicoterapia di venerd\u00ec a macram\u00e8. Parte l&#039;ultimo brano, e mi ritrovo catapultato in una scena dell&#039;estate 2002. La rivivo completamente, sia le scene che i dialoghi che le emozioni.<br \/>\nIo, bimba &#8211; quella di &quot;addio, bimba&quot;, ruma ben che te a cati sol sito&#8230;- e nessun altro. Come risolvere una situazione impossibile, invischiata, nel modo migliore per lei e per tutti gli altri, e pi\u00f9 disfunzionale per me. Ama il prossimo tuo COME te stesso, non di pi\u00f9, me l&#039;avevano detto mille volte. E io non l&#039;avevo ancora capito.<\/p>\n<p><em>Al bar.<br \/>\nSono le 5 e mezza, e sono in uno stato di catatonia con gli altri del gruppo attorno che scherzano e bevono. Io dalla balla triste ne sono uscito toh, alle 2, e sto in panico forte. Devo fare qualcosa, non ne posso pi\u00f9, sto per scoppiare. Tra l&#039;altro, ascoltare di continuo gli HIM non aiuta.<br \/>\nPaola da un lato, amore durato tutta un&#039;estate e un&#039;autunno ma finito da pi\u00f9 di sei mesi ormai, dall&#039;altro lato un rapporto di amicizia leggermente ambiguo (diciamo leggermente per comodit\u00e0 ma lo \u00e8 molto di pi\u00f9), il rischio di rovinare tutto, perdere quella amicizia, massacrare le altre, rischiare il tutto per tutto, indecisione, incomprensione su quello che provo, e uber alles mai fare del male a qualcuno, piuttosto farne a me stesso.<br \/>\nSenza nemmeno salutare vado al parco. Si, lei \u00e8 li. Devo parlarci, incasinata come si \u00e8 la situazione non posso pi\u00f9 andare avanti. Motorino in strada e via.<br \/>\nHo bisogno di parlarti. Non adesso, sono al parco. No, adesso. Uff, arrivo.<br \/>\nDiscussione di quasi due ore, tra urla, insulti, lacrime, emozioni, sentimenti, tutto quello che non ci si era mai detti esce in quella litigata-che-ha-fatto-spettacolo-a-padova in quel pomeriggio del 12 giugno. Tutto, tranne la cosa fondamentale. Che la amavo. Che ci amavamo.<br \/>\nNo, non sono innamorato di te, le avevo detto al telefono una settimana prima. Negazione, di cattiveria! L&#039;avrei accettato solo due mesi dopo, quel che provavo.<br \/>\nLa discussione era senza fine. Non poteva avere una fine, non volevamo una fine. Sarebbe stata LA fine. Di tutto.<br \/>\nConclusione: ciao. Metto il casco e vado a casa. A casa mia, non nell&#039;appartamento-del-popolo.<br \/>\nUn viaggio di mezz&#039;ora, sotto il sole, ma con la vista appannata dalle lacrime. Non credo di aver mai pianto cos\u00ec tanto. Occhi rossi per giorni, avrei avuto. Era finita, non ci saremmo MAI pi\u00f9 ritrovati, avevo perso tutto, per salvare il salvabile nel gruppo, per la sua forse felicit\u00e0, anche se nella mia tristezza, nel mio totale sconforto, nel mio arrendermi impotente.<\/em><\/p>\n<p>Qui finisce la musica, esco dallo stato di trance. Peggio dell&#039;ipnosi, devo dire. Pi\u00f9 realistico di un sogno, pi\u00f9 sconvolgente, pi\u00f9 regressivo di anni di terapia.<br \/>\n<img src=images\/sorry.jpg popup=false\/><br \/>\nPerch\u00e8 quella scelta cos\u00ec definitiva? Perch\u00e8 l&#039;abbandonare tutto e tutti, soprattutto quella persona che non ne ho ancora e non so nemmeno quando ne trover\u00f2 una con cui ero cos\u00ec in sintonia, che sentivo cos\u00ec simile a me, con gli stessi sentimenti, emozioni, perfettamente in risonanza con me?<br \/>\nLa scelta meno disfunzionale in assoluto \u00e8 stata la pi\u00f9 disfunzionale per me. Mi \u00e8 costata una depressione e anni per riprendermi. Certo, la sensazione di aver fatto il suo bene, e il bene di tutti gli altri in generale, di aver salvato il salvabile, cio\u00e8 per loro quel che erano e per me nulla, ti d\u00e0 la sensazione di essere nel giusto. Ma il giusto non sempre \u00e8 felice. Il giusto non sempre ne esce senza le ossa rotte, anzi.<br \/>\nOra come ora, cosa farei? Tornerei indietro nel tempo per cambiare il passato e vivere un presente, se ne avessi la possibilit\u00e0?<br \/>\nD&#039;impulso, come non dire &quot;s\u00ec&quot;?<br \/>\nE invece no. Citando qualcuno, mi ritrovo a dire &quot;rifarei tutto come allora&quot;.<br \/>\nSono felice di dove sono ora, del percorso che ho fatto, non sarei quello che sono adesso, e del quale vado fiero.<br \/>\nIl problema? Lo so che \u00e8 un lutto risolto &quot;a met\u00e0&quot;.<br \/>\nFantasmaticamente, la perdita l&#039;ho elaborata e ho allacciato nuovi rapporti, nuove relazioni, ho anche riscoperto l&#039;amore (ne parlavo qualche rant fa). Ma realmente&#8230; ma mio dio, come ci siamo salutati! Escluso un imbarazzante incontro fugace di trenta secondi, non ci siamo mai pi\u00f9 parlati! E, dio, se vorrei parlarti! Solo per sapere come stai, come va, e per dirtelo, chiudere quel &quot;non detto&quot; di sei anni fa, &quot;s\u00ec ti amavo&quot;, e sentirmi un peso in meno nella valigia dei ricordi.<\/p>\n<p>Se il rimpianto c&#039;\u00e8 riguarda solo quello. E poi mi piacerebbe sapere come sarebbe andata. Non viverlo, ma riderci sopra davanti a un caff\u00e8, chiudendo quel capitolo. Una volta per tutte. Come un film concluso amaramente, conclusosi s\u00ec ma con una scena dopo i titoli di coda, a completare in modo sereno la storia. Con una parte di pubblico che sceglie di rimanere a vedere anche quella parte, andando a casa felice, e il grosso della marmaglia che se ne \u00e8 gi\u00e0 andato a casa, a letto col magone.<br \/>\nNon so se vedr\u00f2 e vivr\u00f2 la scena dopo i titoli di coda. Se ce ne sar\u00e0 l&#039;occasione non mi tirer\u00f2 certo indietro.<br \/>\nMa certo \u00e8 che se una musica mi ha riportato l\u00ec dopo cos\u00ec tanti anni significa che la ferita si \u00e8 chiusa, ma c&#039;\u00e8 ancora una scheggia nella carne. Forse sarebbe il caso di operare, di riaprirla, per levare quel fastidio a ogni movimento, per essere definitivamente guarito.<br \/>\nMi domando se avr\u00f2 mai la forza di affrontare questo intervento. Eppure lo so che lo dovrei fare.<\/p>\n<p>Questo solo per spiegare le mie sensazioni di questi giorni, il mio stato &quot;di mona&quot; per non dire melanconico, la mia indecisione nel rischiare di imbagolarmi in un rapporto perch\u00e8 ho paura di farle male.<br \/>\nPrometto, mi tiro su. Lo sto gi\u00e0 facendo. Ho fatto anche un esame oggi!<br \/>\nLo voglio dire ancora &quot;Si, va bene&#8230;&quot;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mammamia che film. Quello del titolo, dico. Tra questo, visto stasera, e il laboratorio di musicoterapia di venerd\u00ec, mi vien da dire&#8230;<br \/>\nMammamia che film. Non quello del titolo, ma quello che ho rivissuto nella mente. Altro che JD.<br \/>\nCosa sarebbe successo se&#8230; Ma partiamo dall&#039;inizio.<br \/>\nLaboratorio di musicoterapia di venerd\u00ec a macram\u00e8. Parte l&#039;ultimo brano, e mi ritrovo catapultato in una scena dell&#039;estate 2002. La rivivo completamente, sia le scene che i dialoghi che le emozioni.<br \/>\nIo, bimba &#8211; quella di &quot;addio, bimba&quot;, ruma ben che te a cati sol sito&#8230;- e nessun altro. Come risolvere una situazione impossibile, invischiata, nel modo migliore per lei e per tutti gli altri, e pi\u00f9 disfunzionale per me. Ama il prossimo tuo COME te stesso, non di pi\u00f9, me l&#039;avevano detto mille volte. E io non l&#039;avevo ancora capito.<\/p>\n<p><em>Al bar.<br \/>\nSono le 5 e mezza, e sono in uno stato di catatonia con gli altri del gruppo attorno che scherzano e bevono. Io dalla balla triste ne sono uscito toh, alle 2, e sto in panico forte. Devo fare qualcosa, non ne posso pi\u00f9, sto per scoppiare. Tra l&#039;altro, ascoltare di continuo gli HIM non aiuta.<br \/>\nPaola da un lato, amore durato tutta un&#039;estate e un&#039;autunno ma finito da pi\u00f9 di sei mesi ormai, dall&#039;altro lato un rapporto di amicizia leggermente ambiguo (diciamo leggermente per comodit\u00e0 ma lo \u00e8 molto di pi\u00f9), il rischio di rovinare tutto, perdere quella amicizia, massacrare le altre, rischiare il tutto per tutto, indecisione, incomprensione su quello che provo, e uber alles mai fare del male a qualcuno, piuttosto farne a me stesso.<br \/>\nSenza nemmeno salutare vado al parco. Si, lei \u00e8 li. Devo parlarci, incasinata come si \u00e8 la situazione non posso pi\u00f9 andare avanti. Motorino in strada e via.<br \/>\nHo bisogno di parlarti. Non adesso, sono al parco. No, adesso. Uff, arrivo.<br \/>\nDiscussione di quasi due ore, tra urla, insulti, lacrime, emozioni, sentimenti, tutto quello che non ci si era mai detti esce in quella litigata-che-ha-fatto-spettacolo-a-padova in quel pomeriggio del 12 giugno. Tutto, tranne la cosa fondamentale. Che la amavo. Che ci amavamo.<br \/>\nNo, non sono innamorato di te, le avevo detto al telefono una settimana prima. Negazione, di cattiveria! L&#039;avrei accettato solo due mesi dopo, quel che provavo.<br \/>\nLa discussione era senza fine. Non poteva avere una fine, non volevamo una fine. Sarebbe stata LA fine. Di tutto.<br \/>\nConclusione: ciao. Metto il casco e vado a casa. A casa mia, non nell&#039;appartamento-del-popolo.<br \/>\nUn viaggio di mezz&#039;ora, sotto il sole, ma con la vista appannata dalle lacrime. Non credo di aver mai pianto cos\u00ec tanto. Occhi rossi per giorni, avrei avuto. Era finita, non ci saremmo MAI pi\u00f9 ritrovati, avevo perso tutto, per salvare il salvabile nel gruppo, per la sua forse felicit\u00e0, anche se nella mia tristezza, nel mio totale sconforto, nel mio arrendermi impotente.<\/em><\/p>\n<p>Qui finisce la musica, esco dallo stato di trance. Peggio dell&#039;ipnosi, devo dire. Pi\u00f9 realistico di un sogno, pi\u00f9 sconvolgente, pi\u00f9 regressivo di anni di terapia.<br \/>\n<img src=images\/sorry.jpg popup=false\/><br \/>\nPerch\u00e8 quella scelta cos\u00ec definitiva? Perch\u00e8 l&#039;abbandonare tutto e tutti, soprattutto quella persona che non ne ho ancora e non so nemmeno quando ne trover\u00f2 una con cui ero cos\u00ec in sintonia, che sentivo cos\u00ec simile a me, con gli stessi sentimenti, emozioni, perfettamente in risonanza con me?<br \/>\nLa scelta meno disfunzionale in assoluto \u00e8 stata la pi\u00f9 disfunzionale per me. Mi \u00e8 costata una depressione e anni per riprendermi. Certo, la sensazione di aver fatto il suo bene, e il bene di tutti gli altri in generale, di aver salvato il salvabile, cio\u00e8 per loro quel che erano e per me nulla, ti d\u00e0 la sensazione di essere nel giusto. Ma il giusto non sempre \u00e8 felice. Il giusto non sempre ne esce senza le ossa rotte, anzi.<br \/>\nOra come ora, cosa farei? Tornerei indietro nel tempo per cambiare il passato e vivere un presente, se ne avessi la possibilit\u00e0?<br \/>\nD&#039;impulso, come non dire &quot;s\u00ec&quot;?<br \/>\nE invece no. Citando qualcuno, mi ritrovo a dire &quot;rifarei tutto come allora&quot;.<br \/>\nSono felice di dove sono ora, del percorso che ho fatto, non sarei quello che sono adesso, e del quale vado fiero.<br \/>\nIl problema? Lo so che \u00e8 un lutto risolto &quot;a met\u00e0&quot;.<br \/>\nFantasmaticamente, la perdita l&#039;ho elaborata e ho allacciato nuovi rapporti, nuove relazioni, ho anche riscoperto l&#039;amore (ne parlavo qualche rant fa). Ma realmente&#8230; ma mio dio, come ci siamo salutati! Escluso un imbarazzante incontro fugace di trenta secondi, non ci siamo mai pi\u00f9 parlati! E, dio, se vorrei parlarti! Solo per sapere come stai, come va, e per dirtelo, chiudere quel &quot;non detto&quot; di sei anni fa, &quot;s\u00ec ti amavo&quot;, e sentirmi un peso in meno nella valigia dei ricordi.<\/p>\n<p>Se il rimpianto c&#039;\u00e8 riguarda solo quello. E poi mi piacerebbe sapere come sarebbe andata. Non viverlo, ma riderci sopra davanti a un caff\u00e8, chiudendo quel capitolo. Una volta per tutte. Come un film concluso amaramente, conclusosi s\u00ec ma con una scena dopo i titoli di coda, a completare in modo sereno la storia. Con una parte di pubblico che sceglie di rimanere a vedere anche quella parte, andando a casa felice, e il grosso della marmaglia che se ne \u00e8 gi\u00e0 andato a casa, a letto col magone.<br \/>\nNon so se vedr\u00f2 e vivr\u00f2 la scena dopo i titoli di coda. Se ce ne sar\u00e0 l&#039;occasione non mi tirer\u00f2 certo indietro.<br \/>\nMa certo \u00e8 che se una musica mi ha riportato l\u00ec dopo cos\u00ec tanti anni significa che la ferita si \u00e8 chiusa, ma c&#039;\u00e8 ancora una scheggia nella carne. Forse sarebbe il caso di operare, di riaprirla, per levare quel fastidio a ogni movimento, per essere definitivamente guarito.<br \/>\nMi domando se avr\u00f2 mai la forza di affrontare questo intervento. 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