{"id":199,"date":"2008-11-29T21:43:53","date_gmt":"2008-11-29T21:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=199"},"modified":"2008-11-29T21:43:53","modified_gmt":"2008-11-29T21:43:53","slug":"my-feelings","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=199","title":{"rendered":"My feelings"},"content":{"rendered":"<p>Dire che \u00e8 stata una settimana piena \u00e8 poco.<br \/>\nA parte che \u00e8 iniziata sabato mattina, e non luned\u00ec, e la mia permanenza a padova \u00e8 stata di sette giorni netti. E la differenza si sente&#8230;<br \/>\nMolto interessanti gli incontri a treviso sullo psicodramma moreniano. Come tecnica inizia a interessarmi non poco, e s\u00ec che l&#039;anno scorso all&#039;unico incontro a cui avevo partecipato non mi aveva entusiasmato molto&#8230; eppure&#8230;<br \/>\nIntrospettiva, ecco come definirei l&#039;esperienza di questi due giorni. Sono emerse due parole, che ad alto volume hanno sommerso tutto il resto.<br \/>\nCoraggio e responsabilit\u00e0.<br \/>\nCoraggio come non arrendersi mai, proseguire nei propri obiettivi a costo di spaccarsi la schiena, per raggiungere la meta che si vede alla fine del sentiero. E sapere che non sar\u00e0 un arrivo, ma una tappa di un cammino che vorrei continuasse per sempre. Coraggio nell&#039;affrontare le difficolt\u00e0 della vita, nel non arenarsi in una secca, ma di reagire e continuare a camminare, a lottare. Coraggio nel prendersi sulle spalle non solo i propri, di problemi. E nel ridefinirli come semplici situazioni, poi.<br \/>\nResponsabilit\u00e0 come impegno, come peso che mi dovr\u00f2 portare sempre appresso nella mia futura professione. Non sar\u00e0 un lavoro di ufficio, dove le responsabilit\u00e0 contano s\u00ec ma sono relative&#8230; ma un lavoro con gli altri, dove ti fai carico anche di loro, con tutte le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 pesanti che comporta questa professione.<br \/>\nE il peso della responsabilit\u00e0 lo sento gi\u00e0 ora, figurarsi un domani&#8230; ma forse la chiave sta proprio nell&#039;affrontarlo con coraggio.<\/p>\n<p>Poi giro nel mercatino dell&#039;antiquariato che c&#039;era l\u00ec vicino. Trovare una cartolina, sentire i brividi sulla pelle e gli occhi inumidirsi, vedere quella che considero la mia seconda casa nel 1953. Incontaminata, come la ricordo dai primi anni dell&#039;infanzia, come la vorrei poter vedere sempre, non inondata del traffico rombante di questo nuovo millennio.<br \/>\n<img src=images\/campitello_1953_scaled.jpg popup=false\/><br \/>\nE andare a farsi un giro a bassano, non propriamente di strada, cos\u00ec per mostrarle quella cittadina e per tenerle alto il morale, per non farla aggrovigliare in mille pensieri, anzi un pensiero, che tanto pensarci di continuo non \u00e8 che cambi le cose.<br \/>\nE chiacchierare.<br \/>\nE sentirsi come raramente mi son sentito. Libero di parlare, di esprimere le mie emozioni forti senza trattenerle, cos\u00ec come mi vengono, non dovendo fare come al solito lo sforzo di trattenere le lacrime. Gi\u00e0, perch\u00e8 se piangi non sei accettato, un vero uomo non piange. Che cazzata&#8230;<br \/>\nMagari tutti gli amici fossero cos\u00ec. Magari con tutti potessi sentirmi cos\u00ec.<br \/>\nE viene anche spontaneo aiutarti a superare il momento non proprio radioso, condividendone la tristezza e la serenit\u00e0, a organizzare quel &quot;regalo cazzata&quot; e a tirar fuori il meglio di me per quel che riguarda scherzi e risate. Ringraziami, ma il grazie viene anche da me. Mi fa star bene aiutare, e star vicino. Forse \u00e8 per quello che mi vedo ottimista per il mio futuro da psicologo.<\/p>\n<p>Neve. Il 24.11.<br \/>\nGiocare a palle di neve e sentirsi di nuovo bambino per un attimo, brividi e gioco sereno, senza pensieri. Raro. E bellissimo.<\/p>\n<p>Andare a trovare il don, passare due piacevolissime ore a chiaccherare di come si sono evolute le nostre vite negli ultimi due anni. Gi\u00e0, mi hai guidato per pi\u00f9 di dieci anni, e il legame non si \u00e8 indebolito da quando sei stato trasferito. Con tutte le esperienze vissute insieme, non si indebolir\u00e0 mai.<br \/>\nDiscorsi semplici, discorsi seri. Sentire che condivide con me i pensieri relativi a compagnia &amp; co, arrivando senza tanti giri di parole a definire certe persone come dotate di personalit\u00e0 debole. Parole migliori non poteva usare, io non sarei mai riuscito a dirlo, aggrappato al sogno che le cose fossero diverse. Il sogno \u00e8 finito, ormai. Siamo svegli.<br \/>\nE una domanda: troverai lavoro, al termine degli studi? Io: sicuro. Dove voglio arrivare, io arrivo. A costo di farmi strada a forza, e di farmi male per arrivarci. Ma la domanda che mi pongo io \u00e8: ci sar\u00e0 ancora spazio, nel 2010, per i rapporti umani, per l&#039;uomo? O riusciremo a distruggere quel poco che ci distingue dagli animali, e dalle macchine? Ci sar\u00e0 spazio per le emozioni vere, per i sentimenti veri, per le gioie semplici, ci sar\u00e0 spazio per l&#039;amore?<br \/>\nNon ho risposte, solo domande. E speranze.<\/p>\n<p>Il resto del tempo \u00e8 trascorso studiando, con pensieri ambivalenti riguardo qualcuno che sta piano piano conquistando il suo posticino l\u00ec&#8230; domandandomi se lo voglio, se lo vuole, se ci sar\u00e0 un &quot;noi&quot;, se non ci sar\u00e0 niente e per quale motivo, se sar\u00e0 lei o un&#039;altra, gi\u00e0 arrivata o non ancora conosciuta.<br \/>\nMa non credo al gioco dei dadi. Quella \u00e8 strategia e caso, non strategia e sfiga. E non correla per niente con sentimenti e caso. In barba al vecchio detto. Con un sospiro di sollievo collettivo.<br \/>\nE tra partite a questo gioco boliviano, studio esami tirocinio e tesi, una scamorza verde che tenta di conquistare il mondo, una bottiglia di montenegro quasi seccata e una mattonella che chiss\u00e0 come \u00e8 finita nel water, questa vita insieme continua&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire che \u00e8 stata una settimana piena \u00e8 poco.<br \/>\nA parte che \u00e8 iniziata sabato mattina, e non luned\u00ec, e la mia permanenza a padova \u00e8 stata di sette giorni netti. E la differenza si sente&#8230;<br \/>\nMolto interessanti gli incontri a treviso sullo psicodramma moreniano. Come tecnica inizia a interessarmi non poco, e s\u00ec che l&#039;anno scorso all&#039;unico incontro a cui avevo partecipato non mi aveva entusiasmato molto&#8230; eppure&#8230;<br \/>\nIntrospettiva, ecco come definirei l&#039;esperienza di questi due giorni. Sono emerse due parole, che ad alto volume hanno sommerso tutto il resto.<br \/>\nCoraggio e responsabilit\u00e0.<br \/>\nCoraggio come non arrendersi mai, proseguire nei propri obiettivi a costo di spaccarsi la schiena, per raggiungere la meta che si vede alla fine del sentiero. E sapere che non sar\u00e0 un arrivo, ma una tappa di un cammino che vorrei continuasse per sempre. Coraggio nell&#039;affrontare le difficolt\u00e0 della vita, nel non arenarsi in una secca, ma di reagire e continuare a camminare, a lottare. Coraggio nel prendersi sulle spalle non solo i propri, di problemi. E nel ridefinirli come semplici situazioni, poi.<br \/>\nResponsabilit\u00e0 come impegno, come peso che mi dovr\u00f2 portare sempre appresso nella mia futura professione. Non sar\u00e0 un lavoro di ufficio, dove le responsabilit\u00e0 contano s\u00ec ma sono relative&#8230; ma un lavoro con gli altri, dove ti fai carico anche di loro, con tutte le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 pesanti che comporta questa professione.<br \/>\nE il peso della responsabilit\u00e0 lo sento gi\u00e0 ora, figurarsi un domani&#8230; ma forse la chiave sta proprio nell&#039;affrontarlo con coraggio.<\/p>\n<p>Poi giro nel mercatino dell&#039;antiquariato che c&#039;era l\u00ec vicino. Trovare una cartolina, sentire i brividi sulla pelle e gli occhi inumidirsi, vedere quella che considero la mia seconda casa nel 1953. Incontaminata, come la ricordo dai primi anni dell&#039;infanzia, come la vorrei poter vedere sempre, non inondata del traffico rombante di questo nuovo millennio.<br \/>\n<img src=images\/campitello_1953_scaled.jpg popup=false\/><br \/>\nE andare a farsi un giro a bassano, non propriamente di strada, cos\u00ec per mostrarle quella cittadina e per tenerle alto il morale, per non farla aggrovigliare in mille pensieri, anzi un pensiero, che tanto pensarci di continuo non \u00e8 che cambi le cose.<br \/>\nE chiacchierare.<br \/>\nE sentirsi come raramente mi son sentito. Libero di parlare, di esprimere le mie emozioni forti senza trattenerle, cos\u00ec come mi vengono, non dovendo fare come al solito lo sforzo di trattenere le lacrime. Gi\u00e0, perch\u00e8 se piangi non sei accettato, un vero uomo non piange. Che cazzata&#8230;<br \/>\nMagari tutti gli amici fossero cos\u00ec. Magari con tutti potessi sentirmi cos\u00ec.<br \/>\nE viene anche spontaneo aiutarti a superare il momento non proprio radioso, condividendone la tristezza e la serenit\u00e0, a organizzare quel &quot;regalo cazzata&quot; e a tirar fuori il meglio di me per quel che riguarda scherzi e risate. Ringraziami, ma il grazie viene anche da me. Mi fa star bene aiutare, e star vicino. Forse \u00e8 per quello che mi vedo ottimista per il mio futuro da psicologo.<\/p>\n<p>Neve. Il 24.11.<br \/>\nGiocare a palle di neve e sentirsi di nuovo bambino per un attimo, brividi e gioco sereno, senza pensieri. Raro. E bellissimo.<\/p>\n<p>Andare a trovare il don, passare due piacevolissime ore a chiaccherare di come si sono evolute le nostre vite negli ultimi due anni. Gi\u00e0, mi hai guidato per pi\u00f9 di dieci anni, e il legame non si \u00e8 indebolito da quando sei stato trasferito. Con tutte le esperienze vissute insieme, non si indebolir\u00e0 mai.<br \/>\nDiscorsi semplici, discorsi seri. Sentire che condivide con me i pensieri relativi a compagnia &amp; co, arrivando senza tanti giri di parole a definire certe persone come dotate di personalit\u00e0 debole. Parole migliori non poteva usare, io non sarei mai riuscito a dirlo, aggrappato al sogno che le cose fossero diverse. Il sogno \u00e8 finito, ormai. Siamo svegli.<br \/>\nE una domanda: troverai lavoro, al termine degli studi? Io: sicuro. Dove voglio arrivare, io arrivo. A costo di farmi strada a forza, e di farmi male per arrivarci. Ma la domanda che mi pongo io \u00e8: ci sar\u00e0 ancora spazio, nel 2010, per i rapporti umani, per l&#039;uomo? O riusciremo a distruggere quel poco che ci distingue dagli animali, e dalle macchine? Ci sar\u00e0 spazio per le emozioni vere, per i sentimenti veri, per le gioie semplici, ci sar\u00e0 spazio per l&#039;amore?<br \/>\nNon ho risposte, solo domande. E speranze.<\/p>\n<p>Il resto del tempo \u00e8 trascorso studiando, con pensieri ambivalenti riguardo qualcuno che sta piano piano conquistando il suo posticino l\u00ec&#8230; domandandomi se lo voglio, se lo vuole, se ci sar\u00e0 un &quot;noi&quot;, se non ci sar\u00e0 niente e per quale motivo, se sar\u00e0 lei o un&#039;altra, gi\u00e0 arrivata o non ancora conosciuta.<br \/>\nMa non credo al gioco dei dadi. Quella \u00e8 strategia e caso, non strategia e sfiga. E non correla per niente con sentimenti e caso. In barba al vecchio detto. 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