{"id":178,"date":"2008-05-26T23:04:53","date_gmt":"2008-05-26T23:04:53","guid":{"rendered":"http:\/\/iowtest.sytes.net\/?p=178"},"modified":"2008-05-26T23:04:53","modified_gmt":"2008-05-26T23:04:53","slug":"frailty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaonwine.net\/?p=178","title":{"rendered":"Frailty"},"content":{"rendered":"<p>Non ho una gran voglia di scrivere. Avrei talmente tante cose da dire sull&#039;ultima settimana che me ne passa del tutto la voglia. E poi sono stanco, voglio riposarmi un p\u00f2, almeno una notte, dopo una settimana vissuta &#8220;a buso&#8221;.<br \/>\nDunque lascer\u00f2 che sia qualche altro a scrivere&#8230;<br \/>\n<em><br \/>\nLa fragilit\u00e0 non \u00e8 all&#039;origine della cattiveria e della volgarit\u00e0. Non \u00e8 la fonte del male. Anzi la percezione del proprio limite porta a considerare e a capire il limite degli altri. La violenza \u00e8 data dalla constatazione di non essere forti come si vorrebbe, dalla delusione di non avere ottenuto il successo a cui si pensava di aver diritto. Lo scarto tra il desiderio di potenza e la cronaca scatena la furia e pulsioni che annientano, oltre alla vittima, anche la propria umanit\u00e0, poich\u00e9 questo non \u00e8 un uomo.<br \/>\nL&#039;uomo fragile non \u00e8 mai violento.<br \/>\nC&#039;\u00e8 chi uccide ogni giorno e poi una volta salva una vita e lo fa per mostrare il coraggio e l&#039;eccezzionalit\u00e0 dei gesti. Questo non \u00e8 un uomo.<br \/>\nE&#039; solo attraverso le piccole cose che si scopre l&#039;uomo, nella comprensione di ogni giorno, nel poter guardare in viso l&#039;altro da s\u00e9 e coglierne i segni del dolore visibili in un&#039;espressione che sa di fine, mentre si chiede inutilmente perch\u00e9 ancora dolore. Una domanda che rimanda alla paura.<br \/>\nSe non si conosce il perch\u00e9 del dolore, tutti i perch\u00e9, di qualsivoglia origine, finiscono per disegnare un mondo di mostri, in cui si \u00e8 vittima inconsapevole di un destino che \u00e8 in mano all&#039;ignoto. E allora l&#039;uomo diventa un mostro guidato da un mistero fatto di mostri.<br \/>\nC&#039;\u00e9 un dolore talmente forte che persino i pensieri fanno male e ogni considerazione sanguina. La vita diventa un torrente insanguinato e ogni affermazione \u00e8 dolorosa e produce dolore.<br \/>\nNon \u00e8 possibile consolarsi se si \u00e8 avvolti da questo mondo impaurito. Occorre che ci sia un uomo vicino che ricordi che anche dopo un temporale che ha sradicato un villaggio uscir\u00e0 il sole e risplender\u00e0 la luce, e che gli uccelli cinguetteranno e la vita continuer\u00e0.<br \/>\nL&#039;uomo del dolore, della fragilit\u00e0, l&#039;uomo della comprensione, l&#039;uomo della consolazione.<br \/>\nQuesto \u00e8 un uomo, questo forse \u00e8 l&#039;uomo.<br \/>\n<img src=images\/bologna.jpg popup=false\/><br \/>\nE io non amo il potere, l&#039;ho sempre sfuggito, e quando mi ci avvicinavo, sentivo un terrore che mi faceva scappare e mi riportava a iniziare una strada nuova lasciando quella che faceva intravedere il successo e l&#039;encomio, che sono ancelle del potere.<br \/>\nCerco un dio della fragilit\u00e0, un dio minore che sappia capire e amare, ascoltare e aspettare vicino a me che temo la solitudine e il dolore, nel deserto, nel mio deserto.<br \/>\nUn dio piccolo che aiuti con la propria paura, che affermi che questo mondo \u00e8 malato e quest&#039;uomo non \u00e8 un uomo. Questo \u00e8 Dio.<br \/>\nNon posso condividere lo stesso dio dei despoti, di chi non mi vede e non mi sente quando piegato mostro il mio costato tappezzato di macchie di dolore. Voglio un dio che abbia paura della morte anche se eterno.<br \/>\nNon voglio un dio che si erga nella giustizia assoluta, nella potenza illimitata, nella intelligenza soma e perfetta, tanto da non essere perfettibile. Sarebbe un dio che non conosce i sentimenti, l&#039;angoscia dell&#039;errore, la voglia di accarezzare mentre si produce un lamento di dolore.<\/p>\n<h6 align=right>L&#039;uomo di vetro, Vittorino Andreoli<\/h6>\n<p><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho una gran voglia di scrivere. Avrei talmente tante cose da dire sull&#039;ultima settimana che me ne passa del tutto la voglia. 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Questo non \u00e8 un uomo.<br \/>\nE&#039; solo attraverso le piccole cose che si scopre l&#039;uomo, nella comprensione di ogni giorno, nel poter guardare in viso l&#039;altro da s\u00e9 e coglierne i segni del dolore visibili in un&#039;espressione che sa di fine, mentre si chiede inutilmente perch\u00e9 ancora dolore. Una domanda che rimanda alla paura.<br \/>\nSe non si conosce il perch\u00e9 del dolore, tutti i perch\u00e9, di qualsivoglia origine, finiscono per disegnare un mondo di mostri, in cui si \u00e8 vittima inconsapevole di un destino che \u00e8 in mano all&#039;ignoto. E allora l&#039;uomo diventa un mostro guidato da un mistero fatto di mostri.<br \/>\nC&#039;\u00e9 un dolore talmente forte che persino i pensieri fanno male e ogni considerazione sanguina. La vita diventa un torrente insanguinato e ogni affermazione \u00e8 dolorosa e produce dolore.<br \/>\nNon \u00e8 possibile consolarsi se si \u00e8 avvolti da questo mondo impaurito. 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